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Il falso altruista: un nemico da non sottovalutare

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Il falso altruismo rappresenta una delle forme di ipocrisia più dannose e diffuse: il falso altruista, in pratica, è una persona che aiuta il prossimo non tanto per aiutarlo, esso fa ciò che fa perché il suo scopo principale è quello di ottenere appagamento dal fare qualcosa che aiuta qualcuno.

Il fulcro della vicenda però è che si pecca di narcisismo vero e proprio, tanto è vero che la maggior parte dei gesti che fanno i falsi altruisti è proprio quello di farsi apprezzare a più non posso dalla persona che riceve aiuto; in altre parole l’eccessivo egocentrismo porta una determinata persona a dare 10 per farlo sembrare 100 (ovvero molto più di quello che ha dato realmente).

Il falso altruismo vive fra noi in modo aperto. Vi è chi mostra gentilezza estrema, interesse e cura verso di noi con il fine ultimo di ottenere qualcosa in cambioLo fanno alcuni personaggi del mondo politico (specialmente quando sono alla ricerca di voti) così come lo fanno anche i dirigenti con i propri dipendenti e via di seguito.

Il narcisismo nel mondo di oggi: una problema da non sottovalutare

Prima di continuare a parlare del profilo del falso altruista è bene fare una piccola premessa: buona parte della nostra società mette in pratica questo falso altruismo che è a sua volta alimentato dallo stesso narcisismo: per fare un esempio proviamo a pensare al mondo digitale e al mondo dei social, dove questi ultimi con i vari canali Youtube o i vari account Facebook cercano di gridare al mondo a più non posso per farsi vedere.

Nel mondo dei social le persone riescono a migliorare il proprio status solamente aumentando la propria notorietà, tutto questo mette in evidenza la creazione di un siparietto dove l’agente (ovvero chi cerca notorietà) mostra le sue “doti” ad un pubblico di persone che a loro volta condivideranno o metteranno il like a ciò che posta.

Così facendo è molto più probabile vedere tantissimi mi piace ad un sms di 2 euro per i terremotati donati da una persona famosa piuttosto che una donazione di viveri e altro (perciò più utile dei 2 euro) fatta da una persona qualunque. Tutto questo è stato detto per sottolineare il fatto che il falso altruismo si è espanso a macchia d’olio nel mondo di oggi dove un gesto banale può diventare un’opera caritatevole solamente perché è “supportata” da migliaia di Likes.

Le 5 caratteristiche principali del falso altruista

Il numero dei falsi altruisti sta aumentando ad un ritmo spaventoso, tanto è vero che ormai è possibile incontrarli dappertutto, anche se alcuni differiscono tra di loro, esistono 5 caratteristiche che accomunano tutti i falsi altruisti:

  • I loro atti di falsa bontà servono per difendere la loro posizione di potere (che hanno costruito con la pratica descritta nel paragrafo precedente).
  • Essi manifestano un comportamento compulsivo (ossessione) nel cercare di curare la propria immagine agli occhi dei bisognosi.
  • Cercano di farci credere che senza il loro aiuto noi non riusciremo nemmeno a sopravvivere.
  • Essi sono dei grandissimi manipolatori: l’aiutato viene ricattato emotivamente ed obbligato a sottostare al volere del falso altruista.
  • Non conoscono la parola empatia e i loro atti non sono mai disinteressati al proprio tornaconto personale, anzi, essi hanno diversi interessi, più o meno nascosti.

Hai mai avuto a che fare con un falso altruista? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste preziose informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

10 alberi che si sono rifiutati di morire e che hanno lottato fino alla fine

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Questi alberi che si sono rifiutati di arrendersi ci dimostrano che la natura, oltre ad essere saggia, è anche molto perseverante.

Prima di essere sconfitta, è in grado di cercare qualsiasi mezzo necessario ed aggrapparsi con tutte le sue forze ad un qualsiasi sostegno per riuscire nel suo intento e continuare così con il ciclo della vita fino ad esaurire tutte le sue risorse.

Di seguito alcuni esempi:

È consentito modificare il percorso, ma non l’obiettivo

Sopravvive colui che sa adattarsi meglio al proprio ambiente

Impara a riconoscere chi ti tende la sua mano e ti aiuta a crescere

Non cedere anche se tutto è contro di te, prosegui sempre verso i tuoi obiettivi

Esci dalla tua zona di comfort se vuoi fare strada

Ci sarà sempre una luce alla fine del tunnel. Continua e persisti…

Anche se a volte è necessario fare qualche deviazione, non perdere mai di vista la tua meta

Non importa quali saranno gli ostacoli che incontrarai sulla tua strada,
se ce la metterai tutta, potrai arrivare dove vuoi

Aggrappati ai tuoi desideri ad ai tuoi sogni fino alla fine, non sai mai quanto in là potrai arrivare

Per quanto illogico potrà sembrare, ci sarà sempre un nuovo percorso, una soluzione…

Qualunque sia la tua situazione in questo momento, prosegui per il tuo cammino sempre a testa alta. Nella vita si presenteranno sempre delle situazioni difficili, ma non per questo dobbiamo darci per vinti. Possiamo affrontare qualsiasi ostacolo, la decisione spetta solamente a noi. Solo noi possiamo decidere sulla nostra vita, nessun altro.

Quanta forza possiede la natura, non trovi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste meravigliose immagini con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

23 tatuaggi in 3D che hanno superato tutte le aspettative degli artisti

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Negli ultimi anni sono sempre più i tatuatori che si sono specializzati e che riescono a creare delle vere e proprie opere d’arte sulla pelle delle persone. Di fatto, decidere di farsi un tatuaggio deve essere una scelta ben ponderata, in quanto si tratta si un segno indelebile che rimarrà per sempre sul nostro corpo e per questo bisogna prestare molta attenzione anche a chi ci si affida.

Tra le tendenze del momento, ci sono sicuramente i tatuaggi 3D, alcuni sono tanto incredibili da doverli riguardare più di una volta per capire che si tratta di un’illusione ottica.

Di seguito 23 meravigliosi tatuaggi in 3D:

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C’è qualche tatuaggio tra questi che ti ha particolarmente colpito? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici queste bellissime immagini e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

La sua bimba nascerà morta o morirà entro pochi minuti, il gesto della madre è commovente

Dall’incanto di essere in procinto di mettere al mondo un bimbo al pensiero che questo si trasformerà in un dramma.

Non deve essere facile per una futura madre rassegnarsi ad un passaggio così drammatico.

Una trasformazione di sensazioni che rischierebbe di mettere ko qualsiasi essere umano. Ma anche nel dramma può esserci una storia bella da raccontare.

