Un uomo senza fissa dimora sta ricevendo un sacco di complimenti sul web, dopo che con il suo coraggioso intervento ha aiutato due donne della città di New York.
Alcuni giorni fa, le telecamere di sicurezza di Pitkin Avenue, a New York, hanno catturato delle immagini abbastanza angoscianti.
Due donne anziane stavano camminando sul marciapiede, quando un estraneo le ha aggredite molto violentemente ed all’improvviso.
Prima che le due donne potessero reagire, l’uomo le aveva già colpite con forza facendo cadere entrambe a terra.
Ma ciò che l’aggressore non sapeva, era che proprio lì nei paraggi ci fosse un vero eroe.
Quando l’assalitore stava per fuggire, un senza tetto ha agito d’istinto e lo ha inseguito.
Aveva visto con i propri occhi quel codardo; era stato testimone dell’aggressione a due donne indifese. Così, non ha esitato nemmeno un secondo ed ha voluto fare qualcosa per aiutare le signore.
Il mendicante ha inseguito l’aggressore, ha lottato contro di lui ed è riuscito a trattenerlo fino a che non è arrivata la polizia che era stata chiamata dagli altri testimoni presenti.
“Ha rischiato tutto. Ci dovrebbero essere più persone come lui nel quartiere, le ha davvero salvate. Ha trattenuto l’uomo finché non è arrivata la polizia”, ha dichiarato una spettatrice ai media locali.
Il vagabondo si è affrettato a tornare dalle due donne per assisterle. Poi, ha spiegato come si sono svolti i fatti alla polizia che ha potuto immediatamente arrestare l’aggressore.
Per fortuna, le due donne dopo essere state trasportate all’ospedale per dei controlli, sono ritornate subito a casa.
Nel seguente video si può vedere l’uomo mentre ferma l’aggressore:
Un vero eroe!
Che gesto incredibile, non trovi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici la storia di questo uomo coraggioso. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.
Perdere una persona amata non è per niente facile e, probabilmente, è ancora più doloroso quando questo accade come risultato di un qualcosa che si sarebbe potuto evitare.
Crissy Naticchia ha dovuto dire addio al proprio sposo Jeff dopo 23 anni di matrimonio ed il motivo è veramente terribile. L’uomo è deceduto a causa di complicazioni che si sono sviluppate dopo che un insetto lo ha punto.
Crissy ha voluto rendere pubblica la propria storia, con la speranza di creare consapevolezza sulla pericolosa infezione che ha messo fine alla vita dell’amato marito Jeff.
La donna ha descritto la sensazione di vuoto e di disperazione che lei e la propria famiglia hanno provato dopo la morte di Jeff.
“Mio figlio, un ragazzo che ora frequenta la scuola superiore, non ha un padre che gli possa insegnare a guidare, con cui possa parlare su come comportarsi con le ragazze, che possa aiutarlo a scegliere la migliore università e che non potrà nemmeno vederlo raggiungere tutti questi traguardi”, racconta Crissy al Daily Mail.
E continua: “Mio marito era un uomo che si dedicava molto alla propria famiglia, ha fatto tutto per noi, incondizionatamente; e noi, abbiamo dato per scontato tutto questo come fa la maggior parte delle persone. Ora che lui non è qui, ci sentiamo persi, spaventati e soli”.
Prima di morire, Jeff stava lavorando molto duramente per migliorare la propria forma fisica. Crissy ha affermato che l’uomo ha investito un sacco di tempo per avere una salute migliore e per perdere peso.
Durante tutti gli anni di matrimonio, si era ammalato solamente due volte. Tuttavia, un giorno gli è venuta la febbre dopo essere stato punto da un insetto che è risultato essere una zecca.
Crissy si era resa subito conto che c’era qualcosa che non andava. Jeff sudava molto più del normale ed i suoi vestiti erano bagnati di sudore. La donna doveva cambiare frequentemente le lenzuola del letto perché anche quelle erano inumidite dal sudore.
Dopo alcuni giorni, riuscirono a convincere Jeff a recarsi al pronto soccorso, dove gli diagnosticarono un’infezione renale e gli somministrarono degli antibiotici. Sfortunatamente, questo errore nella diagnosi gli è costato la vita.
Ben presto, la malattia ha preso il controllo del suo corpo ed in sole 12 ore è passato dal saper ridere e scherzare, ad un reparto di terapia intensiva collegato a delle macchine per poter rimanere in vita.
I medici sono riusciti a scoprire la malattia dell’uomo dopo due giorni. Ma, nel momento in cui se ne sono resi conto era ormai troppo tardi.
Malattia sconosciuta
Jeff aveva contratto la Babesiosi, una malattia che viene trasmessa dalle zecche e che attacca i globuli rossi. Il più delle volte colpisce gli animali domestici ed il bestiame, sebbene possa anche essere fatale per l’uomo.
Negli Stati Uniti, negli ultimi anni, si è verificato un aumento dei casi di Babesiosi. Sfortunatamente, Jeff era affetto da asplenia, ovvero un’insufficienza funzionale della milza e questo ha fatto in modo che la malattia si diffondesse più rapidamente all’interno del suo corpo.
Per un breve periodo era sembrato che Jeff potesse riuscire a combattere contro la malattia, ma, alla fine, il suo cuore ha ceduto.
Si tratta di una tragedia che si sarebbe potuta evitare e, per questo, Crissy sta facendo il possibile per riuscire a diffondere le informazioni su questa malattia per fare in modo che la morte di suo marito non sia stata completamente invano.
“Ho perso il padre dei miei figli perché è stato punto da una zecca e l’infezione che ha sviluppato non è perfettamente conosciuta. Se i medici avessero diagnosticato alcuni casi prima di mio marito, forse sarebbe ancora vivo. Ma non lo sapremo mai”, afferma la donna.
Crissy spera che con una maggiore consapevolezza, in futuro, la Babesiosi possa essere più facile da identificare e da trattare.
Imparare di più sulle malattie che vengono trasmesse dagli insetti potrebbe salvare diverse vite. Chissà cosa sarebbe successo se a Jeff fosse stata diagnosticata correttamente la malattia fin da subito.
Condividi questa storia perché più persone possibili possano riconoscere i sintomi di questa malattia. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.
Il mattino è una fase che, pur essendo la prima, può essere considerata cruciale per la giornata. Iniziare con il piede giusto è una cosa molto più importante di quanto si possa pensare e stavolta non ci si riferisce al solito ritornello che racconta, giustamente, quanto importante sia consumare un’abbondante colazione che ci aiuterà ad affrontare meglio la giornata.
Stavolta si parla di vita quotidiana, ponendo l’accento su quelle abitudini che fanno parte della nostra quotidianità mattutina e che, in qualche caso, andrebbero cancellate per far si che la preparazione alla fatica giornaliera possa essere il più funzionale possibile al nostro benessere e alla capacità di essere attivi.
1# Non fare la doccia al mattino: in molti preferiscono dedicarsi all’igiene la sera prima di andare a dormire, in modo da risparmiare del tempo, limitandosi a sciacquare il viso e i denti il giorno dopo. Tralasciando gli aspetti strettamente legati alla pulizia personale, gli esperti consigliano di fare una doccia al mattino proprio perché rappresenta una fase che ci permette di dedicarci a noi stessi, di favorire la concentrazione del cervello che dovendosi occupare, in quel momento, unicamente alla persona, riesce a trovare risorse per elaborare idee e strategie che potrebbero tornare utili nel corso della giornata.
2# Fare la doccia con acqua calda: a seconda di quella che è la stagione che si sta vivendo sarebbe opportuno provare a tarare l’acqua in maniera tale che sia il meno bollente possibile. Le alte temperature, infatti, contribuirebbero a rilassare ulteriormente un corpo che, almeno in teoria, non vedrebbe l’ora di potersi rituffare a letto. D’estate sarebbe opportuno preferire una doccia fredda, tiepida in inverno.
3# Dedicare un periodo troppo lungo allo smartphone: sprecare del tempo al mattino per controllare la email e i social, magari dando un’occhiata alla vita o ai commenti degli altri, non può essere considerato il modo giusto per iniziare la giornata. Il mattino è quel momento in cui bisognerebbe valorizzare il tempo da dedicare a se stessi, magari ascoltando a tutto volume la musica che si preferisce.
