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Un ragazzino di 13 anni vuole scappare e chiama la polizia. Poi vedono la sua cameretta e scoprono la straziante verità

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Quando si è piccoli la cosa che si desidera di più è quella di diventare grandi al più presto per fare ciò che si vuole, come per esempio andare a letto tardi, o guidare l’automobile.

Tuttavia, quando si cresce ci si rende conto di quanto era facile la vita quando si era bambini. Non si avevano responsabilità e nemmeno troppe esigenze. Ma, sfortunatamente, non funziona proprio così per tutti i bambini.

Quando un poliziotto del South Carolina, negli Stati Uniti, ha ricevuto una telefonata da un ragazzino di 13 anni, non avrebbe mai potuto immaginare cosa sarebbe successo in seguito.

Cameron Simmons, di 13 anni, era molto nervoso e turbato quando alzò la cornetta e compose il numero di telefono della polizia. Dall’altra parte c’era l’agente Gaetano Acerra, il quale decise di andare a casa del bambino per vedere direttamente cosa stesse accadendo.

Si sedettero sulla scala esterna della casa e cominciarono a parlare. Cameron disse che stava pensando di andarsene di casa perché sua madre l’aveva sgridato perché stava giocando con il videogioco del fratello. Ma al poliziotto Acerra la scusa del piccolo sembrava troppo banale e capì che doveva esserci dietro qualcos’altro, racconta il canale televisivo abc7news.

Così, gli chiese di poter vedere la casa all’interno e ben presto scoprì che la cameretta del ragazzo era completamente vuota. Non c’erano mobili ed i vesiti erano stati messi in un grosso sacco nero di plastica. Cameron non aveva nemmeno un letto in cui dormire, infatti alcune notti le trascorreva sul divano, mentre altre sopra ad un materasso gonfiabile.

Il ragazzo raccontò al poliziotto che la propria famiglia, nell’ultimo periodo, aveva avuto dei problemi. Si erano dovuti trasferire nella Carolina del Sud dalla propria casa che si trovava in Texas, per prendersi cura di un parente malato.

A Gaetano si strinse il cuore nel vedere la casa semivuota e nel sentire Cameron raccontare la vita quotidiana della famiglia.

Estremamente commosso, il poliziotto decise di dover fare qualcosa. Si trattava di un qualcosa che però non rientrava affatto nei suoi doveri professionali.

Cameron, il fratello e la madre erano all’oscuro di tutto, mentre in segreto Gaetano stava preparando loro un’enorme sorpresa.

Per alcune settimane, questo poliziotto dal cuore d’oro ha lavorato duramente per riuscire a raccogliere alcuni elementi essenziali per questa sfortunata famiglia.

https://www.facebook.com/AcerraMMA/photos/a.494868213951973.1073741826.118514011587397/589378354500958/?type=3&theater

Con l’aiuto di suo fratello Ferdinando, Gaetano era riuscito a procurare una scrivania, delle sedie, un letto, una TV ed una console per videogiochi per Cameron, inoltre, anche un hockey da tavolo per poter giocare insieme a suo fratello.

https://www.facebook.com/AcerraMMA/photos/a.494868213951973.1073741826.118514011587397/589822221123238/?type=3&theater

Il piccolo Cameron non riuscì a trattenere le lacrime quando si rese conto di ciò che aveva fatto il generoso poliziotto per lui e per la sua famiglia. In seguito, quando questa storia venne pubblicata sul web, cominciarono ad arrivare alla famiglia aiuti e regali da persone di tutto il mondo.

https://www.facebook.com/sumterscpolice/posts/742397749138696

Questo bravo e generoso poliziotto è noto nel proprio distretto per la sua bravura con i bambini, infatti sulla pagina Facebook del Sumter Police Department si può trovare questo post:

https://www.facebook.com/sumterscpolice/posts/987860731259062

“Dove ci sono bambini, è probabile che tu possa trovare l’agente Gaetano Acerra.
Acerra stava rientrando dopo una chiamata d’allarme quando si è imbattuto in questo gruppo di bambini che stava giocando su Camellia Street. E, come sempre, era pronto con i libri da colorare e gli adesivi della polizia.
Infatti, una delle ragazze più grandi del gruppo vuole diventare un agente di polizia.
Ha trascorso un po’ di tempo a parlare e a giocare con i bambini prima di passare alla chiamata successiva”

Il gesto di Gaetano è stato incredibile e non dobbiamo mai dimenticare che anche una piccola buona azione può aiutare tantissimo qualcuno che si trova in difficoltà.

Cosa ne pensi di questo bravo poliziotto? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici.

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15 motivi per cui i nati sotto il segno dei Gemelli sono semplicemente i migliori

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Se sei nato tra il 21 maggio ed il 21 giugno, sei nato sotto il segno dei Gemelli. Si tratta di un segno zodiacale con alcune qualità che vale assolutamente la pena conoscere. Se, inceve, tra le persone che conosci c’è chi riesce sempre a lasciare il segno nella vita degli altri, riesce ad adattarsi perfettamente a qualsiasi tipo di situazione o che, semplicemente, è sempre pieno di energie, quasi certamente si tratta di un gemelli.

Scopri i 15 motivi per cui questo segno zodiacale è semplicemente il migliore del mondo!

1# È un libro aperto

I gemelli sanno comunicare perfettamente con gli altri ed hanno sempre qualcosa di interessante e divertente da raccontare. Questo grande dono porta loro ed i propri amici a trascorrere intere nottate a discutere di tutti gli argomenti possibili ed immaginabili. Non sono troppo timidi e se andrete d’accordo, probabilmente, diventerà uno dei vostri migliori amici.

2# Indipendente

Se sei gemelli, significa che sei ambizioso. Un gemelli sogna sempre di raggiungere obiettivi molto grandi e pianifica la maniera per vivere la propria vita al massimo. Aspettare gli altri non è tra le cose che piace fare a chi nasce sotto questo sengo. Inseguiranno i propri obiettivi, da soli o in compagnia. Avranno successo? Chiaramente si; sanno lavorare duramente per ciò che si prefissano. Si tratta di una caratteristica innata della loro personalità, non possono evitare di inseguire tutto ciò che sognano…

3# Lascia il segno

I Gemelli non sono persone che si accontentano di alcuni amici intimi. Loro hanno un sacco di amici e la cosa migliore di tutte è che sono tutti “migliori amici”. Questo succede perché i Gemelli hanno una personalità talmente ricca da riuscire a lasciare il segno nella vita di tutte le persone che incontrano. In modo naturale desiderano parlare con tutti, conoscere tutti e queste attività li mantengono sempre occupati.

4# Si adatta

Hai dei progetti per questa sera? Per il fine settimana? Per la settimana prossima? Per le vacanze? Per il prossimo anno? Qualunque cosa sia i Gemelli saltano a bordo, in ogni caso. Un concerto la prossima settimana? Perfetto. Andare a fare delle immersioni il prossimo mese? Ancora meglio. Faranno tutto perché la loro grande abilità di adattarsi a qualsiasi condizione lo consente. Non hanno alcun problema nell’accettare le proposte di tutti i loro amici perché, in altre parole, sono camaleontici; cercheranno di divertirsi sempre in ogni luogo ed in qualsiasi circostanza.

5# Intimità

Quell’energia naturale e l’entusiasmo che mostrano ad ogni passo che fanno, influenzano anche le relazioni intime dei Gemelli. Passione ed innovazione sono le caratteristiche che definiscono i rapporti con questo segno dello zodiaco. Sono molto aperti e si sentono a proprio agio con loro stessi.

6# Intelligenza

Spesso sono persone molto intelligenti, anche se sono un po’ pigri quando si tratta di esporre le proprie capacità mentali. I gemelli sanno un po’ di tutto ed imparano cose nuove molto rapidamente. La loro conoscenza è il risultato di una mente acuta e non necessariamente della lettura di molti libri. Non apprezzano molto i metodi di studio tradizionali, anche se frequentemente riescono a trovare un perfetto equilibrio tra le due cose per raggiungere i propri obiettivi e questo è degno di pura ammirazione.

7# Forza

Una delle migliori qualità di un gemelli è la sua forte personalità. Come tutti prova emozioni e può anche crollare, ma la sua capacità di ragionare e di reagire lo aiuta ad affrontare qualsiasi ostacolo che incontra sulla propria strada. Tuttavia, chi nasce sotto questo segno deve stare attento quando arriva il momento di misurare le parole nei confronti degli altri, perché potrebbero sorgere dei malintesi che, se non vengono chiariti per tempo, possono risultare molto dannosi per un gemelli.

8# Generosità

Se parliamo di un Gemelli non possiamo dimenticare una delle sue caratteristiche più emblematiche: la sua generosità. Un gemelli spenderà fino all’ultimo centesimo per farti un regalo per il tuo compleanno, o ti cederà qualcosa di cui ha bisogno senza avere alcun dubbio, pensando solo al fatto che alla persona a cui vuole bene serve di più. Indipendentemente da ciò che dispongono, i gemelli mettono tutto a disposizione degli altri, questo non sempre è un bene, perché potrebbe esserci chi si approfitta di tutta questa generosità.

9# Lealtà

Ricapitolando, un gemelli è forte, generoso e molto intelligente, ma è anche leale. Se il tuo miglior amico è un gemelli, possiedi un tesoro incredibile. Non si tratta di un’amicizia idilliaca e tranquilla, perché la loro mente aperta ed il loro temperamento, prima o poi, li farà esplodere, tuttavia sanno proteggere perfettamente tutto ciò che per loro è importante. Di fatto, se hai un fratello o un amico dei gemelli, puoi stare sicuro che prima o poi il suo temperamento salterà fuori, ma non c’è dubbio sul fatto che ti puoi fidare completamente.

10# Senso della giustizia

delcreations / 123RF Archivio Fotografico

Dall’altra parte, la lealtà di un gemelli non si trasforma in obbedienza assoluta. Se deve dire a qualcuno che il suo comportamento è ingiusto, sa come fare, perchè il suo senso della giustizia è innato. Se escono con delle persone con cui non necessariamente faranno amicizia, preferiscono mettere subito in chiaro le cose prima di addolcire la verità solo per essere ben visti, di modo che tutti sappiano cosa aspettarsi.