Proviene da Hull, una città dell’East Yorkshire in Inghilterra. Hayley Martin ha 30 anni ed aspetta un bambino.

Dopo venti settimane di gestazione, però, scopre che il suo “frutto” morirà nel suo grembo o pochi minuti dopo la nascita.

Youtube / Breaking News Today

Il consiglio dei dottori è chiaro: interrompere la gravidanza potrebbe evitare il trauma di mettere al mondo una creatura che morirà subito dopo. Ma Hayley è una donna coraggiosa e per certi versi eroica.

La giovane decide di portare a termine la gravidanza, con la consapevolezza che la nascita della piccola, seppur per pochi minuti, rappresenterebbe un’ancora di salvezza per tanti altri neonati.

Lo scopo è chiaro: metterla al mondo, constatare che per lei non ci sarà davvero nulla da fare e successivamente dare l’assenso alla donazione degli organi per tutti quei bebè che hanno il disperato bisogno di un trapianto.

Un po’ di altruismo e un po’ di voglia di regalarsi il pensiero che la loro piccola possa vivere in tutti quei bambini che potranno garantirsi una vita regolare grazie ai suoi organi.

Youtube / Breaking News Today

Una decisione non facile, ma la direzione intrapresa è stata ritenuta quella più giusta. Una sorta di regalo di Natale che sarà fatto ad altre famiglie.

E non è finita qui. Il gesto di incredibile altruismo e solidarietà di Hayley è pronto ad andare oltre.

Ava, sarà questo il nome della piccola, non avrà scampo, poiché nascerà con una rara forma di agenesia renale bilaterale, ossia nascerà senza reni.

La madre si è detta pronta a donarne uno dei suoi a un’altra persona che potrebbe averne bisogno.

Youtube / Breaking News Today

La coppia ha già tre bambini che magari si sarebbero aspettati presto di abbracciare un altro bebè. Sarà difficile spiegare loro, adesso che sono molto piccoli, che Ava non arriverà a casa, ma continuerà a vivere in altro modo. Da grandi, però, sarà facile apprezzare quanto grande sia stato il coraggio dei loro genitori ed in particolar modo della madre.

Il parto sarà anticipato per evitare che il feto muoia ed entro la settimana di Natale, seppur per pochissimo tempo, Ava vedrà la luce della vita.

Un grandissimo gesto d’amore di questa madre tanto coraggiosa. Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Madre di 5 figli, incinta di 4 gemelli: ecco come il web la aiuta

Qualunque sia il risvolto che si vuole dare alla vicenda, questa storia ha un solo vincitore: la vita. Già, perchè sarebbe già stato bello il racconto di una famiglia che riesce a superare indenne tutte le criticità e i rischi che un uragano può generare negli Stati Uniti.

Una famiglia non qualunque, ma già numerosa e ravvivata dalla presenza in casa di ben cinque figli.

Tanta gioia ed allegria, se non fosse che la calamità naturale ha spazzato via la loro vecchia casa e adesso sono costretti a vivere in un appartamento non proprio comodissimo per una “comunità” così vasta.

Presto, però, i problemi di “spazi” potrebbero diventare ancora più evidenti. Perchè la coppia di origine afroamericana, residente a Baytown, composta da Ruth e Joshua è pronta ad abbracciare dei nuovi membri.

Non due e neanche tre, ma ben quattro gemelli che amplieranno ulteriormente la “batteria” di figli. Una gravidanza non programmata ed arrivata totalmente a sorpresa, tenuto conto che è stata scoperta solo grazie a degli esami di routine che erano stati fatti da Ruth per misurare il proprio stato di salute.

 Victor, Jacky, Mephis, Sylvia ed Enoch, tutti tra i 10 ed 20 anni, potranno dunque abbracciare nuovi fratellini. E non ci sarà da essere gelosi, dato che l’amore dei genitori è sconfinato e non necessita di essere ripartito.

Le analisi del sangue sono state il primo passo attraverso cui si è poi arrivati a scoprire la presenza di quattro feti nel grembo di Ruth, reduce da una vacanza di un mese in Kenya (terra di origine sua e del marito).

E non è tutto: la gravidanza è risultata in fase piuttosto avanzata, dato che si sarebbe già nel terzo trimestre.

Presto la donna sarà ricoverata e sa che i neonati dovranno restare in terapia intensiva per almeno un mese.

La coppia si è detta determinata a condurre questa ennesima sfida che porterà i genitori a dover gestire ben nove figli, anche se madre e padre hanno già superato i quarant’anni.

Solo successivamente i problemi diventeranno concreti: servirà probabilmente una casa più grande ed anche un sostegno economico importante.

Proprio per questo su GoFoundMe è stata aperta una raccolta fondi per sostenere questa famiglia larghissima.

Si punta a raccogliere cinquantamila dollari e le donazioni sembrano andare a discreta velocità.

La speranza è che questa storia possa davvero avere un finale lieto.

Speriamo che questa bella famiglia possa superare al più presto tutte le difficoltà. Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Gli umili desideri degli anziani di questa casa di riposo stanno commuovendo tutto il web

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Per molti di noi il periodo natalizio rappresenta uno dei momenti più speciali dell’anno, durante il quale la maggior parte delle persone si riunisce con i propri cari, soprattutto con coloro che vivono in altre città o nazioni. Purtroppo, negli ultimi anni, questa bella ricorrenza è diventata più che altro commerciale; i regali costosi che spesso ci scambiamo e di cui, la maggior parte delle volte, non abbiamo nemmeno bisogno portano a chiedersi dove sia finito il vero spirito di condivisione.

Si, la condivisione dovrebbe essere una delle caratteristiche principali di queste giornate, sia con le persone che amiamo e che sono importanti per noi, sia con chi ha poco o, addirittura, nulla. Non si tratta di donare cose che sono al di fuori della nostra portata, bensì si tratta di dare qualcosa che viene direttamente dal nostro cuore. La cosa più importante, rimane comunque quella di dare il giusto valore alle persone che ci circondano e dimostrare loro, per tutto l’anno, quanto siano importanti per noi.

Sfortunatamente, non tutti hanno il privilegio di trascorrere questi giorni in famiglia e di poter sentire il calore di una casa accogliente, ci sono molte persone che sperano in quel piccolo dettaglio che, forse, non hanno mai ricevuto nemmeno negli anni migliori della loro vita.

