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Un delfino ferito si è avvicinato a dei sub per chiedere aiuto. Non potevano immaginare ciò che hanno visto subito dopo

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La vicenda ha avuto luogo nel gennaio del 2013 nel Kailua-Kona, Hawaii.

Durante un’immersione notturna, un gruppo di sub ha visto un delfino che era rimasto ferito da un gancio che gli stava perforando la parte sinistra del petto. La situazione stava prendendo una brutta piega, ma fortunatamente Keller La Rose, un esperto subacqueo, ha tentato il tutto e per tutto invitando il delfino ad avvicinarsi a lui (per essere aiutato e medicato); contro ogni pronostico il delfino ha visto nell’umano il benefattore di cui aveva bisogno ed ha accettato di avvicinarsi. Fortunatamente, la situazione è andata per il meglio dato che l’esperto subacqueo era molto attrezzato, inoltre la sua esperienza nel campo del salvataggio è stata decisiva per la buona riuscita dell’operazione.

Il tutto è stato ripreso grazie alla telecamera di Martina Wing, buona visione.

Cosa ne pensi di questa meravigliosa operazione di salvataggio? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia a lieto fine con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Una mamma crede che la figlia sia morta nella casa in fiamme. Poi scopre che il cane ha dato la propria vita per salvarla

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Il cane è il miglior amico dell’uomo e Polo, il protagonista di questa storia, lo ha ampiamente dimostrato quando ha perso la propria vita per salvare quella della piccola Viviana di soli 8 mesi.

Polo viveva da diverso tempo con la famiglia Poremski nella città di Baltimora negli Stati Uniti e, quando Viviana è nata, per lui è stato amore a prima vista. Le voleva molto bene e stava sempre al suo fianco per vegliare su di lei e per proteggerla.

Una domenica sera, nell’agosto del 2016, è accaduto qualcosa che sarebbe dovuto succedere. Erika, la mamma della piccola Viviana, si è allontanata da casa per alcuni minuti, mentre la bimba e Polo stavano dormeno al piano superiore. Quando la donna è tornata, ha visto che la casa era avvolta dalle fiamme.

Erika è corsa verso la casa ed ha cercato di entrare per salvare la figlia, però il fuoco ed il calore glielo hanno impedito. Sentiva Viviana piangere disperatamente al piano superiore, ma non riusciva a raggiungerla.

I vicini di casa hanno cercato di aiutarla in tutti i modi, hanno rotto porte e finestre per poter salvare la bambina, ma nessuno è riuscito ad entrare fino all’arrivo dei pompieri, i quali hanno salvato la piccola ed hanno fatto un’incredibile scoperta. Viviana era viva grazie al cane.

Grazie a Polo che ha fatto da scudo tra lei ed il fuoco la piccola si è potuta salvare, le hanno riscontrato ustioni sul 19% del corpo, ma senza l’aiuto del fedele amico a quattro zampe le conseguenze sarebbero state sicuramente molto più gravi.

Viviana è sopravvissuta, ma Polo è morto nell’incendio. Voleva proteggere la propria famiglia più di ogni altra cosa e lo ha fatto. Questo eroe si merita un riconoscimento.

È stata aperta una raccolta fondi per aiutare Erika e la propria famiglia che hanno perso tutto nell’incendio. Niente, purtroppo, potrà riportare indietro l’amato amico, ma di certo rimarrà per sempre nei loro cuori.

Se non fosse stato per Polo, Viviana oggi non sarebbe viva. Cosa ne pensi di questo meraviglioso e fedele amico a quattro zampe? Lasciaci un comento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici il gesto di questo eroico cane e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

6 consigli per riuscire a chiudere un ciclo ed andare avanti secondo la psicologia

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Tutto nella vita è ciclico. Le cose, inesorabilmente, iniziano e finiscono, le persone arrivano in questa vita e se ne vanno. Si tratta della legge delle cose e della vita in generale.

Un ciclo è una raccolta di momenti vissuti, impregnati di sentimenti più o meno piacevoli ai quali ci aggrappiamo. In realtà, i cicli della nostra vita sono interconnessi tra loro e mentre uno si sta chiudendo, un’altro si sta aprendo.

Il problema sorge quando la nostra mente rimane intrappolata nei cicli passati ai quali già non apparteniamo più. Con questo atteggiamento impediamo a noi stessi di iniziare a vivere la nuova tappa e rimaniamo in una fase di stallo, senza darci la possibilità di avanzare.

Gli psicologi hanno trovato alcuni modi per imparare a chiudere i cicli e per permetterci di andare avanti. Queste sono le 6 chiavi fondamentali per riuscirci.

1# Capire che dimenticare non è lo stesso di evitare

A volte, commettiamo l’errore di non voler pensare alle cose del nostro passato che ci fanno male. Cerchiamo tutti i mezzi per evadere dai pensieri che ci ricordano ciò che abbiamo perso.

Però, di fatto, questa è una delle peggiori cose che possiamo fare. Per poter chiudere un ciclo è necessario ricordare, perché evitando ciò che ci fa male, non otterremo altro che ritrovarcelo più avanti nel tempo.

Inoltre, è impossibile dimenticare completamente: però si può ricordare senza dolore. Ricordare le cose buone e ringraziare per averle vissute. Dimenticare le cose brutte e imparare da esse.

2# Dire addio alla colpa

Se ci si ritrova ad affrontare la fine di un ciclo, ma non si è ancora pronti perché questo avvenga, è normale sentirsi invasi da un sentimento di colpa.

Non serve a niente continuare a pensare che le cose sarebbero andate diversamente se avessi fatto questo piuttosto che quello, o avere la convinzione di non aver fatto abbastanza.

Non bisogna mai dimenticare che in questi momenti il “se avessi” non esiste. Abbiamo fatto del nostro meglio e se le cose non sono andate come speravamo è perché, probabilmente, dovevano andare così.

Tormentarci sul cosa avremmo potuto fare, non fa altro che limitare la nostra autostima. Dobbiamo imparare ad amarci e ad accettare le nostre decisioni senza sensi di colpa.

3# Perdonare

Può sembrare facile, però non lo è, soprattutto perché ci aspettiamo sempre una mossa da parte dell’altra persona prima di poterla perdonare.

L’importante è riuscire a capire che la decisione di perdonare è personale e che portare rancore fa male solo a noi stessi ed a nessun’altro.

Per questo, se qualcuno ti ha ferito e non dimostra in nessun modo di aver bisogno del tuo perdono, tu devi concederglielo ugualmente. Solo così potrai lascarti alle spalle ciò che ti fa male, perché il rancore pesa dentro di noi e ci impedisce di andare avanti.

4# Smettere di cercare una spiegazione

A volte, le cose succedono semplicemente perché devono succedere, non c’è una spiegazione e non c’è nemmeno alcuna risposta logica che le possa giustificare.

La maggior parte delle cose che ci succedono sono fuori dalla nostra portata e non hanno niente a che fare con qualcosa in particolare. Le cose non sempre sono “causa-effetto”.

Per questo motivo, esistono alcuni momenti in cui bisogna arrendersi. Bisogna smettere di cercare spiegazioni dove non ce ne sono, perché si tratta di un’attività estenuante e frustrante. Semplicemente, si devono accettare le cose che succedono ed accettare il fatto che non dobbiamo per forza dare loro una spiegazione, bisogna solo lascarle andare.

5# Accettare

In relazione a tutto ciò che è stato detto in precedenza, la cosa più importante è accettare il fatto che non possiamo avere tutto sotto controllo. Accettare il fatto che possono accadere delle cose anche se non le desideriamo e che non possiamo farci nulla. Siamo umani e, come tali, abbiamo dei limiti.