4# Mangiare cereali: si, perché una porzione contiene troppo zucchero, il quale alza i livelli di insulina e non appena l’effetto si esaurisce si rischierebbe di essere sopraffatti dalla stanchezza. Meglio consumare latte, yogurt e frutta fresca. I cerali vanno mangiati, ma in altri momenti della giornata.
5# Lavarsi i denti dopo aver mangiato: subito dopo un pasto lo smalto diventa vulnerabile. La prima cosa da fare è lavare la bocca con acqua e successivamente, magari, guardare la tv passando il filo interdentale tra gli spazi delle arcate. Trenta minuti dopo aver finito di consumare il cibo rappresenta l’attesa minima ottimale per poter lavorare alla nostra igiene orale con spazzolino e dentifricio.
6# Perdere tempo a scegliere l’abbigliamento: sarebbe opportuno chiedersi perché le persone di successo come Steve Jobs non abbiano mai perso troppo tempo a pensare all’outfit giusto. Occorre essere nelle condizioni di avere una scelta limitata e opportuna a seconda delle occasioni, senza perderci troppo tempo.
7# Bere caffè nero: alza i livelli di cortisolo e di conseguenza dell’ansia. A stomaco vuoto fa venire la gastrite. La prima tazzina andrebbe bevuta tre o quattro ore dopo il risveglio. Se, invece, non si riesce a farne a meno appena svegli sarebbe opportuno mischiarlo con latte o panna che leniscono gli effetti deleteri della bevanda.
8# Fare il letto appena svegli: questo crea un buon ambiente per gli acari della polvere che sfruttano l’umidità lasciata dal corpo e si annidano. Gli scienziati raccomandano, inoltre, di spostare completamente l’ultimo lenzuolo che copre il materasso quante più volte possibili.
Adesso non resta che mettere in pratica questi consigli, magari adottandoli uno alla volta. Lasciaci un commento e facci sapere se anche hai detto basta a queste cattive abitudini. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.
Sono molte le persone che conservano nella propria memoria il volto e le parole degli insegnanti che sono stati fondamentali per la loro crescita.
Anche se spesso vengono dimenticati, la realtà dei fatti è che dopo i genitori ed i familiari più stretti, gli insegnanti hanno un ruolo basilare nella nostra vita.
Purtroppo, in diversi casi, questa importanza non si riflette nello stipendio che questi educatori ricevono.
Un professore di Brejo Santo, in Brasile, stava attraversando un bruttissimo periodo perché erano ben due mesi consecutivi che non riceveva il proprio stipendio.
Ma, fortunatamente, quest’uomo ha incontrato sulla propria strada una cosa molto preziosa, ovvero l’amore dei propri studenti.
Bruno Rafael Paiva è un professore di Belle Arti di Brejo Santo, in Brasile. Già da due mesi non percepiva lo stipendio e la sua vita stava diventando davvero dura.
Fino a quando un giorno, i suoi alunni sono venuti a conoscenza della situazione ed hanno deciso di fare qualcosa a riguardo.
I ragazzi hanno organizzato una lotteria per raccogliere il denaro necessario per pagare il proprio professore.
Una volta fatto, è arrivato il giorno della magnifica sorpresa. Hanno messo una borsa, una piccola scatola ed una busta con una lettera sulla cattedra dell’insegnante.
Quando Bruno Rafael è entrato in classe come qualsiasi altro giorno, ha trovato la sorpresa. Dopo aver letto l’emozionante lettera scritta dai ragazzi, la commozione è stata talmente tanta che è scoppiato in lacrime.
E la cosa migliore di tutte è stata sicuramente la reazione di tutti gli alunni presenti in classe, i quali senza dubitare nemmeno un secondo si sono alzati e sono corsi a dare un forte abbraccio di gruppo al loro amato professore.
Guarda tu stesso nel seguente video:
https://youtu.be/-kc6BdyAkqo
“Sono gli alunni come loro che ancora mi fanno credere nell’educazione, che mi fanno credere nell’amore per il prossimo, nella compassione di sapersi mettere nei panni degli altri, nel rispetto e nell’amore di un alunno per il proprio professore”, ha dichiarato Paiva ai media locali.
Ti ha emozionato il gesto di questi studenti? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa emozionante storia con i tuoi amici per rendere omaggio a tutti quegli insegnanti che ancora sanno ispirare il mondo. Seguici per altre curiosità sulla pagina Facebook Curiosando si impara.
I nostri gatti arricchiscono talmente tanto le nostre vite che ci fa male solo pensare di poter fare qualcosa che possa infastidirli. Tuttavia, esiste un piccolo ostacolo di linguaggio tra la nostra e la loro specie, per il quale ci sono delle cose che possiamo fare in modo inconsapevole che a loro non piacciono.
Se alcune volte ti è capitato di fare quacosa che compare nella seguente lista, non ti preoccupare, nessuno è perfetto (eccetto i nostri amici gatti, chiaramente). Per fortuna, i nostri felini riescono sempre a perdonarci. Però, sapendo cosa li infastidisce, possiamo aiutare i nostri amati gatti a vivere il meglio possibile.
1# Non offrirgli un posto comodo per fare i propri bisogni
Tutti noi sappiamo che i gatti sono delle creature molto esigenti e questa loro caratteristica la applicano anche per quanto riguarda la cassettina con la sabbia. In generale, dovrebbe esserci in casa una cassettina di sabbia per ogni gatto, oltre ad una extra. Queste devono essere pulite ogni giorno, però può anche darsi che il tuo gattino preferisca che venga fatto più spesso.
Se il tuo gatto evita di usare la cassettina con la sabbia e non capisci il perché, prova a fare dei piccoli e semplici cambiamenti, come per esempio il tipo di sabbietta o la posizione della cassettina.
2# Fare dei rumori forti
Per via dei loro sensi super sviluppati, i gatti possono essere molto sentibili e spaventarsi facilmente, soprattutto con i rumori forti. Gridare all’improvviso, o lanciare o colpire qualcosa con forza, sicuramente farà sentire al tuo gatto un brivido lungo la schiena.
3# Rifiutarlo
Se vuoi addestrare il tuo gatto di modo che faccia o smetta di fare qualcosa, urlargli contro, o forzarlo perché lo faccia, semplicemente, non funzionerà. Forzare un gatto lo farà solamente confondere e spaventare. Invece, bisognerebbe cercare di guidarlo con astuzia e premiare il suo buon comportamento.
4# Ignorare un comportamento strano
Per natura, i gatti cercano di mascherare il proprio dolore, è per questo motivo che dipende da noi individuare in tempo se c’è qualcosa che non va. Tu conosci il tuo gatto meglio di chiunque e, proprio per questo, se noti un qualsiasi comportamento strano, come il fatto di grattarsi insistentemente, oppure visite eccessive o troppo sporadiche alla propria cassettina, o ancora un’inusuale mancanza di pulizia, portalo da un veterinario per un controllo.
5# Mettere l’acqua in un recipiente che non gli piace usare
È importante che tutte le creature si mantengano ben idratate, però, il tuo gatto potrebbe evitare di bere acqua semplicemente perché non gli piace il contenitore. Anche se va bene offrire al tuo gattino qualche sorso d’acqua direttamente dal rubinetto, bisogna assicurarsi che abbia sempre a disposizione una fonte d’acqua con la quale si senta a proprio agio.
6# Infastidirlo troppo
Si tratta di una cosa abbastanza risaputa, però, a volte, i proprietari del gatto devono assicurarsi che il suo spazio personale venga rispettato quando si hanno delle visite. Spingere, tirare, inseguire, o fare movimenti bruschi, faranno sentire qualsiasi gatto spaventato ed insicuro.
7# Rimuovere gli artigli
Questa pratica chiamata “declawing” consiste nel rimuovere le unghie ai poveri gatti e, di fatto, si tratta di un qualcosa che risulta essere conveniente solamente ai proprietari, perché può davvero devastare un felino. Gli amanti degli animali sono diventati più consapevoli su questo tipo di intervento, il quale non si basa solo nell’eliminazione dell’unghia, ma dell’amputazione dell’osso stesso.