Le persone che vivono in questa residenza per anziani ci insegnano una grande lezione. Hanno chiesto loro cosa volessero ricevere per Natale e queste sono state le loro risposte:

1 vestito allegro, taglia “L”

1 cappello

1 libro da colorare e Pollo Campero

2 paia di pantaloncini

1 asciugamano per il bagno

Pollo Campero con patate

1 bel grembiule con tasche grandi

Pane dolce e soda

1 bella borsetta

Pettine + una piccola quesadilla (tortilla di mais ripiena di formaggio)

Cerchietti per capelli

1 torta al latte con le fragole

1 abito rosa

1 camicia

Collant maxi

Dolci

Le fotografie sono state pubblicate sul profilo Facebook del “Hogar de Ancianos Narcisa Castillo“, una casa di riposo per anziani che si trova a El Salvador, uno stato dell’America Centrale. Questi signori fanno parte del progetto “Apadrinar una sonrisa” (Sponsorizzare un sorriso), attraverso il quale si sta cercando di trovare delle persone che siano disposte a realizzare i loro piccoli desideri.

Non importa quanto grande o piccolo sia il dono, si accettano tutti i tipi di regali, sia per gli anziani che per l’istituto, di modo che si possa migliorare la qualità della vita degli ospiti.

All’inizio di dicembre, nella casa di riposo è stata fatta una grande festa, in quanto l’azienda “Pollo Campero” ha realizzato il sogno di alcuni di questi signori, offrendo a tutti gli ospiti dell’istituto un menù Campero completo.

Speriamo che sempre più persone possano aprire il proprio cuore per aiutare chi ne ha più bisogno. L’umiltà di queste persone fa riflettere sulle priorità che abbiamo e, soprattutto, ci insegna che non sono gli oggetti a cui dobbiamo dare valore, piuttosto, sono le persone a cui vogliamo bene.

Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere l’iniziativa di questa casa di riposo con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

23 bellissime frasi di Pablo Neruda per innamorati

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Pablo Neruda, definito come “il poeta del XX secolo”, è stato un poeta, diplomatico e politico cileno e nel 1971 ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Ha scritto moltissime poesie dalle quali sono stati estrapolati alcuni frammenti, i quali sono diventati molto celebri in quanto, anche se presi singolarmente, risultano essere delle vere e proprie opere d’arte.

23 bellissime frasi di Pablo Neruda per innamorati

1#  Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera

2# In un bacio saprai tutto ciò che ho taciuto

3# Un giorno da qualche parte, in qualche posto inevitabilmente ti incontrerai con te stesso. E questa, solo questa, può essere la più felice o la più amara delle tue giornate

4# Amore, quante strade per giungere a un bacio, che solitudine errante fino alla tua compagnia

5# Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca. Sembra che gli occhi ti sian volati via e che un bacio ti abbia chiuso la bocca

6# Perché nulla ci leghi che nulla ci unisca

7# Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali

8# Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi

9# Conoscere l’amore di quelli che amiamo è il fuoco che alimenta la vita, ma conoscere l’amore di coloro che non conosciamo è una sensazione ancora più grande e più bella

10# Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi

11# Seminiamo la pianura prima di arare il colle

12# I tuoi grandi occhi son la luce che posseggo delle costellazioni sconfitte, la tua pelle palpita come le strade che percorre la meteora nella pioggia

13# È proibito non sorridere ai problemi, non lottare per quello in cui credi e desistere, per paura

14# In te i fiumi cantano e in essi l’anima mia fugge come tu desideri e verso dove tu vorrai

15# Soffre di più colui che ha aspettato per tutta la vita, o colui che non ha mai aspettato nessuno?

16# È in te l’illusione di ogni giorno

17#  I poeti odiano l’odio e fanno guerra alla guerra

18# La timidezza è una condizione strana dell’anima, una categoria, una dimensione che si apre alla solitudine

19# Perché tutto l’amore mi arriva di colpo quando mi sento triste, e ti sento lontana

20# Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era dentro di sé e che gli mancherà molto

21# Amare è così breve, e dimenticare così lungo

22# Chiedere può essere la vergogna di un minuto, non chiedere può essere il rimpianto di una vita

23# Se niente ci salva dalla morte, che almeno l’amore ci salvi dalla vita.

Si tratta di parole che sanno arrivare dritte al cuore, non credi anche tu? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

La palestra galleggiante di Parigi utilizza l’energia umana per navigare

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Immagina di allenarti in palestra con la possibilità di ammirare il meraviglioso skyline di Parigi direttamente dalle acque della Senna; inoltre, immagina che sia il tuo stesso sforzo fisico ad alimentare l’imbarcazione su cui ti trovi.

Sembra una cosa impossibile, ma in realtà si tratta di un vero e proprio progetto ideato dallo studio Carlo Ratti Associati in collaborazione con Fitness Technogym, Terreform ONE e URBEM che prende il nome di “Paris Navigating Gym“.

La barca è simile ad un bateu-mouche, il caratteristico traghetto utilizzato per il turismo fluviale a Parigi, è lunga 20 metri e può ospitare fino a 45 persone, le quali, mediante l’utilizzo di spin bike e cross trainer, forniranno l’energia necessaria per far muovere lungo il fiume questa particolare palestra galleggiante.

Le pareti dell’imbarcazione sono fatte di vetro trasparente e consentono una straordinaria vista del panorama cittadino, d’estate questi vetri si possono aprire ed, oltre a tutto questo, all’interno sono installati degli schermi dotati di tecnologia AR (realtà aumentata) che forniscono ai passeggeri i dati relativi al loro allenamento come, per esempio, la quantità di energia che si sta producendo ed i dati che riguardano le condizioni della Senna che vengono rilevati dai sensori in tempo reale.

Il progetto è nato per offrire una nuova esperienza urbana e per permettere ai parigini di poter “abitare” il fiume tutto l’anno; inoltre, fornisce un modo concreto e tangibile per sperimentare e per vedere con i propri occhi quanta energia è possibile sviluppare con il movimento del corpo umano.

 

Si spera che ben presto questo progetto possa “salpare” e diventare realtà, non solo a Parigi, ma anche in altre città.

Ti piacerebbe allenarti in una palestra così? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Durante l’esibizione parte la canzone preferita del cavallo, ciò che fa dopo sorprende il pubblico

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Spesso e volentieri visualizziamo dei video dove si vedono degli animali che fanno cose fantastiche e divertenti; questo cavallo non è da meno, anzi, ha dimostrato ampiamente di avere le doti di un grande ballerino e la sua destrezza nel compiere determinati movimenti ha letteralmente sorpreso il pubblico.

Clydesdale: un esemplare più unico che raro

 

Il maestoso cavallo appartenente alla razza Clydesdale è noto per la sua grazia, tanto è vero che spesso lo si può ammirare proprio quando intrattiene il pubblico con le sue impeccabili performance; inoltre gli esemplari di questa razza sono dotati di un udito eccellente che li rendono molto sensibili all’ascolto della musica e in alcuni casi, come questo, sono portati anche a ballare.