11# Eccellenza

I Gemelli non si interessano di frequente a qualcosa in modo molto dettagliato. Spesso graffiano la superficie di un argomento a cui sono interessati e si dirigono immediatamente verso altri pascoli più verdi, senza preoccuparsi di approfondire la questione. Ma quando riescono a trovare qualcosa che li appassioni davvero, sono in grado di approfondire l’argomento fino a raggiungere un livello impressionante.

12# Imprevedibile

Date tutte le precedenti caratteristiche, bisogna dire che il gemelli è una persona che sicuramente ti saprà sorprendere. Magari non sempre nel modo in cui vorresti tu, però questo sta alla base delle sorpese. Il modo di vedere il mondo di un gemelli si evolve costantemente. Per fare un esempio, se stai con un gemelli puoi aspettarti (o no) un viaggio inaspettato o che improvvisamente trovi la sua grande passione per qualcosa in particolare. Aspettati l’imprevedibile.

13# Ha bisogno di tempo

Anche se un gemelli è un personaggio molto socievole e che ama il contatto con gli altri, ha bisogno di un po’ di tempo da trascorrere in solitudine per poter pensare. Se stai con un gemelli e si chiude in se stesso, non significa che non gli importi più nulla di te. È semplicemente il suo modo per rilassare la mente. Tuttavia, si tratta di un atteggiamento abbastanza particolare, dato che sono persone molto socievoli e non esitano mai a trascorrere del tempo in compagnia degli altri, imparando dal meglio di ognuno.

14# Seduttore

Chiunque sia, un Gemelli ha un dono innato per la seduzione. Specialmente gli uomini nati sotto questo segno sono degli specialisti quando si tratta di attirare l’attenzione di qualcuno. Sanno cosa si deve dire e fare per conquistare il cuore della persona che vogliono e per mettere in pratica il punto 3 di questo articolo. Non ci sono dubbi sul fatto che ci vogliano solamente un paio d’ore con un individuo di questo segno per sapere che ha qualcosa di speciale che ci attrae…

15# Adora i massaggi

Le braccia e le spalle dei gemelli sono molto più sensibili rispetto agli altri segni zodiacali e per questo puoi utilizzare questo dettaglio a tuo vantaggio. Basterà toccargli la schiena o fargli un massaggio alle braccia per ottenere il suo affetto in quel preciso momento.

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Può il cellulare ascoltare le tue conversazioni private?

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“Stavo parlando con un amico per aiutarlo a portare alcune delle sue cose a Chico (California). Poi, mi è arrivata una notifica da TripAdvisor sul mio prossimo viaggio a Chico”, racconta un utente sulla piattaforma di Reddit. “Quando sto con gli amici e c’è qualche cellulare vicino, ho sempre dei dubbi sul fatto di parlare di determinati argomenti. Si sentono e si leggono talmente tante storie”, scrive un altro. Dietro a questi commenti c’è la paura che i cellulari possano ascoltare le conversazioni private e le salvino per poi inviare delle pubblicità mirate.

Questo è veramente possibile? I cellulari hanno la capacità di ascoltare ed elaborare i suoni per 24 ore al giorno? Tutto questo dipende dai permessi che attiva il proprietario del telefono in questione. “Il 99% degli utenti è ignorante. Per il bene dell’umanità, dovrebbe essere richiesto un test attitudinale per consentire l’uso di uno smartphone, tablet, o pc portatile con connessione a internet, come accade con la patente di guida per poter circolare per le strade pubbliche”, afferma Enrique Vidal, il quale ha vinto il premio nazionale di informatica nel 2011, assegnatogli dalla Società Scientifica Informatica spagnola.

Diversi esperti concordano sul fatto che il problema sia l’uso improprio della tecnologia. “Non dobbiamo dare la colpa alle tecnologie, ma dobbiamo formare i cittadini. Capire il linguaggio di internet è fondamentale e bisognerebbe includerlo nel programma scolastico”, dice Carlos Martínez, professore di Programmazione dell’Università di Valencia. Secondo l’esperto, il problema principale è che la maggior parte degli usuari non legge mai i termini e le condizioni sulla privacy delle applicazioni che installa sul proprio cellulare.

Quando scarica un’applicazione, l’utente deve dare il permesso alle richieste che gli arrivano ed accettare, per esempio, che l’App possa accedere al microfono, alla fotocamera o alla geolocalizzazione. “Alcune App non hanno bisogno di accedere al microfono, ma, a volte, gli sviluppatori si portano avanti per dei servizi che potranno offrire in un futuro e, per questo, preferiscono chiedere il permesso fin dal principio”, conferma Bart de Boer, ricercatore del laboratorio di Intelligenza Artificiale della Université libre de Bruxelles. “Una volta dato il permesso, non possiamo sapere se ci stanno ascoltando 24 ore al giorno”, aggiunge.

Zoe Kleinman ha sfidato due esperti di cybersecurity dell’azienda Pen Test Partners, di Buckingham nel Regno Unito, a sviluppare una App in grado di ascoltare gli utenti attraverso il microfono del cellulare. La sua intenzione era quella di vedere se fosse realizzabile da un punto di vista tecnico. Dopo due giorni di lavoro, gli ingegneri avevano creato un prototipo per Android, lo installarono su un telefono e approvarono l’accesso totale al microfono. Erano riusciti a fare in modo che l’App trasmettesse in tempo reale. Anche se “con alcune difficoltà” riuscirono ad identificare le parole chiave della conversazione, raccontano sul proprio sito web.

“Ti puoi chiedere che interessi possa avere la tecnologia ad offrire un servizio con un costo di sviluppo tanto elevato se non ne trae vantaggio. La voce si trasforma in testo e non sappiamo se lo usano per raccomandare delle pubblicità e fare affari con terzi. Non spiegano mai come funziona la loro tecnologia”, afferma Bart de Boer, della Université libre de Bruxelles.

La mancanza di trasparenza e la complessità dei testi che definiscono i termini e le condizioni delle applicazioni, è un altro ostacolo per i proprietari dei cellulari. Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento generale per la protezione dei dati (General Data Protection Regulation o GDPR) il prossimo 25 maggio, disegnato per unificare le leggi sulla privacy di tutta Europa, le aziende sono obbligate a presentare chiaramente i loro metodi per raccogliere i dati personali degli utenti.

Apple assicura che uno dei suoi obiettivi principali è quello di far capire agli utenti tutte le azioni relative alla propria privacy. A differenza di altre compagnie, Apple chiede a tutti gli sviluppatori che creano applicazioni per iOS (sistema operativo di Apple) di offrire tre opzioni al proprietario del cellulare: permettere sempre l’accesso al microfono, mai, o solo quando la App è aperta ed in funzione. Quest’ultimo è il punto che fa la differenza, in quanto l’utente decide quando chiudere l’applicazione e, pertanto, tutti gli accessi al cellulare. Lo stesso succede con l’accesso alla fotocamera, alla geolocalizzazione ed a tutto il resto.

Oltre alle App, ci sono anche i sistemi di riconoscimento vocale, un servizio lanciato da aziende come Google ed Apple che permette di attivare la ricerca di informazioni solamente pronunciando due parole: “Ok Google“, o “Hey Siri” e di seguito la richiesta. Per esempio, se hai Android come sistema operativo puoi dire: “Ok Google, che tempo farà domani?” ed il telefono ti risponde.

Questo significa che il telefono ascolta per 24 ore al giorno le tue conversazioni per riuscire a riconoscere le parole “Ok Google”? “No”, risponde uno degli sviluppatori di Google. “La funzione si basa sul machine learning. Si tratta di un sistema binario che reagisce solo di fronte a due stimoli: Ok Google, con cui elabora le informazioni e le invia ad un server”.

Proprio come quando viene posta una domanda scritta nel motore di ricerca del cellulare, quelle fatte a voce vengono registrate nella cronologia delle ricerche. Qualsiasi utente può accedere alla cronologia da myaccount, da dove si potrà selezionare “Le mie attività”, “Gestione attività” ed alla voce “Attività vocale e audio” cliccare su “Gestisci cronologia”. “È importante far notare che Google non spia e non ascolta le conversazioni”, affermano dal dipartimento di tecnologia. Comunque è sempre possibile disattivare l’archiviazione di audio ed eliminare lo storico.

sifotography / 123RF Archivio Fotografico

Nel caso di Apple, non esiste un registro delle ricerche realizzate vocalmente, perché Siri non è associato all’account dell’utente. Ogni volta che si effettua una ricerca vocale, il cellulare genera un codice per contattare i server esterni. Apple non può sapere quale utente ha fatto la ricerca.

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Fonte: El País

Questo è il motivo per il quale a volte ti svegli nel cuore della notte e ti senti paralizzato

Se non a tutti, sarà capitato a molti di svegliarsi nel cuore nella notte ed essere in preda ad un inquietante immobilismo. Una sensazione che, per qualche istante, rischia di creare momenti di inquietudine.

Quello che accade è di riuscire a sentire, ascoltare e vedere tutto quello che c’è attorno. Per certi versi sembra di non essersi mai addormentati, perché si ha quasi l’impressione che tutto quello che ci circonda sia esattamente nello stesso modo in cui lo si è lasciato prima di abbandonarsi alle braccia di Morfeo.

Capita, però, che ad un certo punto ci si accorga che qualcosa non è come ci si aspetta. La mente è attiva, ma il corpo non risponde. Quasi come se non esistesse più legame tra il cervello e le altre parti del corpo. Quando, però, il panico sembra farsi autentico ci si accorge di essere svegli all’interno di in incubo.

“Essere svegli in un incubo” è una sensazione che per molti è ricorrente. Nel corso della storia gli uomini si sono interrogati sul motivo per il quale si verifichi questo fenomeno e persino la letteratura si è scomodata più volte per celebrarlo.