Può provocare un dolore cronico al gatto, oltre a farlo sentire indifeso e vulnerabile. Può farlo diventare più aggressivo e, nel caso in cui il gatto in questione si perdesse o venisse abbandonato per strada, potrebbe rappesentare un vero e proprio problema perché non sarebbe più in grado di difendersi.
8# Vestirlo
I gatti posseggono un forte istinto che li rende molto simili ai propri antenati selvatici. Per questo, mettergli un “bel vestitino”, molto probabilmente lo farà sentire a disagio. I vestiti possono fare in modo che i gatti si sentano limitati nei movimenti. Inoltre, è risaputo che non vogliano che si rida di loro.
9# Ignorare i suoi bisogni igienici
Anche se il tuo gatto fa un buon lavoro mantenendosi pulito, a volte ha comunque bisogno di una mano. Probabilmente, non gli piacerà essere bagnato o pettinato, però non cè nulla che lo infastidisce di più che l’essere sporco.
Il pelo aggrovigliato può creare dei nodi dolorosi, le unghie lunghe possono impigliarsi in qualche superficie e le pulci e le zecche non sono per nulla divertenti. Prenderci cura della loro igiene personale garantisce il loro benessere generale e, per questo, è un qualcosa che vale la pena fare anche se a loro non piace molto.
10# Non rispettare il suo spazio
Ogni gatto deve avere a disposizione una “zona comfort” dove possa allontanarsi da tutto, potrebbe essere una stanza, un armadio, una cassa di cartone. Rispettando il desiderio del tuo gattino di rimanere solo, farai in modo che si senta più sicuro ed amato. I gatti non devono mai essere forzati ad interagire con qualcuno, solitamente è controproducente.
Avendo ben chiaro il precedente punto, quando il tuo gatto ha voglia di ricevere affetto assicurati di soddisfare le sue richieste a braccia aperte. Anche se hanno la reputazione di essere molto indipendenti, i gatti hanno bisogno di amore, proprio come noi. E ricorda: loro sono anche in grado di mantenersi occupati per tutto il giorno, però non esiste nulla di più bello che poter giocare con il proprio essere umano preferito.
Secondo te abbiamo dimenticato qualcosa di importante in questa lista? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici queste interessanti informazioni.
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Le analisi del sangue sono un passaggio chiave per la salute degli esseri umani. Sarebbe opportuno che ogni persona si sottoponesse al controllo ogni qualvolta avverte qualcosa che non va o, semplicemente, rispettando una periodicità della cosa concordata con il proprio medico di famiglia.
Basta un prelievo e le seguenti analisi per venire a conoscenza, ad esempio, di quella che può essere una carenza di ferro. Un problema che, se trattato con la giusta tempistica, può essere risolto attraverso l’ausilio di uno specialista, ma che in alcuni casi può diventare anemia.
La carenza di ferro risulta un aspetto che può alterare in maniera importante la funzionalità dell’organismo, trattandosi di una componente responsabile della produzione di emoglobina. La proteina dei globuli rossi determinante ai fini del trasporto dell’ossigeno in tutto il corpo. La carenza di ferro genera un effetto domino che diminuisce la quantità di emoglobina e conseguentemente anche l’ossigeno per muscoli e tessuti, il cui contributo diventa assai meno efficace.
Gli esperti, in ogni caso, consigliano di non sottovalutare alcuni sintomi che potrebbero suggerire la carenza di ferro e che potrebbero rappresentare una buona occasione per accertare o meno la presenza di problemi in merito attraverso degli esami più approfonditi.
1) L’affaticamento rappresenta un sintomo molto comune, considerando che come evidenziato giunge meno ossigeno a muscoli e tessuti. È bene, tuttavia, stare attenti a distinguere quella che potrebbe essere una stanchezza determinata dalle contingenze e quella che apparentemente non ha spiegazioni plausibili.
2) Pelle pallida: l’emoglobina rappresenta l’agente che dà il colore rosato alla cute della razza caucasica. Una pelle troppo bianca ne suggerisce la carenza, così l’impressione che l’interno delle palpebre inferiori, le labbra, le gengive e le unghie possano essere meno rosse del solito.
3) Mancanza di respiro e dolore al petto: in circolo c’è meno ossigeno e il nostro corpo reagisce cercando un sistema per compensarne la mancanza, il tutto si traduce in una difficoltà nel respirare.
4) Vertigini e mal di testa: l’emicrania è causata da una scarsa ossigenazione al cervello, con conseguente rigonfiamento dei vasi sanguigni che, a sua volta, produce un aumento della pressione che determina il disagio. Le eventuali vertigini derivano dalla mancanza di ossigeno nel cervello, o possono provenire dalla bassa pressione sanguigna risultante da una scarsa ossigenazione del cuore e dei vasi sanguigni.
5) Palpitazioni: bassi livelli di emoglobina si traducono nel fatto che il cuore deve lavorare di più per trasportare l’ossigeno nel resto del corpo. Ciò può causare un battito cardiaco anormale o la sensazione che il cuore stia battendo irregolarmente e velocemente. In casi estremi, ci può addirittura essere un’insufficienza cardiaca, motivo per il quale è sempre bene venire a conoscenza in anticipo di eventuali carenze di ferro.
6) Danni per capelli e pelle: entrambi in caso di carenza di ferro diventano secchi e fragili. Si tratta di componenti a cui il nostro corpo dà meno priorità nella distribuzione dell’ossigeno. Scarse riserve di ferro aumentano la probabilità che possa verificarsi, inoltre, la caduta dei capelli, soprattutto nelle donne non in menopausa.
7) Fastidio e dolore a lingua e bocca: qualora la lingua apparisse gonfia, infiammata o scolorita, sarebbe opportuno effettuare un controllo del livello di ferro. Il tessuto della lingua contiene mioglobina che lega ossigeno e ferro, qualora la sua quantità diminuisse si manifesterebbe irritazione, morbidezza e gonfiore della lingua stessa. Altri disagi della lingua connessi alla carenza di ferro sono la secchezza delle fauci e possibili fessure rosse agli angoli della bocca.
8) Unghie fragili: non è un sintomo tipico, ma si tratta di una patologia che prende il nome di koilonychia. Le unghie diventano meno spesse, si appiattiscono e in alcuni casi raggiungono la forma concava.
9) Sindrome delle gambe senza riposo: scarsi livelli di ferro inducono ad una diminuzione della dopamina. Essa funge da messaggera per il sistema nervoso e coordina il movimento. Una sua riduzione genera spasmi muscolari e movimenti involontari.
10) Dolore addominale e sangue nelle urine: accade che, in carenza di ferro, i globuli rossi si “rompano” nel flusso sanguigno e rilascino ferro, il quale viene perso attraverso le urine. Questa tipologia di problema è molto più facile che possa verificarsi in soggetti attivi fisicamente, come chi pratica regolarmente jogging.
Questi sono i principali segni che non andrebbero mai sottovalutati. L’invito è che qualora si sospettasse una carenza di ferro, sarebbe opportuno rivolgersi al proprio medico di famiglia che illustrerà il miglior percorso possibile per affrontare il sospetto.
Sapevi che la mancanza di ferro potrebbe essere la causa di questi sintomi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici queste importanti informazioni.
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Tutti noi sappiamo quanto sia importante avere delle ossa forti e, sicuramente, abbiamo sentito dire molto spesso che il calcio è indispensabile perché questo avvenga.
Quello che, forse, in pochi sanno è che il magnesio ha un ruolo fondamentale nella formazione delle ossa. Il magnesio ci permette di assimilare correttamente il calcio. In pratica, senza il magnesio le nostra ossa non assorbirebbero questo importante minerale.
Per questo motivo la carenza di magnesio può essere un problema per il nostro organismo ed in special modo per il nostro scheletro.
La buona notizia è che possiamo offrire le dosi necessarie di magnesio al nostro corpo inserendo i seguenti alimenti nella nostra dieta.