Nel video qui sotto possiamo ammirare il protagonista della vicenda ritagliarsi un ruolo di primo piano nell’esibizione: lui si trova al centro ed è circondato da dei ragazzi che ballano in perfetta sincronia tra di loro. Non appena parte la sua canzone preferita, Achy Breaky Heart di Billy Ray Circus, il cavallo inizia a ballare e la folla rimane stupita dalla bravura con cui segue il ritmo, non a caso il pubblico comincia a divertirsi fin dall’ inizio dell’esibizione.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=11&v=HuYV5VhHzvM

Non appena ho visto il video non ho potuto che meravigliarmi: le straordinarie doti del cavallo hanno fatto da motore ad una serata indimenticabile come quella che hanno vissuto gli spettatori. Il cavallo è stato un autentico fenomeno da palcoscenico e tutto questo mi ha rallegrato e regalato un sorriso.

Cosa ne pensi di questo magnifico spettacolo? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questo divertente video con i tuoi amici. e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un depravato aggredisce una donna che fa jogging nel bosco. Ma presto lei si gira e lui capisce l’errore

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Viviamo in un mondo malato, nel quale le donne devono vivere nel timore e dove molte volte hanno persino paura di stare da sole fuori casa.

Sfortunatamente però la realtà è questa. Probabilmente, a nessuna donna piace l’idea di dover attraversare un parco poco illuminato perché, anche se la maggior parte delle violenze avvengono tra le mura di casa, si preoccuperà sempre del fatto che potrebbe esserci qualche malintenzionato ad aspettarla dietro l’angolo per aggredirla.

Questo incubo è diventato realtà per una donna di Seattle, negli Stati Uniti. Un giorno, mentre stava facendo jogging, un uomo l’ha aggredita ed ha cercato di violentarla. Ma l’aggressore ancora non sapeva con chi aveva a che fare.

Era una normale domenica pomeriggio di primavera.

La giovane donna, Jelly Herron, era uscita a correre, si stava allenando per partecipare ad una maratona.

Instagram / run_kiwi-run

Quando Kelly aveva già percorso all’incirca 6 Km, si fermò per rinfrescarsi in un bagno pubblico all’interno del parco.

Improvvisamente, mentre si stava lavando le mani, qualcuno la attaccò alle spalle.

Un uomo si era nascosto e stava aspettando che entrasse una donna sola di modo da poterla aggredire.

Instagram / run_kiwi-run

L’uomo spinse Kelly a terra ed iniziò a picchiarla. Però quel giorno il depravato non vinse.

Invece di farsi prendere dal panico e rimanere congelata, Kelly riuscì a fare qualcosa di incredibile. Raccolse tutte le sue forze, gridò: “OGGI NO, DISGRAZIATO!” e si difese.

Gli ho graffiato la faccia, l’ho picchiato ed ho cercato disperatamente di fuggire, senza darmi per vinta“, scrive Kelly Herron su Instagram.

Instagram / run_kiwi-run

Ma non era finita qui.

Ciò che l’uomo non sapeva, era che Kelly aveva preso delle lezioni di difesa personale. In quel momento mise in pratica tutte le tattiche che le avevano insegnato e riuscì a vincere.

Riuscì a rimettersi in piedi ed a spingere l’uomo all’interno del bagno, dopodiché lo rinchiuse.

Instagram / run_kiwi-run

L’aggressore rimase chiuso all’interno del bagno fino all’arrivo della polizia che lo arrestò.

Mi hanno ricucito il viso, il mio corpo è pieno di ematomi, però il mio spirito è intatto“, ha scritto su Instagram.

L’uomo venne arrestato ccon l’accusa di tentata violenza. Mentre Kelly, beh lei è una lottatrice incredibile che con tutta se stessa ha dimostrato che il suo corpo non appartiene a nessuno!

Instagram / run_kiwi-run

Kelly ha condiviso la propria storia su Instagram, dove continua ad incoraggiare tutte le donne a lottare e ad essere pronte per qualsiasi evenienza attraverso dei corsi di difesa personale.

Instagram / run_kiwi-run

Tu hai frequentato questi tipi di corsi? Raccontaci la tua esperienza con un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia a lieto fine con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Per la scienza bere tè caldo potrebbe fare bene alla salute: ecco perché

Un tè con gli amici risulta essere un piacevole momento di condivisione di ricordi, progetti ed emozioni. Ma può diventare anche un’occasione per coltivare la propria salute.

Già, perché un recente studio scientifico rivela che bere tè caldo contribuisce a preservare uno dei sensi dell’uomo: la vista.

Il rischio che verrebbe allontanato sarebbe quello del glaucoma, una patologia dell’occhio che può condurre anche alla cecità. Si tratta di un dato che sarebbe frutto di studi, sebbene allo stato attuale non è stato possibile isolare quale sia l’agente benefico dell’infuso o se comunque ci sia una reale correlazione medica.

Il glaucoma è una particolare condizione in cui cresce in maniera anomala la pressione dei fluidi, portando danni al nervo ottico. E soprattutto se trascurato chi ne incappa potrebbe rischiare addirittura la cecità. Si stima che circa 58 milioni di persone debbano fare i conti con questa patologia che affligge principalmente le persone che sono avanti con l’età, sebbene negli ultimi tempi non manchino giovani e bambini costretti a fare i conti con esso.

Molte persone sono ignare di averlo.

E mentre i ricercatori erano impegnati a trovare il legame tra la caffeina ed il suo ruolo nell’economia della pressione oculare, hanno potuto appurare che il tè caldo ha un effetto benefico nel contrasto al glaucoma.

La ricerca, riportata dal British Journal of Opthamology, è basata su 1678 casi, estrapolati da alcuni dati relativi alla nutrizione della popolazione negli anni 2005-2006 che all’epoca avessero 40 anni o più.

Tra le domande fatte per analizzare le abitudini alimentari della popolazione americana c’erano quelle ralative al consumo di caffè, di tè caldo e tè freddo.

Lo studio ha messo in evidenza il fatto che tra gli 84 casi di glaucoma emersi nel campione, chi beveva almeno 6 tazze di tè caldo aveva il 74% di possibilità in meno di subire il problema.

Il team di esperti ha comunque messo in evidenza che non si tratta di un fatto meramente statistico, tenuto conto che alcune piante come i flavonoidi e gli antiossidanti che si trovano nel tè offrono realmente un effetto protettivo.

Prima, però, di trarre conclusioni definitive, i ricercatori fanno sapere che occorre approfondire molti aspetti, tra cui la necessità di perpetuare la ricerca nel tempo senza limitarla ad un singolo periodo.