Però, come già accennato, i cicli della vita non sono definitivi: si sovrappongono e si collegano. Accettare il fatto che qualcosa di diverso può arrivare nella nostra vita e pensare che potrà essere ugualemente bello o addirittura migliore, ci aiuterà ad andare avanti.

6# Pensare che la vita sia come un viaggio in treno

Un buon modo per lasciare andare le cose, è pensare che la vita sia come un lungo viaggio in treno. Ogni fermata è un ciclo della nostra vita, ma immancabilmente, il treno procederà sul suo percorso fino alla prossima stazione.

Lungo il cammino potranno esserci delle persone che viaggeranno sul nostro stesso treno. Alcune rimarranno fino alla fine del viaggio, altre invece scenderanno alla prossima stazione, ma questo non ci dovrà preoccupare perchè ne saliranno delle altre.

Il nostro destino è alla fine di questo viaggio e bisogna avere la certezza che ci sarà sempre qualcosa di meglio ad aspettarci lungo il percorso.

Cosa ne pensi di questi consigli? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

La famiglia è per sempre: lo spot che sta commuovendo il mondo

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Cosa vuol dire la parola “famiglia“? Di risposte a questa domanda ce ne sono tantissime, tuttavia, nessuna di queste può spiegare a pieno cosa vuol dire far parte di una famiglia. Solitamente, sentiamo storie di rapporti familiari che si incrinano, altre volte invece, la parola famiglia assume connotati più tristi e quasi astratti come per esempio genitori assenti, figli che voltano le spalle ai genitori stessi e chi più ne ha, più ne metta.

La famiglia è per sempre: lo spot tailandese che sta commuovendo il web e non solo

Di spot belli ne vediamo tanti, ma questo di cui mi accingo a parlare è qualcosa di unico. Il filmato in questione inizia con il mostrare la fotografia tipica di molte realtà: figli ormai adulti che non hanno la minima idea di cosa voglia dire la parola riconoscenza nei confronti dei genitori. Senza fare ulteriori spoiler è bene cominciare a guardare il filmato, durerà appena 3 minuti e vi assicuro che vi scioglierà il cuore.

Anche tu credi che la famiglia sia per sempre? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si Impara.

L’albero della morte, il più pericoloso di tutto il pianeta Terra

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Il suo nome scientifico è Hippomane Mancinella, però è meglio noto come “L’albero della morte” o, in lingua spagnola, “La manzanilla de la muerte” che significa la piccola mela della morte. Questo albero cresce nelle regioni costiere, su terreni sabbiosi e con un’alta concetrazione di sale; si possono trovare dalla Florida fino alla Colombia ed in molte isole del Mar dei Caraibi.

“La manzanilla de la muerte” è un albero che può arrivare a misurare fino a 20 metri di altezza quando il suo fusto cresce dritto, però, data la sua distribuzione sul territorio, non è difficile vedere che molte di queste piante adottano una forma quasi strisciante e tortuosa. Il tronco ed i numerosi rami sono ricoperti di una corteccia molto spessa e di colore grigio.

Secondo gli esperti, il suo nome deriva da una combinazione di parole che derivano dalla lingua greca: “hippo” che significa cavallo e “manìa” che significa follia. Venne chiamata così perché pare che facessero impazzire i cavalli che mangiavano i frutti.

I suoi frutti sono simili a delle piccole mele ed hanno un sapore molto gradevole, questo inganna molto facilmente perché, dopo poco, chi l’ha ingerito afferma di aver provato un fortissimo bruciore interno. Infatti, questi frutti sono potenzialmente mortali sia per gli esseri umani che per i mammiferi, mentre esistono alcuni rettili che se ne alimentano e che riescono a vivere sui rami degli alberi. Negli stati in cui cresce la pianta il consumo dei frutti è proibito, in quanto provoca una severa diarrea ed un forte vomito e, nei casi più gravi, può portare alla morte.

Bruciore, eruzioni cutanee ed infiammazioni della pelle sono le conseguenze che possono subire le persone che, semplicemente, toccano le foglie di questo albero. Esistono diverse cittadine che sono frequentate da turisti, nelle quali è possibile vedere dei cartelli appesi ai tronchi degli alberi, o una X di colore rosso dipinta sui trochi stessi, che allertano chiunque a non passarci sotto e nemmeno vicino. Quando piove, le gocce d’acqua che cadono dalle sue foglie acquisiscono la linfa velenosa e la sua legna non può essere bruciata perchè ritenuta velenosa, il fumo può provocare problemi respiratori e cecità temporanea.

Ogni popolazione che vive nelle zone in cui cresce “L’albero della morte” sa da diverse generazioni che si tratta di una pianta a cui portare rispetto, uno dei detti popolari dice che ogni volta che si passa vicino all’albero bisogna salutarlo alla rovescia, ovvero di mattina gli si deve auguare la “buona sera” e di sera il “buon giorno”.

La natura è davvero sorprendente, ciò che ad alcuni esseri viventi può causare addirittura la morte ad altri può rendere più facile la vita, come nel caso dei rettili che si cibano di questi pericolosi frutti. Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti indormazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook curiosando si impara.

Una cagnolina sta affogando ed in preda al panico aspetta di essere salvata. Guarda quando finalmente vede il suo soccorritore

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In India esiste un’organizzazione chiamata Animal Aid Unlimited che aiuta gli animali in difficoltà. Alcuni mesi fa, il personale ha ricevuto una chiamata dove venivano avvertiti del fatto che un cane era caduto in un pozzo molto profondo.

Non era ben chiaro da quanto tempo il cane si trovasse lì, ma sicuramente non avrebbe potuto resistere ancora per molto.

La cagnolina aveva cercato invano di scalare la parete e per questo le sue zampine erano insanguinate, le sue forze si stavano esaurendo, sembrava proprio molto stanca.

Non sarebbe sopravvissuta se i membri dell’associazione non fossero intervenuti in tempo.

Dai un’occhiata al video del salvataggio:

È molto bello sapere che esistono persone come loro che dedicano la propria vita ad aiutare gli animali in difficoltà. Grazie a questi uomini che sono arrivati giusto in tempo, questa storia ha un bel lieto fine e lo sguardo della cagnolina quando ha capito che l’avrebbero messa in salvo è davvero commovente.

Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Grigio e celeste o rosa e bianco? Di che colore vedi la scarpa?

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Guarda attentamente la scarpa. Di che colore la vedi? Grigio e celeste o rosa e bianco? Adesso chiedi ai tuoi amici. Di che colore la vedono?

Forse avrai già visto qualcosa di simile sui social network e come puoi vedere, non esiste una risposta corretta; alcune persone vedono una tonalità, mentre altre la vedono differente. Però, perché? Di seguito la spiegazione.

La risposta a questa illusione ottica è l’utilizzo del flash al momento dello scatto della fotografia. Se si analizza l’immagine attraverso degli strumenti di editing, si può vedere che la scarpa risulta essere celeste e grigia. Per questo, quando il flash è attivo può farci percepire dei colori che non sono reali. La luce è la chiave di tutto.

Alcune condizioni della luce fanno sì che l’nterpretazione vari da una persona all’altra. Il modo in cui qualcosa è illuminato, può fare la differenza nella percezione del colore all’interno del cervello, in quanto vengono compensati l’eccesso o la mancanza di illuminazione dell’oggetto per poterlo identificare.