Le funzioni del magnesio sono diverse e fondamentali. Secondo quanto afferma il National Institutes of Health: “Il magnesio è importante per molti processi che realizza il nostro organismo. Per esempio, regola la funzione dei muscoli ed il sistema nervoso, i livelli di zucchero nel sangue e la pressione sanguina”.
Quantità giornaliera di magnesio necessaria per il corpo
Gli alimenti di origine vegetale sono quelli che possono apportare al nostro organismo più magnesio, per questo è importante inserirli regolarmente nella nostra dieta:
Cacao: il cioccolato fondente contiene quasi 500 milligrammi di magnesio ogni 100 grammi.
Tutti noi possiamo inserire nella nostra dieta gli alimenti per avere un sufficiente apporto di magnesio, di modo da avere delle ossa più sane e più forti.
Conoscevi già queste informazioni? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici.
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Secondo degli studi psicologici, esistono delle ferite emotive comuni che si subiscono durante l’infanzia e che influiscono sul modo di vedere e di affrontare la vita quando si cresce.
Spesso, le ferite emotive dell’infanzia si manifestano durante l’età adulta come se fossero il risultato di un qualcosa che si è appena vissuto. Per questo, è molto importante aiutare i nostri figli a gestire il loro mondo emotivo ed a curare le ferite. In questo senso, ogni genitore dovrebbe ricordare che è molto importante il lavoro di squadra.
I genitori, non solo devono fare da supporto e da guida durante lo sviluppo; ma devono anche saper educare con amore ed essere consapevoli del fatto che, durante questo processo, anche loro stessi potrebbero ritrovarsi a rimparare e rivalutare alcuni aspetti.
In altre parole, quando si tratta di viaggiare attraverso il mondo emotivo, nessuno ha delle certezze assolute. Si tratta di essere disposti a crescere, accettare i cambiamenti e cercare di essere migliori, insieme.
Nessun essere umano nasce sapendo già le cose e, ancor meno, nessuno nasce sapendo già come comportarsi, reagire, affrontare i sentimenti e pensare. Per questo bisogna avere pazienza con i figli e, soprattutto, bisogna saper usare in modo appropriato la propria intelligenza emotiva per aiutarli a costruire un proprio mondo emotivo stabile e sano.
Le 7 ferite emotive più comuni
La paura del rifiuto
Che questa paura sia infondata o meno, si basa sul timore del rifiuto sociale, sulla paura di perdere la protezione della figura a cui si è legati ed altri fattori.
Il bambino che ha paura del rifiuto e che cresce con questo timore, diventa una persona adulta con bassa autostima, con poco amor proprio e che sacrifica le proprie opinioni per adottare i criteri degli altri.
L’ansia da separazione
La paura di essere separati dai propri genitori e di sentirsi soli ed abbandonati durante l’infanzia, forma un adulto pauroso e timido, che non sa manifestare affetto e quindi insicuro e sottomesso.
L’umiliazione
Essere umiliati sia sul piano familiare che sociale, per esempio quando parenti o amici minimizzano le qualità di un bambino e lo prendono in giro, lo criticano e lo giudicano, potrebbe formare sia un adulto timido e sofferente che una persona prepotente e spietata.
L’ingiustizia
Essere vittima di rimproveri ingiusti o di richieste non adeguate alle qualità personali, rende un bambino insicuro e diffifente nei confronti di tutto e di tutti. Con l’età adulta, potrebbe diventare una persona pessimista e negativa che criticherà in modo eccessivo chiunque la circondi.
Il tradimento
Quando gli adulti non mantengono le promesse che fanno ai bambini, le loro aspettative non si trasformano in realtà ed i piccoli in questione potrebbero diventare degli adulti diffidenti e per niente socievoli.
La mancanza di affetto
Si tratta di una tra le ferite emotive che fanno più danni. Chi cresce senza affetto è condizionato ad essere infelice. È noto che l’affetto sia necessario quanto il cibo, la pulizia o l’attenzione delle malattie, perché il cervello, così come il resto del corpo, ha bisogno di essere stimolato e rifornito di tutto ciò di cui ha bisogno.
Quando ai bambini manca l’affetto sono più vulnerabili di fronte a malattie di tutti i tipi, si può percepire un ritardo nello sviluppo fisico, possono soffrire di disturbi comportamentali o di stress e faticano a relazionarsi con gli altri.
La mancanza di affetto durante l’infanzia è una delle ferite emotive che viene trascinata fino all’età adulta e forma persone fredde, insensibili, poco empatiche e che hanno difficoltà nel provare amore.
L’abbandono emotivo
L’abbandono emotivo quando si è bambini, è un’altra delle ferite emotive che si trascina fino all’età adulta, proprio come se fosse una malattia genetica. Gli uomini e le donne che da bambini si sono visti privati della vicinanza dei propri genitori, crescono sentendosi vuoti e poco apprezzati.
L’abbandono emotivo si verifica quando i genitori, sia perché non hanno il tempo di stare con i propri figli o perché non provano affetto per loro, rimangono fisicamente e spiritualmente lontani.
Questa ferita emotiva viene vista come un tipo di abuso infantile, proprio come la mancanza di affetto, perché una volta raggiunta l’età adulta è molto complicata da curare. Purtroppo, spesso, si trasforma in un qualcosa che porta alla depressione ed alla tristezza cronica.
Come posso evitare di provocare queste ferite emotive ai miei figli?
Dedicare più tempo alla loro educazione, partecipando direttamente ad essa per quante più ore possibili e cercando di evitare di delegare il compito a terze persone.
Conversare sugli argomenti che interessano i bambini, discutere sui loro punti di vista e chiarire i loro dubbi.
Non confrontarli mai con gli altri. Se vogliamo che i nostri figli si comportino come gli altri e che migliorino a scuola, ad esempio, incoraggiamoli a studiare senza compararli.
Affrontare le loro paure senza minimizzarle.
Complimentarsi, elogiarli, mettere in evidenza le loro qualità ed applaudirli quando raggiungono dei risultati. In questo modo aumenterà la loro autostima.
Dedicare del tempo, o nel caso si ritenga necessario chiedere aiuto ad un esperto, per trattare argomenti come la morte di un familiare, la separazione dei genitori, la loro timidezza, la verità sulle loro origini (in caso di adozione, ecc.
Questi sono solo alcuni suggerimenti che potrebbero adattarsi alle caratteristiche di molte famiglie; tuttavia, il fatto di non provocare delle ferite emotive in un bambino sta nelle mani e nelle azioni di ogni famiglia.
Sapevi che questi tipi di ferite emotive in un bambino potrebbero alterare la sua personalità quando sarà un adulto? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici.
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Randy Taran ha fatto una bellissima riflessione su come vanno i rapporti d’amicizia durante il corso degli anni e del perché dobbiamo sforzarci per conservare per tutta la vita quelle che sono più preziose.
Le amicizie sono una parte molto importante della nostra vita e, forse per questo, si dice che gli amici sono la famiglia che possiamo sceglierci. Durante gli anni conosciamo molte persone, però possiamo contare sulle dita di una mano quelle che consideriamo delle vere amicizie.
Queste persone entrano a far parte della nostra storia per rimanerci per sempre e le sentiamo talmente vicine che non riusciremmo mai ad immaginare la nostra vita senza di loro.
Se hai la fortuna di avere qualcuno di molto importante nella tua vita, prenditene cura e mantienilo al tuo fianco, così, quando gli anni avanzeranno potrete continuare a confrontarvi ed a ridere insieme, proprio come adesso.
Queste sono le 10 caratteristiche delle amicizie belle e vere:
1# Focalizzarsi sulle cose buone: gli amici veri non hanno bisogno di essere impressionati. Non ne vale la pena e il lavoro sarebbe troppo impegnativo. I buoni amici vanno oltre le apparenze e riconoscono ed apprezzano tutte le tue buone qualità.
2# Essere veri: i buoni amici possono ridere o piangere, possono fare sciocchezze o farti ragionare; possono anche farti provare il calore di un vero legame.
3# L’affetto è importante: trascorrere del tempo con un conoscente può essere divertente quando le cose vanno bene. Però, puoi riconoscere i buoni amici perché anche quando le cose vanno male, continuano a darti il loro appoggio ed il loro affetto.