La scienza, però, oggi permette di conoscere un po’ meglio cosa accade. Gli studi effettuati fino ad oggi dicono che questa particolare “paralisi del sonno” deriverebbe da problemi con il sonno REM.

La fase Rem del sonno rappresenta solo uno dei cicli di cui è composto il sonno, è soprannominata anche fase del “sonno paradosso”, proprio  perché è quella in cui si manifestano i sogni.

Il suo nome specifico è “Atonia Rem”. Risulta perfettamente fisiologica quando avviene durante il sonno Rem, non lo è invece quando accade da svegli. Ma non è il secondo caso quello che si sta trattando.

Ci si chiede allora cosa sia a causare quest’Atonia Rem. Secondo gli esperti deriverebbe da fattori abbastanza chiari: la mancanza di sonno, un sonno irregolare o altri aspetti come il jet lag e l’emicrania.

Persino la psicologia interviene con delle cause scatenanti: l’ansia, lo stress, l’uso di alcol o di sostanze stupefacenti.

La paralisi del sonno può durare pochi secondi come diversi minuti.

adzicnatasa / 123RF Archivio Fotografico

Occorre sottolineare che non ha effetti dannosi sul cervello, ma genera una buona dose di paura quando ci si accorge di non potersi muovere. C’è chi addirittura crede di stare morendo dato che si sente quasi come nella tenaglia di una forza soprannaturale. Non a caso l’idea di sentire una pressione sul petto è totalmente frutto della psiche, dato che non esistono riscontri oggettivi che rivelano un’alterata fisiologia della respirazione.

Trattandosi di un qualcosa mosso dal subconscio è difficile dare dei consigli sul come evitare che possa verificarsi, ma fare in modo di allontanare alcuni dei fattori di rischio potrebbe essere una buona strategia per scongiurarne la comparsa.

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Pianta centinaia di alberi per onorare la sua defunta moglie. Però 17 anni dopo una foto aerea rivela il suo vero motivo

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Janet e Winston Howes erano molto innamorati e la loro storia d’amore era proprio come quelle che si sentono nelle fiabe.

Fu amore a prima vista ed ogni giorno il loro legame cresceva sempre di più.

La coppia si sposò nel 1962, dopodiché, si trasferirono in una fattoria, nelle campagne inglesi, più precisamente a Wickwar, una cittadina del Gloucestershire. Erano felici ed emozionati di avere la possibilità di creare la propria famiglia nella casa dei loro sogni.

Poco tempo dopo, Janet rimase incinta e nacque il loro primo figlio.

Finalmente, avevano tutto quello che potevano desiderare dalla vita, una famiglia unita ed una bellissima casa in campagna.

Ma in un attimo tutto cambiò…

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Dopo più di 30 anni di matrimonio, Janet morì tragicamente lasciando il suo sposo, il figli, tutti i familiari e gli amici.

L’anima gemella di Winston soffriva di un grave problema cardiaco e morì a soli 50 anni. Winston era devastato ed il figlio della coppia non aveva idea di come avrebbe potuto continuare a vivere senza l’amata madre.

Padre e figlio cercavano di andare avanti, la morte della donna li aveva ditrutti completamente,

Alcuni mesi dopo la morte della moglie di Janet, a Winston venne in mente un’idea un po’ strana. Anche se la sua bella sposa non sarebbe potuta ritornare, voleva comunque omaggiarla con un grande gesto d’amore.

L’uomo iniziò a lavorare nel prato che si trovava di fronte alla propria casa. Si trattava di un prato che Janet amava molto. L’idea era quella di creare un posto nel quale lui ed il figlio potessero andare a passeggiare nei momenti più tristi.

Ma non è tutto, perché l’omaggio di Winston per Janet ha nasconsto un segreto per molti anni, fino a quando una mongolfiera non ha volato su quella zona.

Il pilota Andy Collett stava volando sui verdi paesaggi del Gloucestershire, quando ha scoperto l’incredibile segreto di Winston. Quando guardò verso il basso non riuscì a credere ai propri occhi.

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Per diversi anni, Winston aveva pianificato e lavorato per creare un bosco che circondasse con la forma di un cuore l’amato prato della propria sposa.

Andy ha raccontato al Daily Mail le sensazioni e le emozioni che ha provato quando ha visto il grande cuore.

“Ho la mia mongolfiera e per questo motivo ho avuto la possibilità di volare molto, però questa è stata la vista più bella e spettacolare che io abbia mai potuto vedere dal cielo. Era un cuore perfetto, nascosto tra i prati, non si potrebbe mai vedere da terra”, racconta Andy.

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Anche se Andy non conosceva Winston e non aveva la più pallida idea del motivo per cui ci fosse quel cuore, immaginava che dietro ci fosse una grade storia d’amore.

Un romantico Winston ha raccontato perché ha voluto seminare quegli alberi che hanno commosso migliaia di persone.

Ho pensato che fosse una buona idea, all’improvviso mi è venuto in mente ed ho piantato diverse centinaia di querce. Una volta fatto, ci siamo seduti di fronte alla piccola montagna dove Janet è cresciuta“, racconta Winston”.

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E continua dicendo: “Abbiamo piantato delle grandi querce sul bordo del cuore ed abbiamo deciso di aggiungere anche una sepie tutta intorno. Il cuore indica il villaggio di Janet, Wotton Hill

Tutti gli anni, Winston pianta dei fiori nel mezzo del cuore, i quali crescono quando arriva la primavera. È uno spettacolo meraviglioso.

Ogni tanto ci vado e mi siedo proprio nel mezzo di tutto ciò che ho fatto“, afferma l’uomo.

L’omaggio di Winston è perfetto per ricordare l’amata sposa. E, di fatto, si tratta anche di un luogo molto bello nel quale il figlio può ricordare i momenti meravigliosi trascorsi con la propria madre.

https://youtu.be/2EEw1TlxKx4

Siamo sicuri che Janet amerebbe moltissimo questo.

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Se non leggiamo non sappiamo scrivere e se non sappiamo scrivere, non sappiamo pensare

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È così. Se non leggiamo, è difficile che possiamo pensare bene.

Oggi tutti scrivono, tutti vogliono esprimere i propri sentimenti e le proprie opinioni, però, chi legge? In un certo senso, la lettura è un’attività superiore alla scrittura; possiamo solamente scrivere con il linguaggio che abbiamo acquisito leggendo.

La lettura è la materia che viene prima della scrittura e ci dà la possibilità di creare un’opera che sia bella e profonda o, semplicente, chiara; si basa sulle cose che abbiamo letto e su ciò che abbiamo imparato da altri autori (le loro parole diventano le nostre, si mescolano con i nostri pensieri e con le nostre esperienze). Così si distilla la scrittura e si raffina il pensiero.

Per molte persone è più attraente scrivere, ha più fascino, però grandi scrittori affermano che la felicità sta nella lettura. Lo scrittore Jorge Luis Borges sosteneva che: “La felicità, quando si è lettori, è frequente“. Inoltre, diceva anche: “Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto, io sono orgoglioso di quelle che ho letto“.

Esiste una frase molto forte che disse l’autore messicano Juan José Arreola: “Se non leggi, non sai scrivere. Se non sai scrivere, non sai pensare“. Un principio semplice che deve essere il frutto del lavoro di un buon lettore.

Edmund Husserl ha scritto nel proprio libro Logica formale e logica trascendentale: “Il pensiero è fatto dal linguaggio ed è totalmente legato alla parola. Pensare, in un modo diverso ad altre modalità di coscienza, è sempre un uso del linguaggio“. Per questo, se non abbiamo parole e se non abbiamo letture nella nostra memoria che possano arricchire il nostro linguaggio, il nostro pensiero sarà molto povero. In molti tollerano il fatto di non essere dei buoni lettori, però se viene detto loro che non sanno pensare si sentono feriti nell’orgoglio, tuttavia, un fattore condiziona l’altro.

La lettura è uno strumento di sviluppo fondamentale. Solitamente, questo strumento funziona meglio nei libri e non nei brevi articoli, perché l’incontro con il linguaggio merita uno spazio di concentrazione. Si tratta di un incontro profondo con la mente di un autore che potrebbe anche essere morto centinaia anni fa, ma che vive nel testo che assimiliamo.

Possiamo anche chiederci se esiste o meno la coscienza senza il linguaggio. Sebbene una prima lettura delle filosofie indiane sembrerebbe indicare questo, in realtà la coscienza va oltre il pensiero linguistico (che è, di fatto, tutto ciò che esiste), proprio come accade negli stati di assorbimento meditativo (Jñana, termine sanscrito che significa conoscenza), ma va anche notato che nell’induismo l’universo è generato dalla lettera A del sanscrito, dalla quale deriva anche la sillaba sacra OM.

Nel buddismo tibetano, la lettera A dell’alfabeto tibetano (simile alla A del sancscrito) viene considerata come una specie di fonte cosmica creativa e nella sua rappresentazione grafica emana i cinque elementi in un thigle (bindu in sanscrito che tradotto letteralmente significa “punto” o “goccia”). Esiste anche la Cabala, dove l’intero universo si produce quando vengono pronunciati i nomi divini; la lettera Aleph, la prima lettera dell’alfabeto fenicio ed ebraico, ha una suprema importanza (come Borges ha evidenziato nella propria storia, dove Aleph è una sorta di thigle o punto in cui si trova la totalità dell’universo).

Tuttavia, il mondo è stato creato con la lettera Bet, seconda lettera dell’alfabeto fenicio ed ebraico, dalla quale deriva la parola Bereshit (Genesi per i cristiani), che David Chaim Smith ha tradotto non come inizio, ma piuttosto come un azione perenne che non accade nel passato, ma nel presente. Ovvero, il mondo si crea con la parola e questo è così non solo per una visione esoterica o religiosa della realtà, ma lo è nella nostra vita quotidiana: riusciamo a dare una forma solo quando sappiamo il nome.