Tu di che colore vedi la scarpa? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici per confrontare il risultato e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi

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Con il passare del tempo nelle nostre case si sta palesando una minaccia silenziosa e riguarda proprio i nostri gioielli più preziosi: i nostri figli. I bambini sono in uno stato emotivo devastante. Per avere conferma di ciò basti vedere le statistiche rilasciate dai ricercatori negli ultimi 15 anni, i ricercatori sono allarmati dal costante aumento delle malattie mentali dei bambini, che sta ora raggiungendo proporzioni inaudite:

1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale

43% di aumento dell’ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività)

37% aumento della depressione adolescenziale

200% di aumento del tasso di suicidio nei bambini tra i  10 ed i 14 anni

Ora che abbiamo preso coscienza dei problemi sopracitati è bene fare una piccola premessa: è scientificamente provato che il cervello ha la capacità di adattarsi all’ambiente circostante. Sfortunatamente, però, con l’ambiente e gli stili di vita che stiamo fornendo ai nostri figli, stiamo anche indirizzando il cervello dei nostri bambini in una direzione sbagliata. Ciò che faremo ora è cercare di capire come si è trasformato il cosiddetto “ambiente infantile”.

Cosa c’è che non va?

I bambini di oggi vengono privati dei fondamenti di un’infanzia sana, come:

  • 1)  Avere dei genitori presenti.
  • 2) Avere dei limiti e degli orientamenti chiaramente definiti.
  • 3) Imparare cosa sia la responsabilità.
  • 4) Mangiare bene e dormire adeguatamente.
  • 5) Giocare all’aperto.
  • 6) Fare amicizie ed interazione sociale.

Tutto questo purtroppo è stato sostituito con:

  • 1) Genitori distratti digitalmente.
  • 2) Genitori indulgenti che lasciano “governare il mondo” ai bambini.
  • 3) Sonno inadeguato e nutrizione squilibrata (perché i genitori non tengono d’occhio i bambini).
  • 4) Stile di vita sedentario (non praticare mai sport).
  • 5)Stimolazione infinita: babysitter, quantità spropositata di oggetti tecnologici (nelle mani dei bambini), gratificazione immediata per qualunque cosa.

Secondo voi è possibile crescere una generazione sana in un ambiente così malsano? Certo che no! non ci sono scorciatoie per diventare dei buoni genitori. I risultati ottenuti finora sono stati devastanti e purtroppo sono proprio i nostri bambini a pagare questo conto salatissimo.

Come risolvere il problema: 10 consigli

Se vogliamo che i nostri figli crescano come degli individui felici e sani è bene svegliarci e tornare alle basi. Prima di tutto è bene ricordare che siamo dei genitori per i nostri figli e non degli amici; perciò  è necessario dare ai bambini uno stile di vita sano e ben equilibrato preoccupandoci di fornirgli ciò di cui hanno bisogno e non solo ciò che vogliono. Non dobbiamo avere paura di dire “No!” ed anche se a volte ci può far male, dobbiamo ricordarci per cosa lo stiamo facendo.

Ecco una lista di cose da fare:

  • 1) È bene trascorrere insieme un’ora al giorno nello spazio verde: mountain bike, escursionismo, pesca, osservazione di uccelli/insetti.
  • 2) Parlare molto durante il pranzo e la cena.
  • 3) Usare i giochi da tavolo.
  • 4) Coinvolgere il bambino in un lavoretto al giorno (lavanderia, riordino giocattoli, appendere i vestiti, fare la spesa, apparecchiare la tavola, ecc).
  • 5) Insegnare la responsabilità e l’indipendenza; è bene non essere iper-protettitivi sennò i bambini non saranno mai in grado di sviluppare le competenze necessarie per poter far fronte alle sfide del futuro.
  • 6) Non fare mai lo zaino al tuo bambino, deve farlo da solo.
  • 7) Non usare la tecnologia (pc o smartphone) come una cura per la noia; quest’ultima serve a risvegliare la creatività del bambino stesso.
  • 8) Ricordarsi di spegnere il telefono ai bambini quando vanno a letto, in caso contrario essi potrebbero riprenderlo ed usarlo (perciò dormirebbero di meno).
  • 9) Diventare il coach emotivo del vostro bambino insegnandogli a riconoscere ed affrontare la frustrazione e la rabbia.
  • 10) Insegnare le buone maniere quando si parla con gli altri trasmettendo i diversi modi di rivolgersi alle persone di diversa età (come si parla con un coetaneo e/o con una persona più anziana).  

Dobbiamo assolutamente apportare delle modifiche nella vita dei nostri figli prima che questa intera generazione di bambini venga distrutta. 

Cosa ne pensi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questi consigli con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Da Yourot

Un pediatra appende un cartello nel suo ambulatorio, ora è diventato virale e sta rivoluzionando tutte le mamme

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Esistono dibattiti infiniti su cosa sia meglio per i figli. Ci sono mamme che credono che sia giusto allattare fino ad una certa età del bambino, altre invece che non lo ritengono necessario. Dall’alimentazione all’educazione, tutti i genitori hanno le proprie opinioni su cosa sia meglio per i propri figli.

Tuttavia, credo che tutti i pediatri si ritroveranno d’accordo con ciò che ha pubblicato una blogger di nome Jaione su cosa realmente sia meglio per tutti i bambini del mondo.

Rivolto alle madri

Il testo originale è stato scritto da Jaione, l’autrice del blog masalladelrosaazul.com

Si intitola “Il meglio è…” ed è rivolto a tutte le mamme, principalmente a quelle che lo sono diventate da poco. Una di queste madri ha visto il cartello nell’ambulatorio di un pediatra ed ha deciso di scattargli una foto e di pubblicarla su Facebook, in breve tempo il post è diventato virale.

Facebook / Una mama practica

Il meglio è…

  • Il meglio non è il seno.
  • Il meglio non è nemmeno il biberon.
  • Il meglio non è prenderlo sempre in braccio.
  • Il meglio non è nemmeno smettere di prenderlo in braccio.
  • Il meglio non è metterlo a dormire in quella posizione.
  • Il meglio non è nemmeno metterlo a dormire in quell’altra posizione.
  • Il meglio non è coprirlo così.
  • Il meglio non è nemmeno coprirlo in un altro modo.
  • Il meglio non è vestirlo con questo.
  • Il meglio non è nemmeno vestirlo con quello.
  • Il meglio non è dargli il purè.
  • Il meglio non è nemmeno dargli del cibo a pezzi.
  • Il meglio non è ciò che ti dice tua madre.
  • Il meglio non è nemmeno ciò che ti dice la tua amica.
  • Il meglio non è lasciarlo con la baby sitter.
  • Il meglio non è nemmeno mandarlo all’asilo o farlo rimanere con i nonni.
  • Il meglio non è dargli questo tipo di educazione.
  • Il meglio non è nemmeno dargli un altro tipo di educazione.

Sai cosa è davvero il meglio?

IL MEGLIO SEI TU.

  • Il meglio è ciò che ti fa sentire meglio.
  • Il meglio è ciò che il tuo istinto ti dice che è meglio.
  • Il meglio è ciò che ti aiuta a stare bene.
  • Il meglio è ciò che ti permette di essere felice con la tua famiglia.
  • Perché se tu stai bene, loro ricevono il meglio. Perché il meglio sei tu.
  • Perché se tu ti senti sicura, anche loro si sentono sicuri.
  • Perché se tu credi che lo stai facendo bene, la tua tranquillità e la tua felicità arrivano a loro.PERCHÈ IL MEGLIO SEI TU.

Cerchiamo di dire a ogni madre/padre che è il meglio.
PERCHÈ CIÒ CHE È DAVVERO MEGLIO PER I TUOI FIGLI SEI TU.