4# Gli errori fanno parte della vita: se ti sbagli, gli amici veri non ti condannano; siamo esseri umani e tutti noi commettiamo degli errori. Impariamo crescendo.
5# Equilibrio: all’interno di un vero rapporto di amicizia non esiste una persona che primeggia e l’altra che la segue. Bisogna essere capaci di fare a turno: capire ed essere capiti, dare e ricevere appoggio, ma, soprattutto, di essere in grado di capire ciò che l’altro non ti dice con le parole.
6# Chiedere scusa: quando c’è un conflitto, i veri amici trovano il coraggio di parlarti faccia a faccia, non raccontano i fatti vostri ad altri e non lasciano che le sofferenze aumentino. I veri amici capiscono e, proprio per il fatto che sanno capire, sanno perdonare.
7# Lealtà, premura e complicità: la chiave per una vera amicizia è la lealtà e la complicità è la norma. Gli amici veri vanno oltre l’apparenza, per loro la cosa più importante è l’essenza.
8# Lasciar crescere l’altro: si avanza e si cambia. I buoni amici si lasciano a vicenda lo spazio necessario per poter crescere, si danno il tempo sufficiente per riequilibrarsi.
9# Annaffiare le piante: proprio come le piante, le amicizie vanno annaffiate. I buoni amici si chiamano per sentire come va. Non importa se accade tutti i giorni o solo per il compleanno, è sempre qualcosa di speciale.
10# Festeggiare le cose belle: gli amici veri festeggiano le tue vittorie. Vogliono il meglio per te e gli importi talmente tanto che sono felici per i tuoi successi. La tua felicità è la loro felicità.
Conosci altre cose che identificano una vera amicizia? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi veri amici.
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La vita, in quel periodo, era difficile per entrambi. Uno, lontano da casa, indossava una divisa e provava a portare la pace in un luogo in cui era da poco passata la guerra, con i rischi di imbattersi in qualche situazione che potesse mettere in pericolo la sua vita.
L’altro, invece, ogni giorno lottava per la propria sopravvivenza, andando in cerca di qualcosa che servisse a nutrirlo, magari qualcuno che si prendesse a cuore la sua questione di cane di strada.
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Però, può accadere che due vite apparentemente così distanti possano incontrarsi e intraprendere un percorso comune.
Protagonista di questa vicenda è il maggiore dei Marine Brian Dennis, ai tempi in missione in Iraq. Accanto alla base dove risiedeva si fermava spesso a dar da mangiare ai tanti cani randagi che c’erano nei paraggi. Con uno di loro, però, si era da subito creata una “chimica diversa”. Un rapporto profondo che andava ben al di là della semplice compagnia che il soldato si assicurava nel tempo libero con quei cani. Gli diede persino un nome: lo chiamò Nub.
I mesi passavano e questo rapporto, nel tempo, diventò sempre più solido. Ad un certo punto, però, al maggiore arrivò la comunicazione che da lì a poco avrebbe dovuto traferirsi e cambiare sede.
Con un po’ di magone al pensiero di lasciare Nub, fu costretto a sottostare agli ordini. Furono giorni difficili dato che, oltre a dover patire la lontananza della famiglia, credeva di dover imparare a convivere con un’altra inattesa mancanza.
Il giorno della sua partenza abbracciò Nub e gli diede quello che, da parte sua, assomigliava a un addio.
Non appena, però, furono sul punto di arrivare con i suoi colleghi soldati alla nuova destinazione, dallo specchietto retrovisore ebbe una visione che gli tolse il fiato.
Nub aveva seguito il camion con cui i militari erano partiti ed era lì, dietro di loro. Ad avvertirlo era stato un altro soldato che gli disse che c’erano visite speciali per lui.
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Non poteva credere ai suoi occhi, come il sorriso smagliante suggerriva. Nub aveva camminato per 120 chilometri per non perdere quello che era diventato il suo migliore amico.
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Da quel momento, il maggiore e il cane non si sono più separati, tanto che la loro storia ha avuto grande successo negli Stati Uniti ed è stato anche scritto un libro.
Di seguito vi proponiamo il video di una loro partecipazione televisiva su un importante canale americano:
Cosa ne pensi di questa incredibile storia di amicizia? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici.
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Gran parte delle funzioni vitali del nostro organismo le dobbiamo a quel sistema “idraulico” fatto di vene ed arterie che funziona perfettamente.
Le seconde, in particolare, si occupano di portare il sangue ricco d’ossigeno ad ogni angolo del corpo umano: dalla testa ai piedi. Seguire delle linee guida che consentano di non alterare la loro funzionalità permette di abbassare sensibilmente la possibilità di incorrere in infarti o ictus.
Gli esperti mettono l’accento sul fatto che risulta particolarmente difficile venire a conoscenza di problemi arteriosi prima di una manifestazione acuta. Esistono però degli accorgimenti che consentono di comporre uno stile di vita finalizzato a preservare le arterie, con particolare riferimento alla possibilità di ingerire alimenti o bevande, in tal senso, salutari.
Sono in particolare otto i cibi maggiormente indicati:
1#Il pesce: ha i grassi che fanno bene, i così detti omega-3. Essi permettono di tenere sotto controllo il livello del colesterolo, uno dei peggiori antagonisti per le arterie, perché è in grado di ostruirle. In uno studio condotto dall’American Journal of Clinical Nutrition, è emerso che le donne che mangiavano due o più porzioni di pesce grasso avevano una salute cardiovascolare migliore.
2# Agrumi: uno studio pubblicato su Arya Atherosclerosis ha rilevato che riducono significativamente la pressione sanguigna sistolica. Consumando arance e pompelmi, secondo il Dipartimento di Medicina Preventiva della University of Southern California, si ha un allontanamento del pericolo di ostruzione arteriosa. Sono particolarmente consigliati a colazione.
3# Noci: il Centro di ricerca sulla prevenzione dell‘Università di Yale ha posto in evidenza il fatto che siano in grado di rendere le arterie più flessibili.
4#Semi di lino: anche chi li conosce poco, dovrebbe imparare a farlo. Secondo il Canadian Journal of Cardiology potrebbero avere forti effetti benefici nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari. Contengono omega-tre, fibre e fitoestrogeni che migliorano la salute del cuore.
5# Curcumina: protegge il cuore e combatte alcune condizioni metaboliche che, tra le complicazioni, prevedono malattie cardiache. Per chi non la conoscesse si tratta di un estratto dalla Curcuma. Ha un colore giallo simile a quello dello zafferano.
6# Il tè verde: uno studio condotto su circa 40.000 adulti giapponesi ha permesso di constatare che coloro che bevevano più di cinque tazze di tè verde al giorno avevano un rischio inferiore del 26% di morte per infarto o ictus rispetto a quelle che non avevano quest’abitudine.
7# La cannella: nella sua forma naturale ha proprietà anti-infiammatorie. Migliora i livelli di glucosio e lipidi nei pazienti che soffrono di diabete di tipo 2 e, secondo il College of Pharmacy della California, riduce il colesterolo e i trigliceridi.
8#Il melograno non solo è gustoso, ma secondo alcuni studi evita una serie di situazioni patologiche che possono degenerare in patologie cardiovascolari. In particolare riesce ad avere un’efficace azione di riduttore dello stress ossidativo.
Non resta, dunque, che provare ad inserire nella propria dieta questi alimenti che potrebbero aiutare a preservare la salute delle nostre arterie.
Conoscevi già i benefici di questi 8 alimenti? Lasciaci un comento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici queste interessanti informazioni.
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La vita, al giorno d’oggi, si compone di tanti aspetti che la rendono stressante. Il lavoro, la famiglia e, per qualcuno, anche le preoccupazioni economiche. A volte diventa inevitabile trascurare se stessi e non rendersi conto di avere intrapreso un percorso che può portare a minare il proprio benessere fisico, ma soprattutto mentale. Focalizzarsi sulla propria persona, in molti casi, porta ad accorgersi di avere a che fare con una certa stanchezza emotiva e mentale, accompagnata persino da uno stato depressivo più o meno transitorio.