In ogni caso, è chiaro che la lettura, come fonte delle parole che animano la nostra coscienza, è un aspetto essenziale di come un essere umano pensa al mondo. Possiamo esistere senza pensare e, a volte, il pensiero si trasforma in un rumore che fa ammalare la mente, però nel pensiero, con il potere della parola, abbiamo una potenza divina.

evgenyatamanenko / 123RF Archivio Fotografico

Come scrisse il poeta Hölderlin:

“Ma a noi s’addice, fra le tempeste d’Iddio,
Stare, o poeti, a capo scoperto;
Con la nostra mano afferrare la folgore,
la folgore paterna e al popolo il dono
Celeste porgere, avvolto nel canto”

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Questa è l’enorme importanza psicologica di “perdere tempo”

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Esiste un’espressione di uso comune tipica della lingua italiana che ad alcuni fa letteralmente mettere le mani nei capelli, si tratta de “Il dolce far niente” che significa sapersi godere i piaceri del non fare nulla.

Per chi pensa che il tempo è denaro, la semplice idea di lasciare che i minuti trascorrano senza fare niente potrebbe sembrare un’autentica pazzia. Tuttavia, il tempo non è denaro, il tempo è vita e, forse, dovremmo pensare a come lo stiamo utilizzando. È poi così terribile perdere tempo?

La frenetica ricerca della produttività genera sensi di colpa

Avremo sempre una lista infinita di lavori in sospeso e di cose da terminare, così come una inarrestabile cultura della produttività che ci spinge e che ci dice che dobbiamo fare tutto subito e che dobbiamo sentirci terribilmente in colpa per il tempo che “perdiamo”.

Non dobbiamo sentirci in colpa per “perdere tempo”, però la cultura della produttività ci obbliga a farlo.

Produttività, efficacia e procrastinazione

Parole come produttività, efficacia e procrastinazione, non solo si sono inserite con successo nel nostro lessico, ma si sono fatte strada anche nel nostro modo di pensare, determinando la maniera con cui organizziamo la nostra giornata.

Rincorriamo freneticamente la nostra produttività, a tal punto che non riusciamo a riposare davvero. Mentre facciamo una passeggiata, ci prendiamo un giorno libero, o anche mentre leggiamo un libro o vediamo un film, la nostra mente continua a pensare alle cose che dovremmo fare. Così finiamo per essere sopraffatti dal senso di colpa.

Il senso di colpa quando si perde tempo

Per scacciare questo senso di colpa ricorriamo alla peggiore strategia possibile: navigare senza meta su internet o sommergerci in maratone televisive. Questo mantiene la nostra mente relativamente occupata, però non contribuisce alla nostra produttività e, ancor meno, alla nostra felicità.

Molti geni sapevano che perdere tempo è tanto importante quanto sfruttarlo per lavorare.

Di fatto, un sondaggio realizzato da Netflix ha rivelato che il 76% dei suoi utenti riconosce di sottomettersi a maratone televisive come rimedio per scappare da una vita troppo occupata. Tuttavia, uno studio svolto alla University of Texas ha scoperto che le maratone TV sono legate alla solitudine ed alla depressione: non ci rendono più felici e non ci aiutano nemeno a disconnetterci dalla realtà.

Perdere tempo è tanto importante quanto sfruttarlo

Grandi personaggi della storia seguivano dei ritmi abbastanza rilassati, lavoravano cinque ore o meno al giorno. Si dice che Albert Einstein avesse bisogno di dormire almeno 10 ore a notte e che, inoltre, facesse anche dei riposini durante la giornata.

Molti geni sapevano che perdere tempo è tanto importante quanto sfruttarlo per lavorare. Erano consapevoli dell’importanza del riposo, del rilassamento e del sonno, perché è in questi momenti che nel cervello si attivano i meccanismi che producono le idee più originali e creative.

Essere più produttivi non significa lavorare di più

Per questo, dobbiamo liberarci della convinzione che la produttività sia sinonimo di lavorare di più. Gli studi realizzati dalla OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dimostrano che nei paesi più benestanti e produttivi si lavorano meno ore. Nel 2016, i dipendenti tedeschi hanno lavorato in media 1363 ore, mentre quelli italiani ben 1733, ma nonostante questo dato la nostra produttività è stata inferiore.

citalliance / 123RF Archivio Fotografico

Riposa, disconnetti il cervello, fai qualcosa che ti faccia smettere di pensare al lavoro.
Solo così potrai migliorare la tua produttività.

Rilassarsi davvero, disconnettersi completamente dal lavoro e dedicarsi ad attività che possano rigenerare, come la foresta terapia o, semplicemente, ascoltando della buona musica senza fare nulla. Questo ci permetterà di disfarci della stanchezza mentale, di sviluppare uno stato emotivo più positivo e di recuperare il nostro equilibrio psicologico.

Riposare ci permette di pensare meglio e di essere più creativi

Riposare ci permette anche di avere delle nuove prospettive per trovare soluzioni migliori ai problemi. Uno studio svolto dalla University of Southern California ha rivelato che siamo in grado di prendere delle decisioni migliori quando siamo rilassati, perché possiamo valutare con maggiore obiettività i pro ed i contro della situazione in cui ci troviamo. Pertanto, ora lo sai: quando non fai nulla non sentirti in colpa, perché in realtà ti stai facendo un enorme favore.

Abbraccia questi momenti e prendili così come vengono: si tratta di tempo impiegato molto bene.

E tu riesci a ritagliare un po’ di tempo per te stesso? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici.

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Vedono dei bambini andare dietro ad una casa ogni giorno, quando scoprono la verità rimangono tutti senza parole

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La società trova un sacco di scuse quando si tratta di migliorare la situazione delle persone meno fortunate, però, a volte, si sviluppano delle situazioni che dimostrano che l’unica cosa di cui si ha bisogno è la buona volontà.

Questa storia ha sorpreso moltissime persone, perché riguarda un bambino che ha saputo dare a tutti gli adulti una grande lezione: lui stesso ha fondato una scuola nel cortile della propria casa per aiutare gli altri bambini a migliorare il proprio rendimento scolastico.

Si tratta di un progetto che sta avendo degli ottimi risultati, in quanto sono molti i bambini con scarse risorse economiche che sono riusciti ad essere promossi e ad accedere alla classe successiva grazie a questo bambino.

Il piccolo di cui stiamo parlando si chiama Leonardo Nicanor Quinteros, per tutti Nico, ha 12 anni e vive nella provincia di San Juan, in Argentina.

Come riportato dal quotidiano La Capital, a Nico, un giorno è venuta l’idea di aiutare gli altri bambini negli studi ed ha deciso di fondare una piccola scuola nel cortile della propria casa.

Con l’aiuto di sua nonna Ramona ha costruito una piccola scuola che ha battezzato “Escuela Unidad y Patria“, nella quale si possono trovare una lavagna, dei libri, un armadietto, un kit di primo soccorso ed una campanella che serve per annunciare l’inizio e la fine delle lezioni.

Ma non è tutto, solitamente, in Argentina i bimbi cantano l’inno nazionale prima di cominciare le lezioni e, chiaramente, anche nella piccola scuola di Nico si rispetta questa importante tradizione.

Nicanor insegna ai bambini quello che impara lui stesso a scuola e li aiuta a superare le difficoltà che riscontrano nei compiti assegnati o a colmare le lacune nelle diverse materie.

Il piccolo cerca di non perdere mai nemmeno un giorno di scuola, quella vera, nonostante debba pedalare per ben 45 minuti per raggiungerla con la sua malandata bicletta, alla quale di recente, purtroppo, ha dovuto rattoppare le ruote troppo consumate.

Molti studenti si uniscono alla scuola di Nico volontariamente, per poter migliorare nelle materie in cui hanno delle difficoltà.

Il piccolo insegnante afferma di essere orgoglioso della propria scuola ed anche la nonna Ramona è fiera del proprio nipotino e spera con tutto il cuore di avere i soldi sufficienti per potergli pagare gli studi.

Il seguente video è in lingua spagnola, ma è emozionante vedere l’entusiasmo di questi bambini.

https://youtu.be/CTcVjF1_Q1U

Si tratta di un bambino incredibile, così piccolo e così consapevole dell’importanza dell’educazione; sempre pronto ad aiutare gli altri a dare il meglio di se per portare a termine gli studi.

Si tratta di un grande esempio per tutti, non credi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere il suo grande progetto con tutti i tuoi amici.

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Trova un husky talmente denutrito che sembra uno scheletro. Dopo 10 mesi non lo riconoscerai

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Se hai avuto la possibilità di visitare la paradisiaca isola di Bali, in Indonesia, saprai quanto può essere incantevole questo luogo, però esiste un enorme problema con la quantità di cani randagi che vagano per le sue strade e, purtroppo, si tratta di un qualcosa che accade in molte altre parti del mondo.

Le autorità cercano in tutti i modi di tenere sotto controllo la situazione, anche per via del virus della rabbia. Ci sono diverse persone e volontari che fanno di tutto per aiutare questi cani abbandonati, cercando di dare loro una nuova vita.

Uno di questi eroi ha 26 anni e si chiama Rico Soegiart.

Un giorno stava rientrando a casa dopo una lunga giornata di lavoro, quando ad un certo punto, per le strade di Denpasar, si è ritrovato di fronte ad un incredibile husky.Era talmente magro che gli si potevano vedere le ossa attraverso la sua pelle sottile. Non gli rimaneva molto tempo.

Nonostante le sue condizioni, aveva dei meravigliosi occhi azzurri che continuavano a brillare e Rico si rese subito conto che avrebbe dovuto fare qualcosa per quel povero cane, doveva dargli una nuova opportunità.

“Non so cosa avesse di speciale, però il mio cuore ed il mio intuito mi dicevano che dovevo aiutarlo“, racconta Rico a Bored Panda.

Rico decise di adottare questo povero husky e lo chiamò Hope (Speranza). Lo portò dal veterinario, dopodiché gli fece un bel bagno e gli offrì del buon cibo.

10 mesi dopo è difficile credere che sia lo stesso cane che Rico aveva incontrato per la strada. Il suo cambiamento è sorprendente.

Questo è Hope, un husky che è stato abbandonato per le strade di Bali.