Sei d’accordo? Lasciaci la tua opinione e non dimenticare di condividere queste parole con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un bambino di 2 anni muore dopo aver mangiato dell’uva, ora la madre è distrutta ed avverte tutti i genitori

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Alla fine, l’età non è per niente importante, sopravvivere ad un figlio è l’incubo di ogni genitore. A volte però capita qualcosa di tanto spaventoso, che la vita non può più tornare ad essere come quella di prima.

Per Emma e Mohammad di Detroit, negli Stati Uniti, la tristezza che stanno provando è sconvolgente. Hanno perso il loro figlio di due anni durante un giorno normale, dopo essere andati al supermercato.

 

La famiglia aveva deciso di andare al supermercato per fare un po’ di spesa, ma in quel momento non potevano sapere che quel giorno sarebbe terminato in una maniera terribile.

La mamma, Emma Carver, racconta che quel giorno ha cambiato per sempre la sua vita. Il figlio Ayyan Umar, di due anni, era seduto in un carrello della spesa fatto a forma di macchinina, la donna si è voltata un istante per dare un’occhiata al prezzo del formaggio, ma quando si è rigirata il bambino aveva il viso di colore blu. Aveva mangiato dell’uva.

La tragedia è successa ad agosto nella città di Detroit, in Michigan. Quando la mamma stava scegliendo del formaggio, il bambino era seduto nella macchinina ed è stato proprio in quel momento che ha visto il grappolo d’uva nel carrello e, senza che la madre potesse accorgersene, si è infilato in bocca due chicci. Quando la donna si è girata ha potuto solamente vedere che il picccolo si stava soffocando.

In qualche modo Ayyan era riuscito a prendere l’uva dal carrello ed a mettersela in bocca, ma i chicchi gli si erano bloccati nelle vie respiratorie.

“Ho buttato il formaggio ed ho iniziato a dargli dei colpi sulla schiena”, ha detto Emma durante un’intervista.

La donna afferma di averlo colpito diverse volte sulla schiena per fare uscire i chicci di uva, ma senza risultato. Una persona che era presente ha chiamato subito l’ambulanza ed un’altra ha effettuato un primo soccorso tra i primi 5 e 7 minuti. Quando sono riusciti a fare uscire uno dei due chicchi, il piccolo se ne era già andato. L’altro chicco è stato estratto quando è arrivato in ospedale.

Sentivo di essere come nel mezzo di un bruttissimo incubo, come se qualcuno da lì a poco mi avesse dovuto svegliare”, ha detto con dolore Mohammad Umar, il padre del bambino.

“Mi sembra di sentirlo ancora dormire sul mio petto. Lo vedo dappertutto”, racconta l’uomo prima che i suoi occhi si riempiano di lacrime.

Ora, Emma e Mohammad vogliono avvisare tutti i genitori di quanto possa essere pericoloso un chicco d’uva.

Il “The American Institute of Pediatrics” afferma che i bimbi che hanno meno di quattro anni non dovrebbero avvicinarsi all’uva, per fargliela mangiare si raccomnada di dividere il chicco a metà per il lungo.

Condividi l’appello di Emma e Mohammad perché questo non accada mai più a nessuno. Lasciaci un commento e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un padre manda il figlio a scuola con un registratore nascosto, non può credere a ciò che sente dopo

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Nessuno conosce un bambino meglio dei suoi genitori. Per questo, è molto preoccupante quando vedi tuo figlio fare delle cose che sembrano nuove ed inusuali. Questa storia è di alcuni anni fa, ma si tratta di un argomento molto importante e, purtroppo, ancora attuale.

 

Quello che è successo a questo papà, può farti capire che bisogna sempre fidarsi del proprio istinto.

Il figlio di Stuart Chaifetz si chiama Akian, all’epoca aveva 10 anni e studiava in una scuola nella quale, presumibilmente, avrebbe dovuto ricevere tutto l’aiuto di cui aveva bisogno. Dopo un anno in quella scuola, Stuart aveva notato che il comportamento del figlio era cambiato, non era più il bambino tranquillo e felice di una volta.

Così, l’uomo ha iniziato ad avere dei sospetti, c’era qualcosa che non andava. Inoltre, la scuola aveva cominciato a mandare a casa delle note nelle quali si riferiva al genitore che Akian si comportava male in classe e che il suo atteggiamento era spesso aggressivo, ma questo era un lato del figlio che Stuart non aveva mai visto.

Naturalmente, ha voluto andare a fondo della questione ed ha chiesto aiuto ad una terapista perché potesse scoprire quale fosse la causa dello strano comportamento del bambino. Voleva sapere cosa ci fosse dietro ai cambiamenti del figlio, però, non ricevette risposte ai suoi interrogativi ed Akian continuava a peggiorare.

Sospettava del fatto che qualcosa o qualcuno all’interno della scuola stesse provocando questo comportamento in maniera così improvvisa. A quel punto, Stuart doveva muoversi e decise di scoprire cosa stesse succedendo a scuola.

 

Un giorno, l’uomo ha nascosto addosso al figlio un registratore di modo da ottenere tutte le risposte di cui aveva bisogno. Ma non avrebbe mai immaginato di sentire le parole che aveva registrato.

La registrazione aveva rivelato che il bambino veniva costantemente sgridato dall’insegnante e dal suo assistente. Abusavano verbalmente di Akian e gli dicevano delle parole oscene.

Dopo aver ascoltato le sei ore di registrazione, i motivi dello strano comportamento del figlio erano ormai ben chiari ed il tutto era ancora peggio di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

La cosa più brutta è stato ascoltare Akian che si alterava perchè alla sua richiesta di vedere il padre, gli veniva dato come risposta un secco no. Inoltre, si potevano sentire chiaramente il professore e l’assistente scherzare sul proprio abuso di alcol e fare discorsi a sfondo sessuale. Nella classe di Akian c’erano solamente dei bambini con problemi e Stuart, durante un’intervista all’Huffington Post, ha detto che i due adulti non si sarebbero mai permessi di usare termini del genere se fosse stata una classe tradizionale.

L’uomo sapeva che la registrazione non avrebbe portato i due uomini davanti ad un giudice, però decise di farla avere all’ufficio del preside. Purtroppo, le cose non sono proprio andate come Suart si aspettava, infatti l’unico che venne licenziato fu l’assistente, mentre l’insegnante venne trasferito in una scuola frequentata da dei ragazzi più grandi.

Il padre di Akian si è battuto e si sta ancora battendo molto contro il bullismo nelle scuole. Ha aperto una pagina Facebook chiamata No More Teacher Bullies e di seguito puoi vedere il suo video in lingua inglese, dove è presente anche la famosa registrazione:

Cosa avresti fatto se fossi stato al posto di questo papà? Lasciaci un messaggio e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

8 modi per superare la paura di guidare

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Insegnare qualcosa a qualcuno non è un compito facile, anche quando conosciamo alla perfezione l’argomento in questione. Bisogna avere molta pazienza, sapersi esprimere e, soprattutto, avere a disposizione gli strumenti per trasmettere ciò che sappiamo. Insegnare a qualcuno a guidare, probabilmente, è ancora più complicato perché oltre a dovergli trasmettere la conoscenza, bisogna fare in modo che la persona a cui si sta insegnando superi la paura.

Non si sta parlando solo dell’automobile: c’è anche chi, per esempio, sa guidare un’auto ma non si è mai fidato ad andare in biciletta per le strade della città. Il problema è lo stesso: la paura delle cose sconosciute, quelle che ci fanno uscire dalla nostra zona di comfort.

Se sei un pilota esperto, saprai bene che la paura è uno dei peggiori nemici della buona guida. Però, come si fa a trasmettere fiducia rassicurando qualcuno che nulla andrà male? Se hai un amico che sta cominciado a guidare, questi consigli ti saranno utili per aiutarlo a diventare un bravo conducente.