Quello che gli esperti si sono chiesti è se questo stato mentale rappresenti un qualcosa di indotto dalle contingenze (traumatiche o meno) o se possa essere una caratteristica con cui siamo nati. Secondo il dott. Zul Merali, presidente e CEO del Royal Institute of Mental Health Research, facente capo all’Università di Ottawa, è una combinazione di entrambi.
L’esperto ha rivelato che: “La serotonina è un qualcosa che c’è in ognuno di noi sin dalla nascita. Si lega con dei recettori cerebrali. Si possono avere dei geni che innescano la produzione di bassi livelli di serotonina ed in questi casi si ha una maggiore vulnerabilità e predisposizione alla stanchezza mentale o alla depressione”.
Esistono, però, dei segnali premonitori e quelli indicati sono sette:
1# Irritazione: quando si ha una certa predisposizione a ricordare con frequenza particolari momenti, luoghi e compagnie di un fatto negativo, ci si espone in maniera costante allo stress di quella vicenda. Inoltre, è bene prestare attenzione anche a quei momenti in cui ci sentiamo irritati da troppe cose.
2# Mancanza di motivazione anche per attività che prima suscitavano passione: è un tipico segnale del fatto che la stanchezza mentale sta facendo capolino nella propria vita.
3# Disturbi del sonno: secondo la scienza possono essere un segno diretto di depressione ed esaurimento mentale. Secondo il dottor Merali, le persone con problemi psichici hanno una maggiore difficoltà ad addormentarsi.
4# Avere poca pazienza con gli altri: il motivo per cui le persone spesso diventano super esigenti con i loro colleghi e la famiglia, secondo il dott. Merali, è perché sono sopraffatte. Non hanno voglia di parlare perché la loro mente è in tanti luoghi diversi (magari quelli che sono fonte dell’irritazione) e faticano a concentrarsi sull’attualità.
5# Mancanza d’appetito: gli squilibri ormonali (come quelli innescati dai bassi livelli di serotonina) generano fenomeni come la poca voglia di mangiare. In particolare quando si hanno alti livelli di leptina nel sangue, l’appetito si riduce e quando si hanno livelli elevati di grelina aumenta la sensazione di fame.
6# Tristezza derivante dall’incapacità di gestire e domare lo stress emotivo. La mente corre e si fa fatica a starle dietro.
7# Fatica a guardare verso l’esterno: chi è emotivamente esausto o tende alla depressione, ha difficoltà a non focalizzarsi sulla propria persona. Qualsiasi cosa che tende verso l’esterno, interazioni sociali comprese, viene vista come un onere ed un fastidio.
Il consiglio degli scienziati è quello di affidarsi ad attività come l’esercizio fisico e la meditazione quando si iniziano ad avvertire questi segnali. Qualora però ci si accorgesse che è troppo tardi sarebbe bene rivolgersi ad un esperto.
Conoscevi i segnali che indicano la stanchezza emotiva? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste importanti informazioni con i tuoi amici.
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Il weekend è quella parte della settimana in cui si prova a collocare a livello temporale tutto quello che non è possibile fare nei giorni feriali, in cui si è troppo distratti dal lavoro o altri impegni.
Per alcuni, però, è anche quella fase in cui si preferisce dormire di più. Trovarsi alle sei del pomeriggio della domenica con ancora il pigiama addosso non è una cosa poi così difficile da rintracciare nelle abitudini più diffuse. Soprattutto per i più pigri, però, può nascere un certo senso di colpa per aver preferito l’ozio a quelle che sarebbero potute essere attività più proficue, come per esempio un po’ di trekking in montagna, una pedalata in centro senza traffico, o per non aver scelto di pranzare in quel ristorante che tutti consigliano.
C’è uno studio, però, che invita tutti quelli che dovessero avere qualche rimorso per non trascorrere il fine settimana all’insegna del divertimento e dello svago ad abbandonarlo. Lo studio pubblicato dal Journal of Sleep Research e condotto da alcuni ricercatori svedesi ha messo in luce nuove relazioni tra il sonno e la qualità della vita.
A quanto pare gli adulti che, sotto i sessantacinque anni, dormono meno di cinque ore a notte sviluppano un tasso medio di mortalità superiore rispetto agli altri. Il rischio, però, può essere limitato o compensato recuperando il sonno nel corso del fine settimana.
“I risultati rivelano che il sonno breve (nei giorni feriali) non è un fattore di rischio per la mortalità se associato ad un sonno medio o lungo nel fine settimana”, hanno evidenziato i ricercatori guidati da Torbjörn Åkerstedt dell’Università di Stoccolma.
Si è trattato di uno studio che ha coinvolto ben 38.000 uomini e donne, sui quali l’indagine è iniziata nel 1997 ed è stata comparata coi registri di morte del 2010. L’indagine, dunque, mette in risalto aspetti nuovi riguardo al sonno. Prima, infatti, veniva studiato solo il legame tra la durata del sonno durante la settimana e la mortalità.
Nel recente passato era stata individuata la teoria secondo cui nei soggetti che dormivano meno di cinque ore a notte, per sette giorni alla settimana, si poteva rivelare un tasso di mortalità addirittura 65% più alto rispetto a quelli che riuscivano a riposare per sei o sette ore.
Le nuove evidenze scientifiche raccontano che compensare un riposo limitato nei giorni feriali con lo stare di più a letto nel weekend limita il rischio.
Non resta che provare a mettere in atto il consiglio dato dalla scienza, provando a dormire, in media, otto ore a notte durante la settimana e compensando tra un giorno e l’altro quando non ci si riesce.
Eri già a conoscenza di queste informazioni? Lasciaci un comento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici.
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Per molti anni si è pensato che le persone che parlano ad alta voce quando sono da sole, o che parlano con se stesse, avessero qualcosa che non andasse, alcuni addirittura affermavano che questi individui avessero dei problemi mentali. Per fortuna, la scienza ed alcuni personaggi noti sono riusciti a smentire questi pregiuzi; secondo una ricerca effettuata dagli psicologi Daniel Swingley e Gary Lupyan questa abitudine risulterebbe persino essere utile.
“Ogni frase che pronunciava la ripeteva a se stesso a bassa voce”, è l’affermazione che si riferisce al grande genio Albert Einstein e che si trova sul sito einstein.org
Questi sono i 9 benefici di cui godono le persone che hanno questa peculiare caratteristica:
1# Motivazionale: esprimere pensieri positivi su noi stessi o leggere frasi che ci fanno sentire meglio è uno dei benefici del parlare da soli.
2# Libera dallo stress e dalla tensione: parlare con noi stesso di una situazione conflittuale può essere molto positivo, perché aiuta a scaricare le frustrazioni e la rabbia, permettendo di recuperare la calma.
3# Riflessione costante: sono molte le occasioni in cui abbiamo bisogno di fermarci lungo il percorso ed analizzare ciò che sta accadendo nella nostra vita; parlare a voce alta è un buon modo per schiarirsi le idee.
4# Obiettivi più concreti: parlare e pianificare con noi stessi su progetti a lungo o breve termine ci aiuta a stabilire quali siano gli obiettivi che, per il momento, non sono ancora ben chiari, o ad individuare quali siano le situazioni per cui abbiamo perso l’entusiasmo.
5# Rinforza la memoria: parlare ad alta voce è di grande aiuto per stimolare la memoria.
6# Linee guida comportamentali: ci dà indicazioni consecutive per quelle attività in cui è richiesto un processo meccanico, o ci aiuta ad imparare nuove attività.
7# Incrementa notevolmente l’intelligenza: parlare da soli può aiutare a sviluppare le connessioni tra i neuroni.
8# Ci fa sentire a nostro agio nei momenti di solitudine: ci sono persone che faticano ad affrontare i momenti di solitudine e l’abitudine di parlare ad alta voce può essere un grande aiuto per far fronte a queste situazioni.
9# Aumenta la consapevolezza: senza rendercene conto, per la nostra testa ronzano un sacco di pensieri negativi o che sono molto lontani dalla realtà e parlare da soli può aiutarci ad esternarli.
Per tutti questi motivi, la prossima volta che qualcuno dovesse sorprenderti mentre parli da solo potrai dirgli che si tratta di un’ottima abitudine che tutti dovrebbero avere.
A te capita di parlare con te stesso? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste interessanti informazioni con i tuoi amici.