Tra i consigli che vengono riportati c’è quello di consumare il tè senza lo zucchero, in maniera tale da rendere ancor più benefico e ipocalorico il consumo di una bevanda che non sembra avere alcun tipo di particolare controindicazione.

I super bambini dimenticati da tutti e nati da un progetto nazista, il terribile programma Lebensborn

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Il Nazismo è stato uno dei periodi più oscuri del mondo contemporaneo, anzi, molto probabilmente esso rappresenta il periodo più buio che il mondo abbia mai conosciuto; basti pensare agli innumerevoli massacri e agli atroci esperimenti messi in atto da medici senza cuore e senza anima; ciononostante la realtà di quell’epoca è ancora, per alcuni versi, sconosciuta poichè una gran parte della documentazione è stata distrutta durante le fasi finali della guerra lasciando nel dimenticatoio alcuni progetti messi in atto dal regime del terzo reich.

Progetto Lebensborn: un progetto oscuro

Uno di questi è il progetto “Lebensborn”, che in tedesco vuol dire “Sorgente di vita“. Questa iniziativa ha preso il via in Germania da un’idea di Heinrich Himmler, allora a capo delle SS. Lo scopo del progetto era quello di incrementare le nascite di bambini di “razza pura”.

Come funzionava?

Le donne tedesche potevano partecipare al progetto accettando di farsi ingravidare da uno degli 8mila ufficiali delle SS che erano disponibili a procreare i super bambini. Non è possibile sapere con esattezza se le donne avessero accettato spontaneamente di farsi ingravidare o se invece furono costrette o indottrinate a farlo, giustificando tali azioni come se tutto questo fosse per il bene supremo della Germania. Comunque sia, solo l’organizzazione aveva il potere di decidere se il bambino sarebbe potuto rimanere con la propria madre naturale, oppure essere dato in adozione.

Il curioso caso dei bambini norvegesi

I nazisti  portarono avanti il progetto riuscendo ad aprire molti istituti nei diversi territori occupati durante il reich. In questa circostanza sembrerebbe che a quei tempi i bambini norvegesi venissero addirittura preferiti a quelli tedeschi (specialmente quelli del sud della Germania); il motivo di questa preferenza è dato dal fatto che le loro caratteristiche fisiche erano più appetibili perché riuscivano a soddisfare maggiormente i criteri “ariani”.

Cambio di rotta e ricorso massivo ai rapimenti

Molti bambini nacquero grazie a questo sconvolgente progetto. Tuttavia dopo il 1939 Himmler stesso decise di seguire regole meno rigide riguardanti i criteri per la selezione della razza: fu dopo questo cambio di rotta che ci fu un aumento del numero dei rapimenti di bambini; quest’ultimi venivano presi anche da paesi come la Romania, la Polonia, la Jugoslavia e la Russia, l’importante era che il loro aspetto richiamasse un po’ i tratti ariani. Dopo il rapimento seguiva un periodo di rieducazione e di “germanizzazione”. Dopo quel periodo si tracciava una netta distinzione tra i bambini rapiti: chi veniva ritenuto idoneo poteva essere adottato da una famiglia tedesca, mentre gli altri, purtroppo, venivano mandati nei campi di concentramento.

Cos’è successo dopo la fine del terzo reich?

Una volta che finì la guerra, la maggior parte di questi bimbi andò incontro ad un destino crudele: a seguito della distruzione di moltissimi documenti tantissimi bambini non riuscirono più a ricongiungersi con le loro vere famiglie.

Il destino fu ancora più duro per i 14 mila figli di Lebensborn nati in Norvegia poiché la Cia perpetrò abusi, maltrattamenti ed ingiustizie nei loro confronti; il tutto fu giustificato (dalla Cia stessa) dai timori che questi bambini potessero ricreare un altro reich, poiché il loro aspetto fisico era ritenuto un autentico richiamo all’ideologia ariana. Solo nel 2007, 154 di queste persone si fecero avanti sottoponendo il proprio caso al Tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo; purtroppo però la loro richiesta di risarcimento venne negata in quanto presentata troppo tardi.

Le vicende appena narrate testimoniano il fatto che ci sono ancora molti capitoli della storia rimasti celati all’opinione pubblica e, purtroppo, ancora oggi molte vittime stanno ancora cercando giustizia.

Avevi mai sentito parlare dei super bambini di Lebensborn? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Lui ha 65 anni e lei 12. Ora guarda la reazione delle persone quando si sposano

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Può essere un vicino, un compagno di scuola o un collega. Un amico, un conoscente o un membro della famiglia.

Secondo un rapporto di Save the Children, nel mondo, all’anno, si sposano circa 4 milioni di bambine. Questo vale a dire che ogni sette secondi una bambina che ha meno di 15 anni si sposa.

Le stime dell’Unicef, riferite all’anno 2012, affermano che a livello mondiale più del 40% delle donne, circa 400 milioni tra i 20 ed i 49 anni di età, si sono sposate prima di compiere 18 anni. Sempre a livello globale (escludendo la Cina) una donna su tre, di età compresa tra i 20 ed i 24 anni, si è sposata prima della maggiore età e tra loro sono circa 23 milioni quelle che si sono sposate prima dei 15 anni.

Queste persone vengono private dell’infanzia, si nega loro l’educazione, vengono esposte a gavidanze premature e perdono la capacità di decidere sulle proprie vite.

Può sembrare un qualcosa di molto lontano da noi, una cosa che non potrebbe mai accadere in un paese sviluppato e, per questo, non ci si pensa. Però, come reagirebbero le persone se tutto questo dovesse accadere in pieno giorno e sotto gli occhi di tutti in una città come New York?

Accade continuamente, in tutto il mondo. Per rendere consapevoli più persone possibili che si tratta di un problema che esiste realmente, Coby Persin, un utente di Youtube, ha deciso di fare un esperimento sociale.

Ciò che si vede nel video non è reale. Però si tratta di un filmato molto interessante che merita di essere visto.

Coby ha organizzato un finto matrimonio tra una bimba di 12 anni ed un uomo di 65. Il giovane voleva vedere come avrebbero reagito le persone di fronte ad una cosa del genere.

Il video è girato a Time Square nella città di New York.

Nell’esperimento Coby interpreta il fotografo che scatta le foto del matrimonio tra un uomo di 65 anni e la sua giovanissima moglie di soli 12 anni.

I due sposi si mettono in posa per le foto e si prendono per mano. Lui sorride, mentre lei ha lo sguardo triste e fissa per terra.

All’inizio la gente che passa si ferma e guarda stupita.

Però, più l’esperimento va avanti e più le persone si arrabbiano e manifestano il proprio pensiero.

Diverse persone affrontano direttamente l’uomo.