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Quando una notte Rico Soegiarto, un amante degli animali di 26 anni, lo ha visto per la prima volta mentre tornava a casa dal lavoro e dovette fermarsi.

Il cane era molto affamato, pieno di ferite ed il pelo era quasi scomparso dal suo magrissimo corpo.

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Hope era talmente affamato che gli si potevano vedere le ossa attraverso la sottile pelle piena di punture di pulci.

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Quando Rico lo trovò, Hope era moribondo. Non gli rimanevano molti giorni di vita.

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Però, nonostante la fame e tutti i maltrattamenti subiti, nei suoi occhi azzurri c’era ancora un barlume di speranza.

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Rico aveva capito immediatamente che avrebbe dovuto dare a questo cane una seconda opportunità.

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“Non so cosa avesse di tanto speciale“, racconta Rico.

“Però mi è arrivato diretto al cuore. L’ho trovato in mezzo alla strada quando stavo ritornando dal lavoro“.

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Dopo una terapia intensa e tanto affetto, Hope ha cominciato a recuperare la propria salute ed a sentirsi molto meglio.

Rico si è preso cura di lui, lo ha portato dal veterinario diverse volte e gli ha offerto del cibo nutriente.

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Rico è molto orgoglioso del suo nuovo amico ed ha pubblicato la trasformazione di Hope sul web.

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Oggi è un husky forte ed in salute con un pelo brillante e gli stessi bellissimi occhi azzurri.

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Hope, ovviamente, adora Rico, colui che gli ha salvato la vita.

“Gli piace giocare e fare i dispetti. Gli piacciono anche le caramelle“, afferma il giovane.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1859194287501219&set=a.414041785349817.100932.100002319961243&type=3&theater

Hope è diventato un membro in più di una grande e felice famiglia. Rico e la sua fidanzata hanno altri 4 cani che hanno salvato dalla strada.

Che trasformazione stupenda, non avevo mai visto nulla di simile.

https://www.facebook.com/rico.soegiarto/videos/1899520863392092/

Grazie mille Rico per essere tanto generoso. Sei un autentico amante degli animali.

Cosa ne pensi della trasformazione di Hope? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere la sua storia con i tuoi amici.

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Scopre su Facebook che l’alunna sta molto male e il gesto dell’insegnante lascia il mondo senza fiato

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Essere i genitori è un mestiere difficile. Ma è anche un’opportunità attraverso cui un padre e una madre possono capire quanto arduo passa essere avere a che fare con bambini e adolescenti. Quella degli insegnanti, invece, è una vera e propria missione. Senza vocazione non sarebbe possibile avere a che fare ogni giorno con tanti giovani vite che vanno istruite e indirizzate verso i percorsi giusti.

Ed è così che, nonostante la mancanza di legami sanguigni, un bravo docente riesce a instaurare relazioni empatiche con dozzine di studenti che, tra i banchi, sono più o meno pronti ad ascoltare le loro lezioni didattiche e di vita.

Ad animarli c’è quel senso del dovere che si mischia con l’amore per il proprio mestiere e per gli allievi. Un sentimento che trova la massima realizzazione ed espressione in una storia che proviene dall’Ohio.

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Tanya Thomas insegna ai bambini di quarta elementare della Slate Ridge Elementary School. Un giorno, scorrendo i tanti aggiornamenti del suo feed Facebook, si è trovata davanti agli occhi la drammatica storia della piccola Eva Evans.

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Per sopravvivere sarebbe stato necessario trovare qualcuno che potesse donarle un rene. Un’impresa ardua per cui tutti si sono prodigati, compreso l’amico di famiglia dal cui profilo Tanya è venuta a conoscenza della vicenda.

Non la conosceva neanche. In cuor suo però sentiva la tristezza di chi vedeva in quella bambina di dieci anni qualcuno che poteva essere sua figlia o, per l’appunto, una sua alunna. In realtà frequentava un’altra classe.

Ben presto iniziò a sottoporsi a tutti i test possibili per scoprire se la donatrice di quel benedetto rene potesse essere lei.

Eva soffriva di una malattia estremamente rara che genera una disfunzione renale pari al 96%. La sua vita era davvero in pericolo. Per mesi è stata in dialisi e prendeva trenta pillole al giorno.

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Ma il 30 maggio del 2018 potrà essere considerata una nuova data di nascita per lei.

La ProfessoressaThomas, ormai Tanya per la sua famiglia, potrà donarle quel rene che le dà la concreta speranza di poter vivere una vita normale.

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Tanya rinuncerà a un po’ di se stessa e della sua salute pur di salvare quella bimba undicenne. Lo farà andando sotto i ferri senza alcun tipo di paura. Si, perchè il bene dei giovani per un’insegnate è davvero una missione.

Cosa ne pensi del gesto di questa brava insegnante? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia di generosità con i tuoi amici.

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Undici benefici del basilico e come piantarlo in casa tua

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Il basilico è un’erba aromatica che viene utilizzata in cucina per insaporire diversi piatti e ricette, però non è solo buono per il palato, in quanto è anche noto per le sue numerose proprietà per migliorare la nostra salute. È stato dimostrato che può essere efficace per prevenire un’ampia gamma di patologie, pertanto di tratta di un’erba medicinale dalle molteplici qualità.

Benefici del basilico

Il basilico contiene oli essenziali volatili ricchi di antiossidanti. Questi oli donano alla pianta il suo particolare profumo e sapore, ma sono anche i responsabili dei benefici curativi.

Secondo diversi studi e ricerche, quasta pianta ha proprietà:

  • Antinfiammatorie
  • Antiossidanti
  • Analgesiche (aiuta a ridurre i dolori)
  • Antipiretiche (aiuta ad abbassare la febbre)
  • Aiuta a prevenire il diabete
  • Proprietà Epatoprotettrici (aiuta a proteggere il fegato)
  • Aiuta a proteggere i vasi sanguigni
  • Antistress
  • Aiuta a rinforzare le difese immunitarie

1# Benefici del basilico come potere curativo: il basilico contiene molte proprietà medicinali. Le foglie possono essere un toccasana per i nervi e aiutano la memoria. Può anche essere utile per eliminare il catarro dai bronchi.

2# Tosse: il basilico è un componente importante in molti sciroppi per la tosse ed espettoranti. Masticare delle foglie di basilico Tulsi, o Basilico Sacro, aiuta ad alleviare i fastidi del raffreddore e dell’influenza.

3# Mal di gola: acqua bollente con l’aggiunta di foglie di basilico può essere una buona tisana da bere in caso di mal di gola. Questa bevanda può anche essere utilizzata per fare dei gargarismi, per via del suo potere antinfiammatorio.

4# Problemi respiratori: un decotto a base di foglie di basilico, chiodi di garofano e sale marino è un rimedio efficace contro l’influenza, la tosse e il raffreddore.

5# Rinforzare i reni: bere un succo o un infuso di basilico con l’aggiunta di miele può aiutare a rinforzare i nostri reni.

6# Disturbi al cuore: il basilico è un potente cardioprotettore, in quanto agisce riducendo i livelli di colesterolo nel sangue.

7# Stress: le foglie di basilico sono considerate un potente antistress. Recenti studi hanno dimostrato che le foglie sono in grado di produrre una protezione significatica contro l’ansia e lo stress.

8# Problemi orali: le foglie risultano essere molto efficaci per le ulcere e le infezioni della bocca. Masticare alcune foglie potrebbe aiutare la guarigione.

9# Punture di insetti: per alleviare il fastidioso prurito delle punture degli insetti è sufficiente mettere alcune foglie di basilico fresco in un mortaio e sminuzzarle, dopodiché bisognerà applicarle sulla zona interessata.

10# Problemi di pelle: applicato localmente, il succo del basilico può avere effetti antinfiammatori sulla pelle arrossata e può anche aiutare a ridurre i problemi di brufoli ed acne.

11# Mal di testa: il basilico è un buon rimedio per il mal di testa, è possibile fare dei massaggi con l’olio di basilico o con del basilico fresco, inoltre anche bere un decotto a base di foglie di basilico può essere efficace per risolvere il problema.

Come piantare una pianta di basilico in casa

Il basilico si può coltivare sia all’interno che all’esterno, ha bisogno di sole e deve essere innaffiato regolarmente. Esistono diverse varietà, alcune delle quali possono anche diventare molto grandi, per questo, di solito, si preferisce piantarlo in un vaso di media grandezza; così facendo si terrà sotto controllo la crescita delle radici e la pianta rimarrà piccola.

Con il fine di ottenere una pianta sana, si consiglia di rimuovere periodicamente i fiori che spunteranno sulle cime, perché se non vengono tagliati si rischia di rendere la pianta legnosa.

Conoscevi già tutte le proprietà del basilico? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici.

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Lettera per una donna triste… Questa lettera ti toglierà qualsiasi depressione all’istante…

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Nella vita non tutto è allegro e felice, tutti noi, prima poi, ci ritroveremo ad affrontare dei momenti difficili. La domanda è: sei una donna triste? Se la risposta è si, senza dubbio, da oggi in poi devi abbandonare questo sentimento ed iniziare a sorridere, guarda perché.

In realtà, tu non sei una donna triste, sei una persona che ha completamente smesso di sognare da molto tempo. Come tutti gli esseri umani avevi dei progetti e delle speranze nel tuo cuore che ti hanno portato a credere ed a fidarti di certe persone. Ma, ad un centro punto, queste ti hanno deluso, quindi hai iniziato a diffidare ed hai smesso di sognare.

Però, non ti devi preoccupare.

Sappiamo bene che esistono certe persone che ti hanno fatto sentire così, hanno infranto tutti i sogni o i progetti di vita che avevi. In qualche modo, quel legame che vi univa si è rotto, oppure, queste persone hanno smesso di essere come ti aspettavi. Ma, di fatto, speriamo che tu possa accettarle come sono e proseguire per la tua nuova strada. Per farlo, bisogna cominciare da zero, con dei nuovi sogni e con dei nuovi obiettivi.

È molto semplice, leggi questo e smetti di essere una donna triste

Devi solo crederci, è facile e semplice, hai solo smesso di sperarci. Per avere un nuovo inizio, ama la vita come non hai mai fatto e vedrai come riuscirai a rialzarti.