Invece, se sei tu che hai cominciato da poco… Coraggio! Tutti i grandi cambiamenti iniziano con un primo passo. Leggi questi consigli e abbi sempre fiducia in te stesso.

1# Non ti distrarre

Può sembrare molto allentante il fatto di avere una buona conversazione mentre si guida, però lascia le parole a più tardi. Quando inizi a guidare, devi avere tutti i tuoi sensi concentrati su questo.

Non dispiacerti se non sei un bravo pilota: stai imparando. Dì ai tuoi compagni di viaggio di perdonarti, ma non potrai concentrarti troppo sulle loro conversazioni.

2# Pensa meno

Come qualsiasi altra attività, la tua testa può giocare contro di te. Concentrati nelle azioni e non sui pensieri. Vedrai che tutto andrà per il meglio.

3# Comincia con percorsi brevi e conosciuti

Se vuoi fare tutto in una volta ed al primo tentativo, ti convincerai solo del fatto che non potrai mai farcela.

Inizia percorrendo delle strade che conosci e fallo tutti i giorni. Quando ti sentirai sicuro su quelle, prosegui e fai altre strade. Così riuscirai a guadagnare fiducia e passeranno i timori.

4# Allenati con costanza

Guidare deve diventare un’abitudine e, come per tutte le abitudini, c’è bisogno di almeno un mese di rigoroso allenamento.

 

Fai molta pratica, esci tutti i giorni. Guida per il tempo che hai stabilito: possono essere 15 minuti o un’ora, non importa la quantità, l’importante è rispettare questa routine.

Se ti è possibile, fallo in orari in cui le strade sono poco trafficate.

5# Avanza in base ai tuoi progressi

Se ha stabilito una tua routine di allenamento, sicuramente, starai migliorando giorno dopo giorno. Cerca di fare sempre un po’ di strada in più, però senza esagerare.

Non lasciarti vincere dall’ansia: piano piano aumenta i tuoi obiettivi in modo consapevole.

6# Non essere troppo autoesigente

Sicuramente avrai sentito molte persone dire quanto sia stato facile per loro imparare a guidare.

Non farci caso. Tu ci impiegherai il tempo di cui avrai bisogno, non essere duro con te stesso quando commetti degli errori, fanno parte dell’apprendimento. Sii responsabile mentre impari.

7# Controlla i tuoi pensieri negativi

Controllare i pensieri negativi è un qualcosa che bisogna imparare a fare in qualsiasi ambito della vita e, soprattutto, in questo.

Se ti lasci dominare dai pensieri negativi, la paura prenderà il sopravvento. Sfortunatamente, la paura non ci permette di imparare e nemmeno di andare avanti.

Quando senti che non ce la puoi fare, ricorda dove eri prima e dove sei riuscito ad arrivare oggi. Non hai fatto molti progressi? Non perderti d’animo, sii tenace e prosegui per la tua strada.

8# Cerca delle persone che ti trasmettano fiducia

La cosa più importante quando si intraprende qualcosa di nuovo, è circondarsi di persone che riescano a trasmetterci fiducia.

Nel caso della guida, devi chiedere aiuto ad una persona con la quale ti senti a tuo agio e con la quale non hai paura di sbagliare. Nel caso contrario, ovvero se la persona che ti sta dando una mano ti fa sentire a disagio, cambia copilota!

Speriamo che questi consigli possano essere utili a chiunque stia imparando a guidare.

Non bisogna mai dimenticare che: non è mai troppo tardi per imparare a fare qualcosa di nuovo, si tratta solamente provarci.

Conosci altri utili consigli da dare a chi sta imparando a guidare? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curisando si impara.

 

10+ regole che dovrebbero applicare tutti i genitori per la sicurezza dei propri figli

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Crediamo che non possa mai succedere nulla di male ai nostri figli e, per questo, non siamo abituati a prendere alcune semplici precauzioni per evitarlo.

Di seguito alcuni utili consigli per prevenire le situazioni pericolose sia in città che durante le gite fuori porta.

Se il bambino ti racconta qualcosa che ti suona un po’ sospetto, anche se ti sta parlando di amici di famiglia o insegnanti, confida nelle sue parole e assicurati di scoprire tutto ciò che riguarda ciò che ti ha detto perché, spesso, sono coloro che sono più vicini ai bambini che si approfittano di loro.

Se il bambino ti chiama e ti chiede di andare a prenderlo, fallo. A volte, per telefono non è possibile dire tutto ciò che si vorrebbe.

Se il bambino non arriva entro l’ora stabilita, scrivi o chiama i suoi amici, i suoi insegnanti o i suoi compagni di classe e le loro famiglie. Quando un bambino si perde, ogni minuto è molto importante e per questo è bene mettersi immediatamente in contatto con coloro che hanno potuto vedere dove, o con chi se ne è andato.

Una volta ritrovato il bambino, non dimenticare di avvisare tutti.

Se il bambino si perde, descrivere il suo aspetto ed i vestiti che indossa è molto più complicato che mostrare una foto a coloro che potrebbero averlo visto, o alle persone che sono impegnate nelle sua ricerca.

Come già detto, chiama subito chi potrebbe aver visto dove si è diretto o con chi, dopodiché allerta immediatamente le autorità.

Durante una situazione estrema, il bimbo può confondersi anche se conosce bene la teoria su come dovrebbe comportarsi. Prepalalo prima. In numerose occasioni ripeti con lui l’indirizzo di casa ed il tuo numero di telefono, gioca insieme a lui simulando differenti situazioni, come per esempio cosa fare se si perde in un negozio, oppure cosa fare se si perde per la strada, o come si deve comportare se un estraneo gli offre delle caramelle o gli chiede aiuto. In un luogo isolato, mostragli come deve gridare per chiedere aiuto.

Se vai a fare una passeggiata nel bosco, o se ti trovi in un grande parco per un picnic, può essere utile scattare una fotografia anche alla suola delle scarpe dei bambini. Se dovessero perdersi, questa immagine potrebbe aiutare nelle ricerche. Non vestire i bambini con indumenti di un colore che si possa mimetizzare con l’ambiente circostante, dai priorità ai colori vivaci.

Se vi trovate in un centro comerciale, oppure in un parco divertimenti, o comunque in un luogo in cui potrebbe esserci molta gente, mettiti sempre d’accordo con tuo figlio su un luogo dove incontrarvi nel caso in cui doveste perdervi di vista. La cosa migliore è scegliere un posto che si possa vedere da lontano, come per esempio potrebbe essere l’ingresso principale o una fontana.

Nel caso in cui tuo figlio dovesse avere uno smartphone, esistono delle applicazioni con le quali è possibile controllare il dispositivo, sia attraverso la tecnologia GPS per sapere dove si trovano, sia per controllare chat, conversazioni e navigazione. Nel caso contrario, si possono trovare in commercio diversi tipi di gadget, come orologi, braccialetti, portachiavi, ecc., che sono dotati di tracciamento sempre tramite la tecnologia GPS, se ne possono trovare di diversi tipi sulla piattaforma di Amazon QUI

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Scrivi su un foglio il tuo numero di telefono e quello di altri familiari, nel caso in cui tu non fossi raggiungibile. Specifica anche se il bambino ha problemi di salute o allergie. Fai in modo che questo foglio sia sempre con tuo figlio, per esempio in una tasca interna.

Un bambino quando si perde prova molto stress, oltre a questo ha anche paura che tu possa arrabbiarti. Quando gli parli delle regole, assicurati che capisca bene il fatto che non ti arrabbierai con lui anche se dovesse succedere qualcosa.