Una donna chiede dove sia la mamma della bambina, altri gli fanno notare che è molto piccola ed altri ancora chiedono come possa fare una cosa del genere.

Le persone manifestano chiaramente il loro disappunto dicendo frasi del tipo: “È illegale”, “Fai schifo”, “Sei malato”, “È una porcheria”.

Una donna ha anche cercato di allontanare la bambina dall’uomo.

In alcune occasioni la tensione è palpabile ed i toni si fanno pesanti.

È chiaro che gli abitanti di New York non accettano in nessun modo il fatto che una bambina possa sposare un uomo anziano.

Nel seguente video è possibile vedere l’esperimento sociale, è in lingua inglese ma è comunque semplice interpretare le reazioni delle persone. Si tratta di un qualcosa su cui tutti noi dovremmo riflettere.

Ogni sette secondi una bimba è obbligata a sposarsi. Questo deve finire al più presto.

Condividi con i tuoi amici per creare maggiore consapevolezza su questo problema.

Tutte le bambine hanno il diritto di decidere sulla propria vita, non lo pensi anche tu?

20 fotografie di animali con i propri figli che ti scioglieranno il cuore

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L’amore di un genitore per i propri figli non conosce limiti, né nel nostro mondo né in quello animale.

In queste immagini possiamo vedere come le diverse specie animali si prendono cura dei propri cuccioli, proprio come hanno fatto con noi le nostre mamme, i nostri papà e le nostre famiglie.

Giochi, abbracci, coccole, baci e un’infinità di preziosi istanti di puro amore e protezione.

Esistono alcuni animali come per esempio gli elefanti che, nel corso della loro vita, hanno pochi figli ed il tempo che trascorrono insieme a loro è maggiore rispetto ad altre specie, questo li rende molto più simili al nostro modo di procreare.

Questo tipo di educazione ha una maggiore risposta evolutiva, in quanto i cuccioli che vengono più seguiti e protetti dai propri genitori hanno più possibilità di sopravvivere in confronto ad altri.

Se, al contrario, i genitori hanno un numero elevato di figli, tende a prevalere la quantità rispetto alla qualità per quanto riguarda la sopravvivenza.

Esistono complessi sistemi sociali tra alcuni esseri viventi, gli elefanti per esempio seguono una gerarchia molto particolare e vivono in branchi di circa 30 individui che sono strettamente imparentati tra loro.

Questi legami tanto affettuosi sono fondamentali per la salute e la sopravvivenza sia individuale che del gruppo.

Gli orsi bruni stanno con la propria madre dai due ai quattro anni ed imparano le varie tecniche di sopravvivenza.

Nel regno dei felini succede qualcosa di simile: pochi cuccioli e tanta dedizione per garantire la loro sopravvivenza.

I pinguini formano delle grandi colonie nelle quali tutti si prendono cura di tutti e lasciano i piccoli al centro del gruppo per proteggerli sia dal freddo che dall’attacco di possibili predatori.

Che bella la natura, cosa ne pensi di queste meravigliose fotografie? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste dolcissime immagini con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

7 esercizi per avere un cervello sano

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Tutti sappiamo molto bene quanto sia importante prenderci cura della nostra salute, però sono poche le volte che ci concentriamo sul benessere di uno dei nostri organi principali, il cervello. Con alcune accortezze possiamo fare in modo di garantire il suo buon funzionamento fino alla vecchiaia.

Di seguito 7 esercizi per mantenere in forma il cervello:

1# Fai esercizio fisico

Perché ritarda la morte dei neuroni e favorisce lo sviluppo di nuovi all’interno dell’ippocampo, responsabile dell’apprendimento e della memoria. Al contrario, la sedentarietà fisica si associa a quella mentale e ad un maggior rischio di deterioramento cognitivo. Inoltre, l’attività fisica aiuta a combattere lo stress, agisce come ricompensa per il cervello e ci protegge dal rischio di cadere in dipendenze.

2# Mangia bene

Alti livelli di glucosio e colesterolo danneggiano il cervello. Diversi studi hanno definito il Morbo di Alzheimer come diabete di tipo 3, nel quale la resistenza all’insulina ostacola il lavoro delle cellule cerebrali.

3# Smetti di fumare

Se i tuoi polmoni perdono capacità (quel fiatone che ti impedisce di salire le scale rapidamente o di percorrere una strada in salita a passo sostenuto), il tuo cervello riceve meno ossigeno, lavora peggio ed i tuoi neuroni ne risentono.

4# Non è mai troppo tardi per imparare un’altra lingua

Il cervello degli adulti che iniziano ad imparare una nuova lingua aumenta di spessore in determinate regioni della corteccia relative all’elaborazione acustica, alla comprensione ed all’articolazione delle parole, inoltre favorisce anche la produzione di cellule nell’ippocampo. Oltre a questo, l’essere bilingue aumenta la riserva cognitiva che conferisce una certa protezione contro l’Alzheimer. Più si pratica la seconda lingua, più il cervello acquisisce abilità e resistenza.

5# Leggi, leggi e leggi

La lettura è uno dei migliori esercizi per mantenere il cervello in forma, in quanto aumenta la capacità di concentrazione, promuove l’empatia, favorisce la connessione tra neuroni e, se si tratta di un’abitudine frequente, è molto utile per evitare la perdita delle funzioni cognitive legate all’avanzare dell’età. I benefici aumentano se leggi in un’altra lingua e prendi due piccioni con una fava se segui i punti 4 e 5.

6# Vai in campagna ogni volta che puoi

Da decenni i neuroscienziati sospettano che vivere in città, oltre a favorire malattie croniche, potrebbe danneggiare anche la nostra salute mentale. Ansia, stress e depressione hanno più probabilità di manifestarsi nell’ambiente urbano.

7# Rilassati

Lo stress invecchia, uccide le cellule cerebrali e accorcia i telomeri (sequenze di Dna che proteggono le estremità dei cromosomi), i quali sono stati associati ad alcuni tipi di patologie neurodegenerative.

Suggerimenti: incoraggia le tue relazioni sociali, pratica hobby e medita, perché secondo recenti studi la meditazione rafforza il cervello.

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I bambini di Lidice. Tutte le persone che li guardano negli occhi scoprono la loro tragica storia

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La scultura che si trova a Lidice, un comune della Repubblica Ceca, ci ricorda l’epoca oscura della Seconda Guerra Mondiale ed il regno del terrore di Hitler.

Nel 1942, il generale tedesco Reinhard Heydrich venne gravemente ferito a causa di un attentato da parte di alcuni membri dell’esercito cecoslovacco e morì pochi giorni dopo all’ospedale di Praga. Per vendicare la morte del gerarca, i tedeschi decisero di radere letteralmente al suolo il villaggio di Lidice e, con lui, tutti i suoi abitanti.