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Non elemosinare amore a chi non ha tempo per te, a chi pensa solamente in se stesso. Non lo fare mai. Non ti meriti chi ti fa sentire invisibile ed insignificante con la propria indifferenza. Ti meriti chi, con la propria attenzione, ti faccia sentire importante e presente.
L’amore si deve dimostrare, ma non si deve mai elemosinare. Il solo fatto di doverlo fare è il riflesso più fedele dell’ingiustizia emotiva, dello squilibrio del sentimento che costituisce una relazione.
Ti meriti chi parla meno, ma fa di più. Non ti meriti chi ti cerca solo quando ha bisogno di te, ma chi sta al tuo fianco quando ne hai bisogno e non solo quando i suoi interessi glielo permettono. Ti meriti chi, senza aspettarsi nulla, ti porta dentro di sè, ti ascolta e ti fa sentire importante nella sua vita.
Non esiste la mancanza di tempo, esiste la mancanza di interesse
Dicono che non esista la mancanza di tempo, ma che esiste la mancanza di interesse, perché quando una persona ti vuole davvero, l’alba si trasforma in giorno, il martedì si trasforma in sabato ed un momento si trasforma in un’opportunità.
Dicono anche che chi si aspetta troppo, rimane deluso e soffre. Per questo dobbiamo rivedere le nostre aspettative e metterci in testa che non dobbiamo aspettarci niente da nessuno, se non da noi stessi.
Quando percepiamo l’inganno in ciò che gli altri fanno o dicono, arriviamo davvero a provare dolore. Un dolore emotivo che a livello cerebrale si comporta allo stesso modo del dolore fisico.
Quindi, perché dovremmo ignorare il dolore emotivo? Non possiamo lasciare che il tempo lo curi senza fare nulla di più, dobbiamo lavorarci su ed estrarre l’essenza che ci offre, proprio come se scoprissimo che la causa del nostro malessere allo stomaco sia la cioccolata e, per questo, smettessimo di mangiarla.
Questo è molto importante, perché a livello sociale esiste una falsa credenza sul fatto che il disagio psicologico sia un segno di debolezza e che, allo stesso tempo, sia proprio il tempo che provvederà a curare le ferite, senza bisogno di “disinfettarle” o di mettere delle bende per evitare che sanguinino.
Datti il giusto valore ed amati
Dedica del tempo alle persone che se lo meritano e che ti fanno stare bene. Non elemosinare l’attenzione, l’amicizia e l’amore di nessuno. Chi ti apprezza te lo dimostra prima o poi.
Per questo, se stai vivendo una situzione di ingiustizia emotiva tanto allarmante, ricorda:
Non chiamare chi non ti chiama e non risponde alle tue telefonate. Non cercare qualcuno a cui non manchi. Non pensare a chi non ti cerca. Non scrivere, non ti sottomettere al castigo dell’indifferenza che dimostrano i messaggi ignorati o i silenzi infondati.
Non aspettare chi non ti aspetta, datti il giusto valore e smetti di elemosinare e di pregare per un po’ d’amore. Perché, come abbiamo detto, l’amore deve essere dimostrato e sentito, ma mai implorato.Il tuo affetto deve essere per chi ti ama e ti capisce senza giudicarti.
E, soprattutto, non dimenticarti del valore del tuo sorriso di fronte ad uno specchio, amati ed apprezzati per tutto ciò che sei e non nel modo in cui qualcuno che non ti merita ti fa credere. Amati tanto e renditi conto del fatto che anche se qualcuno ti trascura, non significa che tu non debba fare l’impossibile per circondarti di persone che ti vogliano nella loro vita.
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Ogni donna, lungo il corso della propria vita, cerca sempre di apparire al meglio. L’intenzione è quella di riuscire a sentirsi bene con se stessa, tuttavia, ad un certo punto bisogna anche ammettere che la salute risulta essere tanto rilevante quanto l’estetica, anzi ancora di più.
È importante sottolineare che il corpo premia la buona salute con la bellezza, per questo è necessario sentirsi bene per apparire al meglio. Entrambi i concetti sono strettamente collegati e diventano sempre più importanti con il passare degli anni.
Dopo i 35 anni, la costante usura dell’organismo diventa sempre più evidente, sebbene il continuo peggioramento avvenga lentamente ma progressivamente. Dopo i 40 anni, può accadere che la salute decada pericolosamente, in special modo per quelle persone che non si preoccupano delle proprie abitudini di vita.
La perdita di vitamine e di sostanze fondamentali per l’organismo, provocano la formazione di rughe, la comparsa di capelli bianchi, fragilità capillare ed altri problemi di salute. Per compensare tutto questo, è possibile optare per il consumo di supplementi vitaminici, tuttavia, prima di farlo è bene consultare il parere del proprio medico.
Queste sono le vitamine più indicate per godere di buona salute:
Vitamina B12: la sua funzione è quella di produrre energia attraverso la trasformazione degli acidi grassi, contribuisce nella produzione del sangue, a migliorare la circolazione sanguigna e di conseguenza la salute degli organi, in special modo il cervello. Inoltre, migliora l’umore. Il fabbisogno giornaliero corrisponde a circa 2,4 microgrammi.
Calcio: questo minerale è sempre più necessario per la salute delle nostre ossa man mano che passano gli anni. Si può assumere attraverso il consumo di tofu, mandorle, broccoli, spinaci, o con degli integratori alimentari.
Vitamina D: la carenza di questa vitamina può alterare i normali livelli di zuccheri nel sangue che possono portare a diversi problemi di tipo cronico, come per esempio il diabete. La vitamina D è utile anche per migliorare l’assorbimento di calcio e si consiglia di assumerne circa 5 microgrammi al giorno.
Magnesio: abbassa la pressione del sangue, riduce il rischio di malattie cardiovascolari e riduce le infiammazioni in diverse parti dell’organismo. Allo stesso modo, si tratta di un minerale necessario per una buona digestione.
Omega 3: questi acidi grassi contengono antiossidanti che rallentano gli effetti dell’invecchiamento prematuro, stimolano il nostro metabolismo a bruciare i grassi, sono utili per il cuore, possono aiutare contro la perdita di memoria e molto altro ancora.
Probiotici: non si tratta precisamente di vitamine, tuttavia, le donne non ne possono proprio fare a meno. Questi alimenti sono fondamentali per una buona digestione e prevengono le patologie che possono interessare il colon.
È molto importante considerare l’assunzione di queste vitamine per prendersi cura della propria salute, perché non si tratta di un gioco o di un qualcosa che dovrebbe essere preso troppo alla leggera.
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Ci sono cose che andrebbero fatte solo in alcuni momenti della giornata e altre che, invece, andrebbero evitate in determinate fasi.
Il primo mattino quando si è a stomaco vuoto, ad esempio, rappresenta un arco temporale che può nascondere diverse insidie, soprattutto se non si rispettano alcune linee guida consigliate dagli esperti. Le dieci cose che sono elencate di seguito non andrebbero mai fatte quando si è a digiuno.
Una serie di cose che non andrebbero mai fatte qualora siano passate due o più ore dall’ultimo pasto.
1# Prendere antinfiammatori: in molti si affidano a tachipirina, paracetamolo o altri antinfiammatori non steroidei per lenire problemi di varia natura. Non si possono prendere a stomaco vuoto per non alterare la loro efficacia, ma soprattutto per evitare fenomeni di non poco conto come il sanguinamento gastrico che rischierebbero di indurre. Tutti i farmaci andrebbero presi a stomaco pieno, salvo ordini contrari.
2# Bere caffè: in molti lo usano come unico alimento della colazione. La verità è che stimola la produzione di acidi che fanno correre il rischio di alterare la funzionalità dell’apparato digerente e che perde l’effetto energizzante se non accompagnato da un adeguato rifornimento alimentare. Meglio berlo, al limite, con del latte.
3# Bere alcol: l’assorbimento risulta due volte più rapido e le possibilità di ubriacarsi sarebbero molto più alte. Alcune conseguenze sono immediate come un terribile post sbornia difficile da smaltire, altre invece tendono a manifestarsi nel tempo come i problemi al fegato.