Non hai bisogno di continuare ad insistere in un qualcosa che non ha funzionato. Per il tuo nuovo inizio, è importante che tu sappia perdere e che possa renderti conto che puoi dire adesso basta.

Superata questa tappa, devi solo seguire una nuova strada. Sarà fantastico per te, è una promessa. Potrai giocare una nuova partita e crearti più possibilità di essere la vincitrice in ogni cosa che ti proponi.

La vita non finisce oggi nemmeno per scherzo e non è finita neanche quando hai smesso di sognare, semplicemente non ci si può arrendere. Comincia a cambiare tutto ciò che non ha funzionato o che non va bene. Renditi conto di come la tua vita continua con tanta forza e spirito.

Fidati del tuo sesto senso e capirai molte cose, prendi in mano le redini della tua vita per questo motivo:

Il problema è tuo marito?

Se il problema è tuo marito, sta in te la responsabilità di cambiare. Ricorda che per condividere l’amore con qualcun altro, per prima cosa bisogna saper amare se stessi. Il problema non è veramente tuo marito, se rimani in una relazione nella quale non ti senti amata, la decisione è solo tua.

Inizia con l’amor proprio: amare noi stessi può non essere facile, ma quando riusciamo a renderci conto di quanto valiamo, è importante riconoscerlo. È giunto il momento di parlare con tuo marito e di raccontargli cosa sta passando per la tua testa e per il tuo cuore.

Ti senti delusa dai tuoi figli?

Se i tuoi figli ti deludono, lavora duro con loro, di modo che possano riuscire a modificare tutti quegli atteggiamenti che dovrebbero migliorare. Ti ascolteranno sicuramente, devi solo trovare il modo di indicare loro la strada migliore mantenendo usn’atmofera pacifica.

Ricorda che i tuoi figli sono il riflesso di ciò che hai insegnato. Forse, si tratta di un segnale per valutare te stesso internamente per capire cosa succede all’esterno. Attiriamo ciò che siamo, se ti comporti come una donna triste, di sicuro questa tristezza si manifesterà nella tua vita.

Il tuo lavoro non è quello che hai sempre sognato?

Non lo lasciare, però da oggi comincia a pensare nel fatto che comincerai a cercare qualcosa di nuovo. Fai dei progetti su dei nuovi obiettivi e anche se continui a fare lo stesso, perlomeno stai progettando e pianificando dei nuovi sogni per la tua vita. Se ci credi avrai una nuova forza dentro di te, anche se ti sembrerà di non aver cambiato nulla. Ma, di fatto, questa forza di darà un’altra prospettiva per raggiungere nuovi orizzonti.

Devi stare nel posto in cui ti senti felice. Cerca fino a che non riesci a trovare questo luogo dove riesci a sentirti interamente a tuo agio. Otterrai compagni, amicizie e, perché no, magari anche l’amore della tua vita.

Identifica le emozioni che provi

Tu non sei realmente una donna triste, sei una donna disorientata. Sei una donna talmente incredibile che hai dimenticato che la cosa più importante di questo mondo sei tu.

Sveglia donna, tu sei il meglio, come puoi essere triste? In questo stesso istante, alzati, guardati allo specchio e ripeti ad alta voce: mi amo! Preparati, fatti bella ed esci a mangiarti il mondo. Inizia a scrivere su un foglio tutto quello che vuoi cambiare e starai scrivendo quotidianamente un nuovo presente pieno di sogni e di speranze. Se prima sognavi, come puoi non farlo ora?

Esercizi per lasciarsi la tristezza alle spalle

“Avrai sempre il mio appoggio, la mia mano e le mie parole. Adesso hai anche la mia saggezza.
Alzati donna triste. Sorridi al mondo perché sei molto importante, se tu sei triste io lo sarò ancora di più.
Non girarmi le spalle, ho fiducia in te”

Si raccomanda di fare questo esercizio nella comodità della tua casa, durante una mattina o un pomeriggio in cui c’è silenzio, ti serviranno:

  • Musica rilassante
  • Carta e penna

Cosa devi fare?

Siedi con la schiena dritta, inspira ed espira lentamente una decina di volte, fino a che non ti senti rilassata. Ora, inizia a pensare a tutte le cose negative che ti vengono in mente e che ti turbano. Identifica quali sono le sensazioni che si impossessano di te ad ogni pensiero e prendi in considerazione ogni aspetto della situazione.

Quindi, come se fosse un film in bianco e nero, metti in pausa e guardalo scomparire piano piano dalla tua mente. Quando non lo vedi più, fai un respiro profondo, apri gli occhi e scrivi immediatamente sul foglio i nuovi sentimenti di tranquillità ed amore che stai provando.

Modella questo foglio con le tue energie rinnovate, reinventati e lasciati alle spalle quella donna triste. Non considerarti come tale, ormai sei cambiata e sei una nuova versione di te stessa.

Cosa ne pensi di questa lettera? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con le tue amiche queste incoraggianti parole.

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10 errori che non devi commettere con i tuoi figli

Al giorno d’oggi educare un bambino non è un esercizio semplice. Immaginare che ogni giorno ed ogni momento possano essere sempre uguali rappresenta il primo errore di valutazione. Un genitore ha l’obbligo di stare attento ad ogni passo o gesto che compie nei confronti dei propri figli, poiché soprattutto in tenera età si rischia di commettere delle imprecisioni che potrebbero pesare nell’economia dell’educazione di un bimbo o di un adolescente.

Basta dare un’occhiata a questi dieci momenti della vita quotidiana per capire quanto poco ci voglia, secondo gli esperti, a compiere qualcosa che possa compromettere un corretto regime educativo.

Cosa bisogna evitare di fare:

1# Parlare al loro posto:  Immaginando di trovarsi di fronte ad uno sconosciuto per il piccolo, a cui viene chiesto il nome o l’età: nn bisogna mai rispondere al suo posto, anche se lui preferirebbe tacere. Alla fine, probabilmente, risponderà se non ci sarà qualcuno a farlo al suo posto.

2# Provare ad essergli amici: ogni genitore pur non disdegnando gesti d’amore o affetto, non deve mai credere di poter essere un compagno di giochi. Bisogna mantenere autorevolezza, non autorità. Un rapporto “affettuosamente subordinato” potrà tornare utile nel momento in cui si potrà far valere il proprio ruolo senza necessità di alzare mai la voce.

3# Essere aggressivi quando si vogliono insegnare loro le buone abitudini. Avere a che fare con un bambino che preferisce le patatine fritte alla verdura è una cosa che è capitata a tanti. Invitarlo a mangiare la prima, mentre chiede la seconda, con toni bruschi non aiuterà ad educarlo a mangiare bene. Sarebbe molto meglio invogliarlo a mangiare ciò che è giusto, prospettandogli la possibilità di fare qualcosa di suo gradimento in un momento successivo.

4# Aiutarli troppo nel quotidiano. Il ruolo del genitore è quello di insegnare ai propri figli a cavarsela da soli.  Arrivati ad un certo punto della loro giovane vita dovranno fare da soli. Capiterà che avranno difficoltà nell’allacciarsi le scarpe o nel mettersi i pantaloni, quello è il momento in cui, una volta insegnatogli, sarà opportuno osservare la scena da lontano e pazientare fino a che non troveranno la soluzione.

5# Provare ad imporgli dei gusti. Ascoltare il proprio cantate preferito tutto il giorno a tutto volume in casa o guardare cento volte il medesimo film, non farà si che un bambino se ne innamori. Può anche capitare che sia così, ma qualora non lo fosse occorre che trovi autonomamente quello che gli piace di più.

6# Contare i loro risparmi. Crescendo diventerà una cosa naturale avere un salvadanaio o un luogo in cui porre qualche spicciolo regalato da genitori o parenti. Una madre o un padre non dovrebbero mai sincerarsi di quanto denaro hanno i propri figli, ma sarebbe bene  limitarsi ogni tanto a insegnargli che attraverso il risparmio, dopo alcuni mesi, avranno la possibilità di acquistare una tra le cose che più desiderano.

7# Imporgli degli hobby o il loro sport preferito. Per un genitore che porta il proprio figlio allo stadio, piuttosto che ad una partita di pallavolo, sarà facile notare se la cosa piace al piccolo o no. Qualora così non fosse, sarebbe opportuno permettergli di avere a che fare con altre cose che potrebbero affascinarlo.

8# Non confondere il loro successo con il vostro. Avere un figlio che va bene a scuola o che si comporta in maniera apprezzata dagli altri, non sarà una buona scusa per prendersi dei meriti come genitori.

9# Scegliere i regali al suo posto. Quando il nonno chiede ad un bimbo cosa vorrebbe ricevere in regalo, sarebbe opportuno che un padre o una madre non intervenissero provando a far presente cosa gli servirebbe. La responsabilità della scelta deve essere dei bambini, già da piccoli. La cosa da fare è ricordare loro che esistono dei limiti e delle regole che vanno rispettate; per esempio, se il bimbo chiede al nonno un cellulare, ma sa benissimo che i genitori non approverebbero, in questo caso è bene intervenire per rinfrescargli la memoria.

10# Introdursi nella loro vita. C’è un confine sottile tra vigilare sul loro modo di vivere e violare la loro privacy.

Educare i figli, come ben sappiamo, è un’operazione molto complessa, seguire questi consigli potrebbe rappresentare una linea guida importante per delineare una strategia che possa essere quella più appropriata.

Cosa ne pensi di questi consigli? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste utili infrormazioni con i tuoi amici.

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Le persone che preferiscono stare da sole hanno queste 4 peculiarità nella loro personalità

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Quando qualcuno preferisce avere una piccola cerchia di amici e non gli importa di trascorrere del tempo da solo, viene defininito solitario. Gli altri, solitamente, percepiscono queste persone come sole o depresse, anche se in realtà non si sentono affatto sole.

Di fatto, stare in compagnia di se stesse è ciò che le fa sentire bene. Si sentono più a contatto con il proprio io, pensano meglio e sanno riconoscere e valutare più facilmente ciò che le circonda.