Se il bimbo si perde, quando lo ritrovi calmalo, abbraccialo, guardalo negli occhi e respira profondamente con lui. Una volta che si è calmato, parla con lui su quello che è successo, chiedigli perché è accaduto e cosa bissogna fare perché non si ripeta.

Esistono delle ricerche che dimostrano che 9 bambini su 10 raccontano agli sconosciuti delle cose che riguardano loro stessi ed i propri cari e, con la stessa innocenza, tendono ad andarsene con queste persone.

Puoi organizzare, nella classe o nel gruppo di bambini che frequenta tuo figlio, una lezione sulla sicurezza infantile attraverso la quale i più piccoli possano imparare a distinguere i diversi pericoli ed a comportarsi nel modo più adeguato.

Nessuno vuole crescere un bambino che ha paura della sua stessa ombra, per questo motivo non si deve generare terrore nei piccoli, però bisogna cercare di fargli capire con coerenza che i pericoli esistono e che ci sono delle regole da rispettare per non rischiare.

Tu conosci altri suggerimenti? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste preziose informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Al 5° mese è nata morta, ma sono riusciti a farla rivivere. Ecco com’è diventata oggi

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Non ci sono dubbi sul fatto che la tecnologia stia avanzando ogni giorno di più, anche in campo medico si possono vedere degli enormi passi avanti. Man mano il tempo passa, si riescono a salvare sempre più vite ed è stato proprio grazie a questo sviluppo che è stato possibile salvare la vita ad una bimba che è nata prematura al quinto mese di gravidanza, la stessa bambina che è morta per almeno 8 minuti, ma che i medici sono riusciti a riportare in vita.

Bex e Martin Forrest erano molto emozionati mentre aspettavano la loro bambina, era la loro primogenita e per questo erano molto nervosi. Tuttavia, i dottori dicevano che la gravidanza stava procendo normalmente e grazie alle loro parole riuscivano a stare un po’ più tranquilli.

Sfortunatamente ed inaspettatamente, al quinto mese di gravidanza, per la piccola ci sono state delle complicazioni cardiache ed i medici hanno deciso che la cosa migliore da fare era quella di farla nascere subito con un parto cesareo d’urgenza. Avevano promesso ai genitori che avrebbero fatto tutto il possibile per farla sopravvivere, ma quando è nata il suo cuore ha smesso di battere.

Quando la madre non ha sentito il pianto della propria figlia ha capito che qualcosa non andava ed è scoppiata in lacrime. I medici hanno fatto l’impossibile per salvare la vita alla bimba e, dopo 8 interminabili minuti, sono riusciti a rianimarla. Willow, la bimba, è stata trasferita immediatamente in terapia intensiva perché potesse ricevere le cure più appropriate; i medici e le infermiere del reparto hanno lavorato duramente notte e giorno per assisterla al meglio.

La piccola Willow è stata sottoposta alla terapia del freddo, è stata messa in un’incubatrice ed hanno fatto abbassare la sua temperatura corporea fino a 33 gradi centrigradi; la tempretatura normale per un essere umano si aggira intorno ai 37 gradi. In pratica, l’hanno sottoposta per tre giorni ad una terapia di ipotermia controllata, con lo scopo di evitare delle lesioni cerebrali che avrebbero potuto essere provocate dalla mancanza di ossigeno.

Bex e suo marito non potevano avvicinarsi troppo alla figlia perché era molto debole, potevano solamente accarezzarle la mano. La donna ricorda con tristezza che per via dei tubi a cui Willow era collegata, per le prime quattro settimane non l’ha mai sentita piangere ed anche se potrebbe sembrare strano, desiderava solo quello.

Dopo poco più di tre anni dalla sua nascita, Willow è una bambina sana ed ha una vita normale come tutti gli altri. La vita ha regalato a questa splendida famiglia una seconda opportunità ed ora sono più uniti che mai.

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Jessica si è sbarazzata di 2 cattive abitudini ed ha perso 80 chili. Guarda il suo incredibile cambiamento dopo un anno

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Solo un anno e mezzo fa, la vita di Jessica Benitez era completamente diversa da quella di oggi. Tutti i giorni mangiava i cibi del fast food e trascorreva ore sdraiata sul divano guardando la televisione.

“Tutto ciò che facevo era mangiare, andare a lavorare e guardare serie tv”, racconta Jessica.

All’età di 19 anni pesava 145 chilogrammi. Fu proprio allora che decise di dover fare dei cambiamenti radicali nella propria vita.

Jessica Benitez / Instagram

L’obesità non è un problema solo di apparenza, ciò che in realtà è a rischio è la salute di chi ne soffre e, anche se risulta molto difficile cambiare le proprie abitudini e migliorare la qualità della propria vita, la realtà è che non è una cosa impossibile.

Jessica sapeva che se voleva perdere peso avrebbe dovuto fare dei cambiamenti radicali nella propria vita. La prima cosa che ha fatto è stata quella di dimenticare i cibi del fast food, ha detto loro addio per sempre.

Dopodiché, ha letteralmente abbandonato il divano e le serie tv ed ha cominciato a cercare dei video su YouTube per potersi allenare.

Jessica Benitez / Instagram

All’inizio del 2016 ha cominciato ad esercitarsi da sola in casa, questo perché provava paura e vergogna ed evitava di frequentare le palestre. Tuttavia, oggi, la palestra è diventato uno dei suoi posti preferiti e quando ci va prova molta felicità ed allegria.

Si allena ogni giorno per circa due ore ed i cambiamenti nella sua salute e nel suo corpo si notano a semplice vista.

Jessica Benitez / Instagram

Ho ancora molto da fare, ma sono orgogliosa di me stessa, ha condiviso sul proprio profilo di Instagram, getfitwjessica, dove sta documentando il suo incredibile viaggio verso la salute ed il benessere personale.

Jessica Benitez / Instagram

“Il mio nome è Jessica ed ho 21 anni, sono alta 162 centimetri ed ho perso 80 chili cambiando le mie abitudini alimentari e facendo esercizio fisico. Quando ho iniziato pesavo 145 chili ed al momento peso tra i 60 ed i 70 chili”, ha scritto su Instagram.

“Ci sono stati e ci sono ancora degli ostacoli sul mio cammino, però l’unica cosa che bisogna fare è affrontarli un passo alla volta. Questo può farmi arrendere? MAI!”, dice la ragazza.

Jessica Benitez / Instagram

“Nessuno credeva che sarei potuta arrivare dove sono oggi. Ero timida, però adesso la mia autostima è molto più forte ed ho tante energie… È pazzesca la quantità di energia che ho adesso rispetto a prima”, dice Jessica dimostrando che la sua trasformazione non è stata solo fisica.

Condividendo la sua storia, questa giovane, spera di essere d’ispirazione per molte persone che non sanno come fare per uscire dal circolo vizioso delle cattive abitudini e per coloro che temono l’esercizio fisico. Afferma che se è riuscita a farlo lei, lo possono fare tutti.

Jessica Benitez / Instagram

Cosa ne pensi del cambiamento di questa bellissima ragazza? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa incredibile storia, con la speranza di ispirare qualcun’altro a cambiare la propria vita in meglio perché la salute è il nostro bene più prezioso ed è responsabilità di ognuno di noi mantenerla o migliorarla.

Una donna di 56 anni uccide il violentatore di sua figlia. Ora è libera dal carcere.

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Quando la protagonista di questa storia ha visto tre uomini che stavano violentando in gruppo la propria figlia, ha agito senza esitare. La donna ha afferrato un coltello per far terminare l’abuso ed il tutto è finito con la morte per accoltellamento di uno dei tre uomini.

La donna è stata incarcerata, però ha da poco saputo che non verrà condannata per omicidio.