4# Masticare gomme: un chewing-gum trae in inganno l’organismo che inizia a secernere delle sostanze come se ci si stese preparando ad ingurgitare qualcosa. Lo stomaco vuoto rischia di essere danneggiato da queste sostanze e così facendo si rischia l’infiammazione della mucosa gastrica, la gastrite.
5# Andare a dormire: mettersi a letto con poco glucosio rende difficile il sonno e ne altera la qualità. E se si salta la cena, il giorno dopo si avrà molta più fame, in virtù della risposta ormonale.
6# Allenarsi intensamente: non è vero che correre a stomaco vuoto fa bruciare più calorie, ma contribuisce solo a bruciare tessuto muscolare.
7# Fare la spesa: andare al supermercato affamati contribuisce ad acquisire non solo quello che sarebbe giusto, ma anche ciò che è superfluo e viene considerato cibo spazzatura.
8# Fare shopping: il bisogno di cibo si traduce nella necessità di acquistare qualsiasi cosa venga a tiro e che rischia di essere di dubbia utilità.
9# Evitare il limone: ingerire acido citrico non agevola la vita di chi soffre di gastrite o chi, nel tempo, rischia di svilupparla. Qualora si abbia bisogno del succo di limone per altre ragioni sarebbe opportuno diluirlo con acqua.
10# Dedicarsi ad attività in cui è richiesta calma come riunioni di lavoro, incontri familiari o altre situazioni in cui c’è il rischio di veder saltare i nervi. Chi è affamato fa fatica a restare calmo.
Non resta, dunque, che seguire queste linee indicate dagli esperti e capire se davvero se ne potrà trarre giovamento, soprattutto se, fino ad ora, sono state seguite condotte ritenute errate dalla scienza.
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Sono poche le persone che si sono perse il matrimonio reale tra il principe Harry e Meghan Markle; l’evento si è tenuto lo scorso fine settimana nella cappella di St. George nel castello di Windsor, nel Regno Unito.
Amici e parenti sono arrivati da ogni parte del mondo per presenziare al matrimonio e, tra questi, molti invitati inaspettati si sono uniti alla celebrazione.
L’evento ha attirato l’interesse di tutto il mondo e milioni di persone hanno guardato le foto ed i video dell’evento che sono stati pubblicati sul web.
Si è parlato moltissimo di questo matrimonio e sono emersi molti aneddoti.
Ciò che in pochi sanno è che tra invitati come David Beckham, George Clooney, Tom Hardy ed Elton John, c’era anche un orfano di origini africane che il principe Harry aveva conosciuto 14 anni fa.
Di fatto, erano presenti circa 200 persone appartenenti alle varie organizzazioni benefiche alle quali la famiglia reale ha dato una mano nel corso degli anni.
Harry e Mutsu
All’interno di questo eletto gruppo di invitati c’era anche un ragazzo di 18 anni, Mutsu Potsane, il quale aveva avuto il piacere di conoscere il principe Harry quando aveva solamente 4 anni.
L’incontro con il piccolo Mutsu avvenne durante una missione per aiutare i bambini affetti da AIDS nel paese africano di Lesotho, quando Harry aveva solo 19 anni.
Mutsu viveva in un orfanotrofio alle porte della città di Maseru, capitale di Lesotho.
I due diventarono otttimi amici fin da subito ed il piccolo Mutsu seguiva il principe Harry ad ogni passo. Dopo soli due anni, Harry, insieme al principe Seeiso di Lesotho, fondò l’organizzazione di beneficenza “Sentebale“.
L’obiettivo dell’organizzazione era quello di aiutare e dare speranza ai bambini affetti da HIV di Lesotho e della Botswana. Nel corso degli anni Harry è ritornato a Lesotho diverse volte e ad attenderlo c’era sempre il suo amico Mutsu.
Finalmente, è arrivato il turno di Mutsu per andare a fare visita al principe Harry. Mutsu era uno dei dieci rappresentati dell’organizzazione Sentebale presenti al matrimonio reale.
Si tratta di una prova concreta del fatto che il principe britannico abbia ereditato il cuore dalla propria madre.
Anche il principe Seeiso ha partecipato all’evento
“Sono venuto qui portando tutti i migliori auguri di Lesotho, non sono qui solo a mio nome. Sono venuto per rappesentare tutta la nazione”, ha affermato il principe Seeiso durante un’intervista con il Daily Mail.
Mutsu è stato tra i primi a felicitarsi con la coppia di sposi. Attualmente, il giovane studia e le sue condizioni di salute sono buone.
Sembra proprio che questo giovane principe abbia ereditato molto dalla sua generosa madre, non credi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici.
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Non ci sono dubbi sul fatto che gli animali non solo sono i nostri migliori amici, ma si prendono anche cura di noi e possono arrivare ad essere dei veri e propri eroi. Questa volta, un rottweiler si è preso cura di un bambino appena nato e gli ha salvato la vita, il piccolo era stato abbandonato subito dopo il parto da una donna che diceva di non sapere di essere incinta.
Il fatto è accaduto pochi giorni fa, una giovane donna, che secondo la stampa ha 22 anni, ha dato alla luce un bimbo in un capannone che si trova nella località di Canelones, in Uruguay. La ragazza, confusa e con un’emorragia è finita in ospedale e fino ad allora la sua famiglia non aveva avuto nemmeno idea del fatto che potesse essere incinta.
Il destino per questo bimbo avrebbe potuto essere molto tragico. Ma, per fortuna, in quel luogo c’era un cane di razza rottweiler, il quale, secondo la stampa locale, si è preso cura per tutta la notte del piccolo appena nato. Il cane, alla fine, è risultato essere di proprietà del nonno del bambino. Secondo i proprietari, il rottweiler è un cane che ha un buon carattere, è molto affettuoso, obbediente e docile.
L’allarme
Il mattino successivo, il cane ha allertato con dei latrati il nonno del bambino e lo ha guidato nel luogo in cui si trovava il piccolo, il quale aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. L’uomo ha avvolto il bimbo in una giacca e lo ha portato nel centro ospedaliero della zona, dove è arrivato in ipotermia. I medici che lo hanno assistito hanno stimato che la nascita era avvenuta circa 16 ore prima.
Dopo aver partorito nel capannone, la madre si è presentata in un centro ospedaliero dicendo di aver avuto un aborto spontaneo. La sua famiglia non era aggiornata sulla gravidanza. In seguito, si è venuto a sapere che la giovane soffre di disturbi psichici ed attualmente è ricoverata nello stesso ospedale in cui si trova il bambino.
Cosa ne pensi di ciò che ha fatto questo bravissimo cane? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici.
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È stata una delle notizie di questo fine settimata, il principe Harry d’Inghilterra e Meghan Markle si sono sposati sabato scorso, con una bellissima cerimonia nella cappella di St. George, nel castello di Windsor. Da allora, le storie e gli aneddoti riguardanti questo felice evento non si sono ancora fermati.
Ma quello che forse è sfuggito all’attenzione di molti è ciò che è successo con i fiori del matrimonio.
Inutile dire che la cappella di St. Geroge era stata addobbata, sia all’interno che all’esterno, con tantissimi fiori meravigliosi.
Più di una persona ha espresso la propria disapprovazione per la grandezza della cerimonia, ritenendo che lo spreco di denaro fosse esagerato.
Tuttavia, non si può negare che i due sposi siano stati molto generosi riguardo ai fiori, perché hanno fatto un gesto bellissimo. Le composizioni floreali sono state donate al St. Joseph’s Hospice, una casa di cura per malati terminali che si trova a Londra.
L’istiituto ha reso nota la “speciale consegna” di fiori la scorsa domenica, attraverso un post pubblicato sulla propria pagina di Facebook.
“Oggi abbiamo ricevuto una consegna molto speciale. Dei bellissimi bouquet fatti con i fiori del #royalwedding che abbiamo dato ai nostri pazienti. Un grande grazie a Harry e Meghan ed alla fiorista Filippa Craddock. Il nostro centro profuma molto e sta benissimo. Che bel gesto ❤”
Che magnifico dono da parte del principe Harry e Meghan. Auguriamo loro tutto il meglio per il futuro.
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