È insolito che qualcuno riesca a diventare amico di un individuo solitario, soprattutto perché sono molto selettivi nei confronti di chi gli sta intorno.

Quali sono le caratteristiche di una persona solitaria?

Confini precisi:

Un solitario ha sempre dei confini ben precisi. Sa perfettamente di non potere rimanere sempre da solo e, per questo, rispetta gli spazi delle altre persone, aspettandosi lo stesso rispetto da chi gli sta vicino.

Solitamente, un solitario pensa che non puoi essere fedele a te stesso, non puoi esserlo con nessun altro.

Lealtà:

Il solitario non sente il bisogno di stare al centro dell’attenzione e quando riesce a trovare qualcuno di cui vuole essere amico, diventa la persona più leale del mondo.

Se un solitario riesce a riconoscere il tuo valore, ti darà tutto ciò di cui hai bisogno. Questo vale sia per le relazioni amorose, che per i familiari, per i colleghi e gli amici.

Mente aperta:

Solo perché perferiscono stare da soli non significa che siano persone chiuse o rigide. Cercano sempre nuovi stimoli e nuove avventure.

Anche quando hanno delle novità interessanti, prima di raccontarle agli altri devono essere sicuri della propria opinione.

Buona concetrazione:

kegfire / 123RF Archivio Fotografico

Quando si trova di fronte ad un problema o ad una sfida, un solitario non si agita. L’autoriflessione lo ha preparato per affrontare situazioni come queste.

Conosci altre peculiarità che contraddistinguono una persona solitaria? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici.

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Una ragazza cinese balla in un parco, poi un anziano si unisce a lei e tutto il pubblico rimane a bocca aperta

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A questo signore piace ballare e nulla può fermarlo, nemmeno la sua età.

 

In un video, pubblicato dalla pagina Facebook Shanghaiist, un uomo anziano si affianca ad una giovane ragazza che sta ballando in un parco ed inizia a muoversi insieme a lei. I due ballano in perfetta sincronia.

Per entrambi non si tratta di una novità, perché si può notare che i passi sono ben studiati, ma chi si è ritrovato ad assistere alla performance è rimasto a bocca aperta per l’agilità dell’anziano signore.

 

Il video, che dura poco più di un minuto, è stato visto più di 110 milioni di volte da quando è stato pubblicato.

 

Anche gli utenti di Facebook che hanno visto il video sono rimasti impressionati ed hanno fatto un sacco di commenti positivi per il modo in cui balla questo anziano signore.

Guarda il video:

https://www.facebook.com/shanghaiist/videos/10155696511871030/

Ti è piaciuta la loro esibizione? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici.

 

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5 modi per chiudere un cerchio secondo gli psicologi

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Tutti noi dobbiamo essere in grado di chiudere i cicli del passato. Avere il coraggio di lasciare tutto al proprio posto e continuare ad andare avanti nella vita. Molte volte, pensiamo che sia sufficiente dimenticare per chiudere un cerchio, ma quello che in realtà stiamo facendo non è altro che evitarlo.

Di seguito puoi trovare 5 modi per lasciarti alle spalle il passato in maniera definitiva, di modo che non disturbi il tuo presente.

“Ricordare è il miglior modo per dimenticare”

1# Ricorda

Anche se può sembrare crudele, una persona deve ricordare il più possibile ciò che ha vissuto, anche se può far male, è impossibile che siano tutti brutti ricordi; per questo dobbiamo cercare di imparare da ciò che è accaduto e accettarlo, senza cercare di dimenticarlo. Se ciò che vogliamo è solamente dimenticare, probabilmente, l’ansia si prenderà gioco di noi portandoci molti più dolori e sofferenze.

2# Perdonati

Molti di noi si puniscono per le cattive decisioni prese. Di fatto, però, dovremmo concentrarci di più su noi stessi, cercando di capire gli errori che abbiamo commesso per imparare da essi. Nessuno è perfetto, smetti di farti del male. Solo così riuscirai a chiudere quella porta nella quale nessuno potrà mai più entrare.

3# Perdona

Per potersi liberare da quel peso che ci portiamo sulle spalle, dobbiamo riuscire a perdonare quella persona, non è per niente facile, però è meglio lasciare andare quella pesantezza piuttosto che tenerci tutto addosso. Dobbiamo cercare di capire che le altre persone, a volte, non possiedono la destrezza per evitare di ferirci o di deluderci; forse anche quella persona ,in quel determinato momento, stava attraversando un brutto periodo. Il perdono ci porta ad imparare da ciò che ci ha fatto soffrire.

4# Accetta

Esistono delle cose che sono al di fuori del nostro controllo e non dobbiamo cercare di cambiarle, perché arriveremo a provare molta frustrazione. La miglior strada da percorrere è quella di accettare ciò che è già passato, dobbiamo smettere di pensarci e ripensarci e lasciarlo andare. Il tempo non torna indietro, quel che è fatto è fatto.

5# Liberatene

Per potertene liberare completamente devi viverlo e questo significa che devi intraprendere un duello. Questo processo ha bisogno di tempo perché ogni sua tappa possa essere attraversata e vissuta:

 

  • Negazione
  • Rabbia
  • Negoziazione
  • Depressione
  • Accettazione

Non esiste nessun ordine preciso, tutte queste tappe appariranno mentre stai vivendo questo duello interiore, è normale e da loro riuscirai a trarre un’enorme forza.

A volte si vince di più quando si perde

È normale soffrire quando finisce una storia d’amore, o ci si allontana da una persona cara, o si litiga con un amico, oppure quando si perde il proprio animale domestico. Non c’è nulla di male nel rinnegare e nel piangere per tutto ciò che si ha perso, si tratta di un modo per sfogare questa pena e per imparare da questa esperienza, per non tornare a riviverla o, per lo meno, per essere più forti per sopportarla se dovesse accadere di nuovo.

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Un padre scopre che suo figlio è un bullo per i suoi coetanei, la punizione che gli riserva è sorprendente

Quello del bullismo è un fenomeno di cui si sente parlare in maniera continua. Soprattutto da quando la tecnologia ha fatto si che si propagasse la discutibile mania di rendere virali, tra coetanei, le testimonianze di bambini che diventano vittime di compagni di scuola o di ragazzi poco più grandi.

L’invito che gli esperti riservano ai genitori è quello di prestare sempre molta attenzione a quelle che sono le abitudini dei figli. Il cambiamento d’atteggiamento può essere un campanello d’allarme da valutare con attenzione poiché, spesso, può celare il fatto che qualcosa nella vita dei piccoli non stia andando per il verso giusto.

Accade, però, che quasi mai si parli dell’altro lato della medaglia. Ossia quello dei genitori che, loro malgrado e il più delle volte incolpevolmente e inconsapevolmente, si trovano a dover fare i conti con un figlio che si macchia di atti poco ortodossi nei confronti di compagni di scuola o semplici conoscenti.

Anche in questo caso la posizione dei genitori non può che essere scomoda. Non lo era certo quella di questo padre che non appena ha scoperto che il proprio figlio si macchiava di atti di bullismo, ha scelto di adottare una punizione quantomeno singolare.

Protagonista della vicenda è un padre della Florida che ha provato la brutta sensazione di scoprire che suo figlio tredicenne si macchiava di atti di bullismo nei confronti dei compagni di classe. Pur appoggiando da subito quelle che sarebbero state le decisioni prese dalla scuola, ha ritenuto che la cosa migliore fosse punirlo con le proprie mani. Un qualcosa che potesse essere educativo ai fini di evitare certi comportamenti in futuro. L’idea era quella di trovare qualcosa che potesse dissuaderlo dall’avere comportamenti intimidatori nei confronti degli altri.

Per quanto severa, la punizione è risultata brillante al punto da salire agli onori delle cronache nazionali ed internazionali. Jacob, questo è il nome dell’adolescente, è stato costretto a star fermo sul ciglio della strada con un cartello in cui a caratteri cubitali c’era scritto: “Suonate il clacson se odiate i bulli“.

Ho immaginato – ha detto il padre- ad una punizione che potesse imbarazzarlo e che potesse farlo sentire come chi veniva intimidito dai suoi comportamenti“.

La decisione presa dal padre ha fatto molto discutere e non tutti l’hanno approvata, ma a giudicare da quelle che sono state le parole del piccolo Jacob sembra aver sortito gli effetti desiderati.

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Bloccare o eliminare le persone: la fredda strategia per porre fine alle relazioni

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Tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo usato il pulsante “blocca o rimuovi dagli amici” sui nostri profili social. A volte è salutare e persino necessario. Tuttavia, non è più così quando diventa una fredda strategia per porre fine ad una relazione affettiva o ad un’amicizia. È sufficiente un solo click per scomparire, per stabilire una certa distanza che consente di non dare alcuna spiegazione.

I social network, che si voglia o meno, sono spesso un riflesso della nostra vita reale. Inoltre, in ogni mi piace, in ogni parola scritta o in ciascuna foto pubblicata, viene impressa una pennellata della nostra personalità. Questi algoritmi virtuali sono i riflessi della nostra essenza e del nostro comportamento. Lo sanno gli sviluppatori e lo sappiamo tutti noi. Per questo, nulla di ciò che accade all’interno di queste piattaforme è per caso.

Così, il fenomeno “unfriend“, ovvero il fatto di rimuovere o bloccare un amico o una persona dai nostri contatti, è un qualcosa che viene sempre più studiato dagli psicologi e dai creatori di questi mondi digitali. Il motivo? All’interno di queste piattaforme non solo è possibile riscontrare gli stessi fenomeni sociali che ci circondano, ma si può anche notare un cambiamento nel modo in cui ci relazioniamo con gli altri.

Bloccare o eliminare le persone è un comportamento sociale utile in alcuni casi

Negli ultimi anni, il comportamento degli usuari di Facebook o di Twitter sta cambiando. Si potrebbe dire che, in qualche modo, stiamo maturando. Attualmente, non si valuta più così tanto il fatto di avere tanti amici. Fino a qualche tempo fa, invece, era abbastanza comune accumulare centinaia di amici.