Persino le macerie vennero rimosse dalla zona, in quanto il villaggio doveva essere definitivamente cancellato dalle cartine geografiche. Nonostontante alcuni partigiani vivessero realmente nel villaggio, ancora oggi non esiste alcuna prova che collega Lidice all’attentato di Heydrich; all’epoca, però, la stampa tedesca dette moltissima voce alla notizia, di modo da intimorire qualsiasi tipo di cospirazione.

Il 10 giugno del 1942 i soldati nazisti distrussero tutto ciò che incontrarono sulla propria strada. Separarono gli uomini dalle donne e dai bambini, dopodiché portarono tutti i 192 maschi maggiori di 15 anni in un granaio e li fucilarono a gruppi di dieci. La strage durò per cinque ore.

Cosa successe al resto degli abitanti?

Dopo aver assassinato tutti gli uomini, il 12 giugno, le 198 donne di Lidice vennero separate anche dai bambini e vennero fatte salire su dei treni speciali che le portarono nel campo di concentramento di Ravensbrück; una volta lì, 35 di loro vennero trasferite ad Auschwitz poiché ritenute adatte per essere sottoposte ad esperimenti medici.

I 99 bambini di età compresa tra 1 e 15 anni furono portati in Polonia, nell’area tessile di Łódź. 17 di loro vennero adottati da famiglie tedesche perché adatti alla “germanizzazione”, mentre gli 82 rimasti, su ordine del Führer, furono trasferiti nel campo di sterminio di Chełmno e si pensa che, quasi tutti, vennero uccisi con il gas il giorno stesso.

Alla fine della guerra, solo 143 donne riuscirono a sopravvivere ed a ritornare in patria, alcune di loro in condizioni di salute molto gravi. Dopo diversi anni anche i 17 bambini prescelti per la “germanizzazione” vennero rintracciati e ritornarono insieme alle proprie famiglie. Nel 1949 Lidice venne ricostruita in prossimità del vecchio villaggio raso al suolo.

Il monumento dei bambini di Lidice

Negli anni ’60, un’artista di nome Marie Uchytilová decise, senza ricevere nessun incarico, di fare un monumento in memoria ai bambini di Lidice. Purtroppo, la donna non disponeva delle risorse economiche sufficienti per poter portare a termine il proprio progetto, ma nel corso degli anni ricevette diverse donazioni e circa a metà degli anni ’90, dopo la sua morte, un’ingente somma donata dalla città danese di Albertslund ha finalmente potuto dare una svolta per la realizzazione del sogno di questa donna.

La scultura è stata completata nel giugno del 2000, ben 30 anni dopo l’inizio del grande lavoro di Marie.

È impossibile non commuoversi guardando gli 82 bambini rappresentati in questo monumento così significativo. Nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare un avvenimento del genere e anche se da allora sono trascorsi molti anni, sembra che il genere umano non sia ancora riuscito ad imparare che tutti hanno il diritto di essere rispettati senza alcuna distinzione.

Conoscevi la storia di questi bambini? Hai avuto modo di visitare la meravigliosa scultura? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

La scienza conferma che i cani possono riconoscere le persone cattive

Al mondo ci sono miliardi di uomini e di donne. Non tutti sono animati da buoni sentimenti, dato che di malintenzionati se ne sente parlare ogni giorno.

Anche se, a volte, più che degli estranei c’è il rischio che il peggio ce lo si possa trovare attorno, con gente di cui si credeva ci si potesse fidare e che invece si rivela tutt’altro.

“Le persone non cambiano, si rivelano“. David Lynch non avrebbe potuto interpretare meglio il concetto e per scoprire cosa c’è sotto la maschera che ogni uomo indossa bisogna affidarsi a chi di, umano, almeno in teoria avrebbe poco.

Già, perchè uno studio condotto dall’università di Hokkaido, in Giappone, avrebbe scoperto che l’olfatto dei cani sarebbe in grado di capire quali sono le intenzioni di una persona.

Innanzitutto, a quanto pare, ci sarebbero razze più affidabili di altre, ma esisterebbe un motivo preciso per il quale alcuni esponenti canini abbaino apparentemente senza motivo di fronte a dei perfetti sconosciuti.

I cani, secondo i test effettuati, difficilmente avrebbero abbaiato nei confronti di persone gentili, mentre avrebbero scatenato le loro “voci” contro chi nascondeva un animo sleale.

Una delle situazioni studiate risultava piuttosto chiara: un soggetto veniva messo in possesso di un contenitore da aprire e a lui si affiancava un’altra persona. In un caso questo secondo protagonista aiutava l’altro, nell’altro negava il suo aiuto.  Manco a dirlo il cane abbaiava solo nel secondo caso ed in direzione di chi si disinteressava di aiutare l’altro.

L’ “esame”, tra l’altro, veniva effettuato in un secondo momento. Dopo che ogni cane assisteva alle due vicende, tutti e quattro i protagonisti del test venivano messi di fronte all’esaminatore canino. La positività nell’atteggiamento del quadrupede veniva riscontrata solo verso i protagonisti del primo caso.

La conclusione degli esperti ha portato a dire che il “sesto senso” dei cani riuscirebbe a scrutare la capacità delle persone di essere solidali. Ed anzi avrebbero la capacità di giudicare gli esseri umani in base ai loro comportamenti.

La dottoressa Pineda, dell’Università Complutense di Madrid, inoltre ha sottolineato quanto i cani siano empatici.
La loro capacità di interpretare il linguaggio del corpo degli uomini è stata comprovata ed attraverso questa sono in grado di distinguere quando si è arrabbiati, felici o se si sta male.

Persino il tono di voce o l’odore risultano a loro diversi a seconda di quella che è la situazione che si vive. E non si tratterebbe di sensazioni “umorali” o dettate dal momento, ma dalla capacità di immagazzinare le informazioni nel lungo periodo.

Anche il tuo cane ti ha messo in guardia su persone da cui dovevi stare alla larga? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Le persone intelligenti sono anche le più solitarie ed hanno pochi amici. Lo rivela uno studio

La mente umana è un orto che va coltivato anche e soprattutto con l’esperienza. Quella che ti regala una fase specifica della vita, un viaggio, la lettura di un libro ed il confronto con le altre persone.

Stare in mezzo alla gente, frequentare luoghi che ti permettono di avere a che fare con uomini e donne, rappresentano indubbiamente mezzi per arricchirsi.

Frequentare un  salotto intellettuale o attorniarsi di tante persone contribuisce innegabilmente ad innalzare il livello culturale e probabilmente anche l’intelligenza di una persona.