Era il 2 settembre di quest’anno quando una donna sudafricana ha ricevuto una telefonata, nella quale veniva avvertita del fatto che stavano violentando la propria figlia in una casa abbandonata nella località di Qumbu. La donna di 56 anni si è affrettata per arrivare nel luogo indicato ed ha visto che tre uomini stavano abusando in gruppo della ragazza. Quindi, la donna, ha afferrato un coltello ed ha cominciato a sferrare colpi agli aggressori per salvare la vita della giovane figlia, racconta il Times Live.

Uno dei violentatori è morto

Uno dei violentatori è morto a causa delle ferite e la donna è stata accusata di omicidio.

Il fatto ha avuto un grande impatto tra i media in Sud Africa ed in tutto il mondo, tanto che la donna è stata soprannominata “Lion Mama“. Molte persone stanno dalla parte della donna e cercano di appoggiarla in diversi modi, tra questi, è stata creata anche una raccolta fondi per poterle pagare le spese legali.

Residents of Emalahleni local municipality, the South African local government association (salga) provincial women’s caucus, non-governmental organisations and women from other district municipalities celebrate in supportt for the Zwartwater mother who stabbed three men for allegedly raping her 27-year-old daughter in a unoccupied house near Komani on September. Picture: Tembile Sgqolana

“Madre e figlia hanno bisogno di un aiuto psicologico. La mamma ha anche chiesto di essere aiutata nella gestione dei fondi ricevuti, perché non avendo mai avuto a disposizione tanto denaro non saprebbe come fare”, racconta l’avvocato della donna.

Ora è libera dalla condanna

I giudici di Lady Frere, un centro abitato situato nella provincia del Capo Orientale in Sud Africa, hanno comunicato alla donna che non sarà processata per l’assasinio di uno dei presunti violentatori, mentre gli altri due uomini sono stati assicurati alla giustizia con l’accusa di stupro.

La donna ha fatto ciò che ha potuto per salvare la propria figlia dall’abuso ed in molti hanno capito il suo gesto. Cosa pensi del fatto che non sia stata condannata? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

20+ combinazioni segrete della tua tastiera che ti renderanno la vita più facile

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Sicuramente conosci alcune scorciatoie della tua tastiera. Per esempio, il glorioso “CTRL+Z” che serve per annullare l’operazione appena eseguita, questa combinazione ha salvato molti di noi da gravi catastrofi più di una volta. Però, forse non sai che con “CTRL+Y” puoi ripetere un’operazione.

CTRL + C” serve per copiare un testo o un elemento selezionato, mentre “CTRL+V” serve per incollarlo.

La tua tastiera contiene questi ed altre centinaia di segreti che, a volte, possono sembrare poco utili, ma di fatto possono aiutarti molto ad accelerare l’utilizzo del computer.

Per questo, di seguito puoi trovare una selezione di scorciatoie che potrebbero interessarti.

Speriamo che possano esserti utili.

In una finestra di Windows:

CANC (o CTRL + D): serve per eliminare l’elemento selezionato e per spostarlo nel cestino.

MAIUSC + CANC: serve per eliminare l’elemento selezionato senza spostarlo nel cestino.

 

 

F2: serve per rinominare l’elemento selezionato.

CTRL + FRECCIA DESTRA O SINISTRA: serve per spostare il cursore verso l’elemento successivo o precedente.

 

CTRL + A: serve per selezionare tutti gli elementi di un documento o di una finestra.

ALT + INVIO: serve per vedere le proprietà dell’elemento selezionato.

CTRL + ROTELLINA DEL MOUSE: serve per modificare le dimensioni delle icone di file e cartelle.

MAIUSC + F10: serve per visualizzare il menù di scelta rapida dell’elemento selezionato.

F5 (O CTRL + R): serve per aggiornare la finestra attiva.

Scorciatoie con il tasto Windows:

TASTO WINDOWS: serve per aprire o chiudere il menù Start.

TASTO WINDOWS + D: serve per mostrare e nascondere il desktop.

TASTO WINDOWS + M: serve per ridurre a icona tutte le finestre.

TASTO WINDOWS + MAIUSC + M:  serve per ripristinare le finestre ridotte a icona sul desktop.

TASTO WINDOWS + T: serve per scorrere le App sulla barra delle applicazioni.

TASTO WINDOWS + FRECCIA IN SU: serve per ingrandire la finestra.

TASTO WINDOWS + FRECCIA IN GIÙ: serve per ridurre a icona la finestra sul desktop.

 

TASTO WINDOWS + FRECCIA A DESTRA O SINISTRA: serve per ingrandire l’App o la finestra sul desktop, sul lato destro o sinistro dello schermo.

TASTO WINDOWS + TAB: serve per aprire la visualizzazione di tutte le attività correnti.

TASTO WINDOWS + VIRGOLA: serve per visualizzare temporaneamente il desktop.

 

Potrebbe anche interessarti: Sai a cosa servono i tasti dall’F1 all’F12 sulla tastiera del computer?

Scorciatoie da utilizzare per la finestra di dialogo:

CTRL + TAB: serve per spostarsi avanti nelle schede.

CTRL + MAIUSC + TAB: serve per spostarsi indietro nelle schede.

TAB: serve per spostarsi avanti nelle opzioni.

CTRL + TAB: serve per spostarsi indietro nelle opzioni.

Designed by Freepik

Conoscevi questi trucchetti? Una volta memorizzati renderanno le tue operazioni sul pc più veloci, senza dover ricorrere ai vari passaggi che faresti con il mouse. Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici queste utili scorciatoie e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un ragazzo di 13 anni costruisce la propria casa: guarda il suo capolavoro di 9 m2 quando apre la porta

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La maggior parte dei bambini ha cose più importanti da fare che costruire una casa. Però, Luke Thill che ha 13 anni e che vive a Dubuque nello stato dell’Iowa, non è come tutti gli altri.

 

Questo talentuoso adolescente ha costruito la propria casa nel giardino dei suoi genitori.

Luke spiega sul proprio canale di Youtube che ha pensato di realizzare questo progetto durante le vacanze estive, spinto dalla noia per non avere nulla da fare. Così, ha iniziato ad informarsi e presto aveva chiaro in mente come avrebbe potuto creare la propria casa.

Ci ha messo circa un anno per raccimolare il denaro di cui aveva bisogno per comprare il materiale necessario. Per ottenere i soldi ha fatto delle commissioni ed ha tagliato per diversi mesi il prato dei vicini di casa, inoltre ha anche pianificato una raccolta fondi sul web. Un amico elettricista lo ha aiutato ad installare la corrente elettrica, in cambio della pulizia del proprio garage. Circa il 75% dei materiali utilizzati per la costruzione della casetta erano di seconda mano e molti erano avanzati dalla casa della nonna, per esempio, la porta d’ingresso gli è stata regalata da un amico sdi suo zio.

La casa misura 9 metri quadrati, è dotata di elettricità, ma non di acqua corrente.

“Mi piace il minimalismo”, racconta Luke alla rivista Des Moines Register e continua: “Volevo una casa senza un prestito bancario. Questa è la mia prima casa”.

 

Luke ha fatto un sacco di video nei quali parla del suo progetto, perché dice che molte persone si sono interessate ed erano curiose di sapere i dettagli.

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Naturalmente, il ragazzo è stato aiutato dai propri genitori, i quali gli hanno dato una mano per tenere i conti e lo hanno incoraggiato fino alla fine. Greg, il padre, ha voluto però specificare che colui che ha ottenuto la maggior parte dei soldi e che ha costruito la maggior parte della casa è stato Luke.