Pertanto, la strategia di bloccare o rimuovere persone non solo è opportuna, in molti casi è persino necessaria. Con questa azione si possono evitare utenti fastidiosi o persone che pubblicano contenuti poco affini con i nostri gusti. In questo modo cerchiamo di separare il grano dalla paglia. Inoltre, con questa azione confermiamo ancora una volta quella che è conosciuta come la teoria del numero di Dunbar.

Questa quantificazione numerica è stata definita dall’antropologo Robin Dunbar negli anni ’90. La sua teoria afferma che ogni essere umano è in grado di avere relazioni sociali stabili, più o meno significative, con non più di 150 persone. Tra queste, possiamo anche includere quegli utenti con i quali interagiamo regolarmente all’interno dei social network, anche senza conoscerli di persona.

Per questo, al giorno d’oggi, quando ci troviamo in questi mondi virtuali tendiamo sempre più ad utilizzare dei filtri che ci permettano di avere armonia nella nostra vita. Insomma, abbiamo fatto dei passi avanti e la maggior parte delle persone cerca di raggiungere un equilibrio tra la vita reale e quella che vive all’interno dei social.

Bloccare o eliminare gli amici: porre fine a delle relazioni significative con un solo click

Come accennato, cerchiamo di ridurre i contatti in questo mondo virtuale per avere un equilibrio con la vita vera. Si tratta di un qualcosa che, in principio, potrebbe sembrare positivo ma che, in realtà, lo è fino ad un certo punto. Il motivo è il seguente: spesso, integriamo nella vita reale le stesse azioni che si effettuano nei social.

Così, non manca chi dopo una discussione con un collega di lavoro, sceglie di bloccare o rimuovere questa persona dai propri contatti. Altri, fanno lo stesso con i propri amici. Inoltre, questa dinamica sta prendendo sempre più piede all’interno dei rapporti affettivi. Si tratta del fenomeno conosciuto come “ghosting“, ovvero quando qualcuno lascia il proprio partner senza dare alcuna spiegazione, semplicemente, lo blocca e scompare.

C’è qualcuno che è convinto che eliminando una persona da questi mondi virtuali, sparisca come per magia anche dalla vita reale. Tuttavia, queste azioni, soprattutto nel caso del ghosting, generano molta sofferenza; le vittime rimangono sospese in un limbo emotivo nel quale risulta molto difficile dare un senso al dolore.

ratoca / 123RF Archivio Fotografico

Ora, per quanto disperati ed immaturi possano sembrare questi comportamenti, c’è qualcosa di importante su cui riflettere: non dobbiamo dare la colpa alla tecnologia e nemmeno ai creatori ed agli sviluppatori di questi social network che usiamo quotidianamente. Questi scenari virtuali non fanno altro che riflettere ancora una volta la difficoltà di comunicazione che fa parte della natura dell’essere umano.

Bloccare o rimuovere le persone con un click non rende la vita più facile. È veloce, è innocuo per chi lo fa e la cosa migliore di tutte è il fatto che evita l’affronto faccia a faccia con l’altra persona per dirle “non ti amo più”, “non mi interessi”, o “non ti voglio nella mia vita per questi motivi”. La capacità di comunicare efficacemente di un essere umano ha sempre fatto brutti scherzi. Ora, con la tecnologia stiamo creando delle lacune ancora più grandi.

Impariamo ad affrontare di persona i nostri problemi, perché il pulsante per rimuovere le persone che si trova sui nostri dispositivi elettronici, dopo tutto, non può risolvere la maggior parte dei conflitti della vita.

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Questo chef dice che stai tagliando male la cipolla da tutta la vita e mostra uno strano metodo provando di avere ragione

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A diverse persone piace cucinare, altre, invece, non amano molto stare ai fornelli. Esiste però una cosa che accomuna tutti, ovvero il noioso compito di tagliare le cipolle.

Tagliare le cipolle risulta essere parecchio fastidioso, gli occhi cominciano a lacrimare, bruciano ed a volte si rischia anche di tagliarsi con il coltello per via della scarsa visibilità.

Fortunatamente, esiste una semplice soluzione per tutto questo che, probabilmente, non avevi mai sentito prima d’ora.

Tagliare la cipolla

Ognuno ha il proprio modo per tagliare le cipolle.

Ma, a volte, può essere utile vedere il metodo di altre persone, soprattutto se si tratta di professionisti.

Lo chef  Jack Scalfani ci mostra un semplice trucco per evitare che i nostri occhi si riempiano di lacrime quando è il momento di tagliare le cipolle.

Prima ancora di prendere in mano il coltello, dobbiamo individuare la parte della radice, dopodiché, si estrae il bulbo che si trova all’interno della cipolla, perché è questa la parte dell’alimento che stimola la lacrimazione.

Il video è in lingua inglese, ma mostra chiaramente come fare per tagliare una cipolla senza piangere.

In questo modo potremo evitare le lacrime ogni volta che ci ritroveremo a tagliare una cipolla.

Avevi mai sentito parlare di questo metodo? Ne conosci altri per evitare di piangere quando si tagliano le cipolle? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici il fantastico trucco di questo chef.

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Nata con una voglia che le copre un terzo del volto: per i suoi fratelli è un supereroe, ma la scelta dei genitori fa discutere

Ogni bambino che nasce viene al mondo con la consapevolezza che la sua vita sarà una storia unica da raccontare. Persino i suoi tratti somatici non avranno eguali e lo renderanno particolare in mezzo a tanti. Nel caso di Natalie, però, la particolarità ha raggiunto livelli che sarebbe stato difficile immaginare. E’ nata con una voglia che copre un terzo del suo viso. Una macchia nera che, inizialmente, aveva spaventato i suoi genitori: Andrew, 34 anni, e Lacey, 35.
E’ nata con una voglia che copre praticamente un terzo del viso. Una vistosa “macchia” che coinvolge fronte, naso e raggiungere l’orecchio. Qualcuno l’ha paragonata ad una maschera, ma il primo sentimento che ha animato i genitori quel 9 gennaio è stato il panico.
E’ quella la data in cui Lacey ha dato Natalie alla luce con un parto cesareo.

I problemi non sono finiti dato che, secondo quello è che il parere dei medici, la voglia è destinata a crescere nel tempo.

https://www.facebook.com/mymacad/photos/basw.Abpkmi4Ir4ZEDpWSyX28hOVinc4Q9fHUAWjiVJj2iQboYPf9mVI8nUSNQDOpH1eUg8TJqyClWGgZOtgcy0s4K17KYK65OTWO1r93aeb4ksBlnnVHtOzEzTfGMmMr9ETjIYAi4HOSQi6yiAtjW09msenc.2168523566713709.1910755235624573.1590982644324455.1655625334513848.10156060517059819.610320275987641.1571087169594559.1117844805018084.589548914742640/1910755235624573/?type=1&opaqueCursor=Abp-az31tEp84vzmG3I4oNX1EtrCBcPcbKT5NQE5TqFjolg5ov7m9Gfke1KeOilGLtcWUJw8wcSGrpJOarPE00W96n4O9FBImaqBnxAhovoD1fC8q5EDfkrxIEmj8NDO0pVgNvsTSKk5zzMazqmBlTM64tppe_aVJmOt5I5AaqF1A8iFczw1TIHbJxS5ZLcCmfIvDF0WPgtoCaDNGrdR2unyJzLzVcpnwpuD1x_1h_rn2cCw4-oqcATazy958LRISoIUKcI-0K1vxjIYVlMAngjvo9zmh3IKc_Xp7ZKNsJb-w_deOw4O7RZ2Og6LuJLgJExqBAymsLwM0xd70Kwj9S1uMPUaRsebQhy3Pt_YmEOMeH0GhvCGzSL0Wyfxu_Hb1EeHrDKjylvM3jVIAW5C9xJgU2MOlHVhULIz1PDqZ1k62nazHA7wSyYbTHYRfxrGKsDbUK56MMJgBKRDrpqGurDtP2lQo0rzL6074lkuGbxJGrsmJfdmLeTiu52Ug4e1ampBD3-t5IaOygZtR3VCN-1Fo_CWCnr13H5LsyoP29XSbEo3cKfyiguG-OJ82rheD9-8SB6bw9695THo8bJWKJVLuvaPRA0Ow-WoKVh8IE7nE_LcfTSMCBqJJn6bj4jpb8zRTAuleaBNXOgDd8t2l3Fupqsir8xJNtQWUYE7YNV_3zmmYcILXtjPlbRQ-GH3sBQ&theater

 

A raccontare la storia è Lacey: “Lei, appenata nata, era così bella. Sentire il suo pianto era speciale. Ero molto preoccupata che quel segno che aveva sul volto fosse un livido generato da qualcosa avvenuto in gravidanza”.
Una volta venuta a conoscenza della verità la giovane madre ha da subito espresso le proprie preoccupazioni: “Temevo che la gente potesse giudicarla solo per quel vistoso segno sul volto e non per la bellissima persona che sarebbe diventata. Noi l’amavamo così”.

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Un sentimento che animava soprattutto i due figli più grandi della coppia: Elliot, di sette annni, e Devin, di quattro. Per loro la loro sorellina con quella particolare voglia sul viso aveva semplicemente una maschera da supereroe addosso.

La particolarità suscita lo stupore di decine di persone e questo ha invogliato i genitori a prendere una decisione che farà discutere.
Sono intenzionati a non fare nulla per rimuovere la macchina dalla pelle di Natalie.
La tengono sotto cura con l’ausilio di un dermatologo specializzato, si sono assicurati che non causi danni né alla vista o ad altri organi vitali.
I rischi sono limitati, ma non azzerati. Tuttavia, per il momento, anche se la gente estranea osserva con un po’ di sospetta Natalie la “maschera da supereroe” resterà sul suo volto.

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Ai genitori, però, piace sapere che la loro bambina è “diversa”. La voglia crescerà, ma in maniera proporzionale al corpo e pertanto non aumenterà la superficie del viso coperta.

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