C’è però un dato che va preso in considerazione e che pone l’accento su un fatto insolito: le persone intelligenti hanno pochi amici.

Ognuno nel corso della propria vita ha avuto modo di intraprendere legami privilegiati con alcune persone che, nel tempo, sono diventate considerabili come amici. Rapporti che in alcuni casi nascono fin da bambini e che riescono a superare i limiti che vengono imposti dal tempo che passa.

Uno studio di psicologia condotto dagli esperti Satoshi Kanazawa e Norman Lee, ha però portato alla luce una verità che, teoricamente, non potrebbe essere messa in discussione, poiché basata su parametri oggettivi rappresentati dai numeri.

Oggetto dello studio sono state circa sedicimila persone tra i 18 ed i 28 anni. Il dato si è basato su un campione piuttosto eterogeneo e scelto senza particolarità relative a provenienza, contesto, ceto sociale o qualcos’altro. Tra questi, coloro i quali potevano vantare un quoziente intellettivo più alto avrebbero una minore predisposizione ed anche necessità di interagire con gli altri.

L’interazione con il mondo esterno, infatti, risulterebbe finire in secondo piano rispetto alla naturale predisposizione a svolgere attività che risultino più produttive di quelle che le pone in contatto con altri individui. Viceversa, chi ha un quoziente intellettivo più basso trae beneficio nel coltivare in maniera costante la propria vita sociale.

Di fronte ai dati, naturalmente, non si può che prenderne atto, ma va sottolineato che il risultato potrebbe essere considerato fin troppo sommario.  Ad esempio siamo sicuri che un appassionato di astrofisica troverebbe poco produttivo organizzare una giornata di studio con un gruppo di amici che coltivano la stessa passione?

Da esempi di questo tipo si può trarre l’idea che le persone intelligenti potrebbero avere una maggiore caratteristica selettiva nei confronti delle attività di gruppo.

Cosa ne pensi dei risultati di questa ricerca? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste informazioni e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Un uomo deve ritirare i soldi al bancomat, improvvisamente nota qualcosa con la mano ed entra in banca correndo

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Non è che sia così facile trovare dei soldi per caso, però a volte può capitare. E se così fosse, tu cosa faresti con questo denaro?

A Bobby Puryeas è successo ed ha fatto la sua scelta. Un giorno doveva ritirare dei soldi e quando si avvicinò allo sportello automatico vide che c’erano delle banconote abbandonate. Pensò allora che la persona che aveva ritirato prima di lui li avesse dimenticati e così li prese.

Erano ben 500 dollari americani, strano che qualcuno avesse ritirato e dimenticato tanto denaro.

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Bobby voleva restituire il denaro al suo legittimo proprietario ed entrò in banca, però la cassiera non volle accettare i soldi e chiamò il direttore.

Nemmeno il capo sapeva cosa fare con quei soldi e Bobby al quel punto chiese loro di controllare chi fosse il cliente che aveva utilizzato lo sportello prima di lui. Il direttore disse che avrebbero verificato e presero i dati di contatto di Bobby per fargli avere notizie.

Il giorno dopo Bobby ricevette una chiamata dalla banca.

Erano riusciti ad identificare la persona che aveva utilizzato il bancomat e risultava essere un’anziana signora di 92 anni di nome Edith.

Edith era andata a ritirare il denaro per pagare l’affitto di 480 dollari, ma appoggiò per un attimo le banconote e si dimenticò di riprenderle.

Edith era talmente felice quando le dissero che Bobby aveva trovato i suoi soldi che decise di dargli i 20 dollari rimanenti per ringraziarlo; dopo aver pagato l’affitto sarebbero stati gli unici soldi che le rimanevano per arrivare alla fine del mese.

Ma Bobby non accettò il denaro, anzi gli venne un’altra idea. Chiamò la banca e disse loro di trasferire 200 dollari dal proprio conto a quello della signora.

Mentre stava telefonando, un suo collega di lavoro lo sentì ed anche lui volle donare 100 dollari alla signora.

In banca si era sparsa la voce del bellissimo gesto di Bobby e diversi impiegati decisero di fare una colletta per aiutare Edith, riuscirono a raccogliere ben 300 dollari.

Dopodiché, Bobby ha scritto un post sul proprio profilo di Facebook nel quale ha raccontato tutta la vicenda, il quale ben presto è diventato virale ed ha raggiunto più di 150 mila condivisioni.

La donna è stata molto fortunata a trovare un uomo onesto e generoso come Bobby, oltre ad aver recuperato i propri 500 dollari ne ha ricevuti 600 in più.

Anche se lui stesso non disponeva di molto denaro, non poteva permettere che Edith rimanesse senza soldi. Dopo alcuni giorni, Bobby attraverso un altro post ha voluto ringraziare tutte le persone che si sono complimentate con lui ed ha anche detto di aver invitato Edith per la festa del ringraziamento.

Inoltre, l’uomo ha anche contattato un’associazione di volontariato che si prende cura delle persone anziane perché potessero aiutare anche Edith. Queste persone le fanno visita quotidianamente e Bobby si è raccomandato con loro di chimarlo nel caso in cui Edith abbia bisogno di qualsiasi tipo di aiuto.

Nessuno di noi può aiutare tutte le persone che sono in difficoltà, però tutti noi possiamo aiutare qualcuno.

Cosa ne pensi del gesto di questo uomo generoso? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa bella storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Dare un colpetto sul cofano della tua auto prima di accenderla può salvare una vita

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In questi giorni in cui molte zone sono colpite da un freddo intenso gli animali che vivono per la strada, soprattutto i gatti, cercano un rifugio nel vano motore o tra gli pneumatici e la carrozzeria delle automobili per ripararsi dalla pioggia e dalle basse temperature.

Per questo motivo sarebbe bene controllare la nostra macchina prima di partire, in quanto molto spesso questa situazione può passare inosservata.

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In pratica, è sufficiente un piccolo colpetto sul cofano, così nel caso in cui ci fosse un animale nascosto si accorgerebbe della nostra presenza e scapperebbe. A volte possono dormire tanto profondamente da non sentire il rumore della portiera, ma dando un colpetto sul cofano daremo loro il tempo di reagire prima di accendere il motore.

La Guardia Civil spagnola ha pensato di avvisare tutti i cittadini attraverso un Tweet, di modo che si possano evitare degli spiacevoli incidenti.

Il Tweet dice:

“Hai visto che con il freddo i gatti randagi si rifugiano sotto le macchine?
Guarda prima di partire… salverai loro la vita!”

Ti è mai capitato? Lasciaci un commento e se pensi che questo consiglio sia utile condividilo con i tuoi amici e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.