 

“È stata un’opportunità per lui, ha potuto fare qualcosa di diverso che giocare ai videogiochi o guardare la TV. Si tratta di una piccola lezione su come potrebbe essere la vita”, racconta Greg.

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Una casetta così è sicuramente il sogno di molti adolescenti, un luogo per scollegarsi da tutto e per rilassarsi. Quella di Luke è dotata di forno a microonde, di televisore ed ha un materasso gonfiabile che utilizza come letto. All’esterno c’è un barbecue ed è circondata da dei bellissimi fiori, è tutto davvero molto carino.

Luke fa sempre il suo dovere dopo la scuola ed alcune notti a settimana può dormire lì. In futuro, vorrebbe costruire una casa più gande, nella quale vivere durante gli anni dell’università.

Al ragazzo farebbe molto piacere se il suo progetto potesse ispirare altre persone a lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi che permettano loro di realizzare i propri sogni:

“Voglio mostrare ai ragazzi della mia età che è possibile costruirsi una casa da soli”, racconta Luke nel seguente video, nel quale si può notare anche quanto il giovane sia orgoglioso di ciò che ha realizzato.

Facebook

 

Nel video, dal minuto 7:50 è possibile visitare l’interno di questa graziosa casetta.

Cosa ne pensi del lavoro di questo giovane ragazzo? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

 

 

 

 

Allontanano dalla banca un anziano arrabbiato, ma un poliziotto lo riporta indietro per compiere il suo dovere

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Purtroppo, capita di sentire delle notizie riguardanti le forze dell’ordine che ci fanno rimanere senza parole, in quanto esistono degli ufficiali che, invece di proteggere i cittadini, approfittano del proprio potere e lo esercitano sulle persone più deboli; per questo motivo, in alcune occasioni ritrovarsi di fronte alle autorità potrebbe fare più paura che ritrovarsi di fronte a dei veri e propri delinquenti.

Tuttavia, questa storia parla di un bravo poliziotto che potrebbe far tornare un po’ di fiducia nei confronti di quelle persone che sono incaricate di proteggere il benessere di tutti.

A Montebello, alle porte di Los Angeles, il dipartimento di polizia ha ricevuto moltissime attenzioni e non per un qualcosa di negativo, bensì al contrario per il nobile gesto e per l’ottimo lavoro svolto dall’ufficiale Robert Josett.

La polizia era stata chiamata per intervenire in una banca e, a quanto pare, tutto il trambusto era stato causato da un solo cliente. Quando Robert è arrivato sul posto, ha visto un anziano di circa 90 anni che era molto agitato e tutto rosso in viso.

In pratica, l’anziano voleva solamente ritirare un po’ di denaro dal proprio conto corrente, però il suo documento d’identità aveva bisogno di essere rinnovato e nessuno all’interno della banca era stato in grado di aiutarlo o di spiegarglielo con calma.

Per questo motivo, l’uomo non si era dato per vinto ed aveva continuato ad insistere per ritirare ciò che gli apparteneva, questa insistenza aveva attirato l’attenzione di tutti i dipendenti e dei clienti presenti, tanto da ritenere necessario l’intervento della polizia.

Forse, tutti si aspettavano che l’ufficiale allontanasse l’uomo dalla banca, ma non andò così. Il poliziotto ha accomagnato l’anziano all’ufficio dell’anagrafe perché potesse rinnovare il documento di identità e, finalmente, ritirare il denaro di cui aveva bisogno.

Dopo il rinnovo del documento, Robert ha riportato l’uomo in banca e lo ha aspettato fino a che il suo problema non è stato risolto, questo per assicurarsi che venisse trattato con rispetto.

Durante un’intervista l’ufficiale ha detto che, principalemente, si è commosso per l’età dell’uomo, inoltre non ha tollerato il fatto che con tante persone presenti, nessuno fosse stato in grado di dargli una mano; dopodiché, la decisione di accompagnarlo l’ha presa quando gli ha confessato di avere urgente bisogno del denaro per comprare delle medicine alla moglie malata, cosa che nessuno all’interno della banca aveva capito. Lo ha aiutato per fare in modo che potesse al più presto tornare al fianco della moglie.

Il Montebello Police Department ha codiviso sulla propria pagina Facebook la fotografia dove si vede l’ufficiale che accompagna l’uomo, la descrizione della stessa ha attirato l’attenzione di moltissimi utenti che hanno apprezzato il gesto di questo bravo poliziotto.

Il fatto è diventato ben presto virale sui social network ed il post in questione è stato condiviso migliaia di volte; il buon cuore di Robert, la sua umanità e la solidarietà che ha saputo mostrare nei confronti di questa persona in difficoltà, hanno fatto tornare a moltissimi cittadini un po’ di fiducia nelle forze dell’ordine.

Gesti come questo meritano di essere conosciuti da tutti, poichè le cattive azioni vengono rese note rapidamente e tutti sanno criticare e giudicare, però sarebbe bene dare il giusto riconoscimento anche ad un lavoro fatto bene, non credi?

Non c’è dubbio che quest’uomo sia un grande esempio per tutti gli ufficiali del mondo, se tutti o la maggior parte fossero come lui, il mondo sarebbe un posto completamente diverso.

Il gesto di Robert è stato meraviglioso, cosa ne pensi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

A distanza di 30 anni questa donna rincontra una sua vecchissima conoscenza, la storia che si cela dietro ti sconvolgerà

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Di fatti incredibili ce ne sono tanti, ma questo è veramente eccezionale. Cosa potresti provare se incontrassi una delle persone più importanti della tua vita dopo 30 lunghissimi anni? Proveremo a rispondere a questa domanda raccontando questa magnifica storia.

Marina Abramovic e Ulay: storia di un passato lontano

Fonte immagine: Pomeranz-collection.com

Marina e Ulay sono 2 artisti che si sono conosciuti negli anni ’70; i due si innamorarono fin da subito e decisero di vivere insieme un’avventura straordinaria: essi hanno girato il mondo con un piccolo camper intrattenendo le persone mediante i loro spettacoli e le loro esibizioni. Il loro amore era davvero indescrivibile e la loro vita sembrava aver preso una certa piega; eppure questo meraviglioso sogno non è mai riuscito a diventare la realtà che i 2 avevano sperato e pianificato, poiché per varie ragioni qualcosa stava cambiando, forse consci del fatto che i sogni non sono eterni i 2 hanno deciso che la loro storia sarebbe finita prima o poi; ma gli addii tradizionali non sono mai stati contemplati dai 2 artisti e fu così che Marina Abramovic e Ulay decisero di finire la loro relazione in un modo molto poetico: essi intrapresero un viaggio di 90 giorni in Cina per poi dirsi addio nei pressi nell’antichissima muraglia cinese.

2010: la mostra che Marina Abramovic non si sarebbe mai aspettata

Correva l’anno 2010 quando una 64enne Marina Abramovic decise di dare il via ad una delle sue più strabilianti iniziative: l’evento artistico si svolse presso il Moma di New York; l’esibizione consisteva nel rimanere ferma ed in silenzio per 3 mesi; i visitatori potevano sedersi a turno davanti a Marina per condividere con lei 1 minuto di silenzio.

La prima giornata dell’evento stava procedendo esattamente come previsto, la folla era numerosissima ed in silenzio, il tutto stava procedendo come nei piani dell’artista, fino a quando tra le file del pubblico si “divincola” una persona, egli si apprestò a venire al centro dell’aula per trovarsi poi faccia a faccia con Marina Abramovic stessa, quello che succederà dopo ha dell’incredibile. Ora caricheremo il filmato dell’incontro, buona visione.

https://www.youtube.com/watch?v=A-EdGNXi8Ko

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