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Guarda come puoi eliminare il muco ed il catarro dalla gola e dai polmoni

Uno dei sistemi più complessi del corpo umano è quello respiratorio. Il sistema respiratorio ha la responsabilità di amministrare l’aria che respiriamo per fare in modo che l’ossigeno arrivi in tutto il nostro organismo.

Purtroppo siamo consapevoli che l’aria che respiriamo, molto spesso, è inquinata. Inaliamo quotidianamente elementi tossici che possono danneggiare i nostri polmoni ed in alcuni casi anche il sistema nervoso.

Anche le cattive abitudini possono avere degli effetti negativi sulla nostra salute e per questo motivo, al giorno d’oggi, molte persone soffrono di diversi tipi di patologie. Di seguito puoi trovare la ricetta di un antico ma efficace rimedio naturale per curare la tosse. Tuttavia, quando si manifestano i sintomi di un problema di salute, la cosa migliore è quella di sottoporsi al controllo di un medico.

Oltre ad aiutare a pulire i polmoni ed a curare l’influenza, ha un sapore davvero buono e la cosa ancora migliore è che, probabilmente, hai già a disposizione in casa gli ingredienti che servono per preparare questo fantastico rimedio naturale.

Rimedio naturale che aiuta il sistema respiratorio

Ingredienti:

  • 4 cucchiai di miele;
  • 1/2 kg di carote.

Preparazione:

Prima di tutto bisogna lavare bene le carote, aggiungendo un po’ di aceto per disinfettarle. Dopodiché dovranno essere tagliate a piccoli pezzi e versate in una pentola piena di acqua calda.

Far bollire le carote per diversi minuti, fino a che non raggiungono una consistenza morbida. Non buttare l’acqua di cottura. Una volta che le carote si saranno raffreddate bisognerà schiacciarle con una forchetta per ottenere una purea.

Aggiungere i 4 cucchiai di miele all’acqua di cottura delle carote e mescolare bene, aggiungere la purea di carote e conservare in frigorifero.

Metodo di consumo:

Si raccomanda di assumere 3 cucchiai di questo efficace rimedio dopo ogni pasto ed in breve tempo si noterà la differenza.

Lo conoscevi già? Condividilo con i tuoi amici di modo che anche loro possano usufruire di questo rimedio che ci offre la natura e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Gli uomini calvi sono più attraenti e mascolini, lo dimostrano gli studi scientifici

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Un recente studio afferma che gli uomini pelati sono percepiti come estremamente virili e mascolini; quindi tutto ok se sei calvo, anzi… potresti sposare l’idea di raderti tu stesso; in ogni caso è categoricamente vietato nascondere segni di calvizie, perciò ciò basta usare il pettine per distribuire uniformemente i capelli (con l’intento di nascondere eventuali diradamenti) ed è sconsigliatissimo usare il parrucchino. Le femmine percepiscono negli uomini con la testa rasata una maggiore sicurezza.

Gli uomini diventeranno calvi (in un modo o nell’altro)

Secondo l’associazione americana per la perdita dei capelli quasi il 70% degli uomini perderanno diversi capelli già a ridosso dei 30 anni mentre una percentuale che sfiorerà il 90% varrà per chi avrà 50 anni. Anche i giovanissimi non sono esclusi da questo fenomeno seppur in quantità minori (e con la compartecipazione di vari problemi psicologici).

Ciononostante non c’è nulla di cui preoccuparsi, suggeriamo agli uomini (specialmente chi è predisposto ai diradamenti) a radersi la testa. La società stessa (ora) ha accettato il fatto che le persone si radono completamente la testa, tanto è vero che (ormai) tantissimi uomini preferiscono radersi i capelli ai primi segnali di diradamento.

Nel dettaglio

All’inizio i giovani maschi potrebbero sentirsi un po’ tristi e stressati (a causa della scoperta che sono soggetti al diradamento) ma una volta che la situazione è stata accettata non possiamo che verificare un  aumento del livello di autostima.

Ancora non sappiamo (veramente) perché le donne vengono attratte dagli uomini con la testa rasata, comunque sia sono state ipotizzate varie teorie:

  1. Dando per scontato che la prima cosa che le donne vedono in un volto maschile sia proprio il cuoio capelluto, in assenza di quest’ultimo l’attenzione (invece) si sposterà sugli occhi; in questo caso il tutto si giocherà sulla capacità del maschio di mantenere il contatto visivo, se ci riuscirà avrà maggiori chance di farsi piacere.
  2. Un’altra teorie afferma (invece) che le donne sviluppano un certo interesse per gli uomini pelati perché la forma del loro viso richiamerebbe quella di un neonato (risvegliando in loro l’istinto materno). Sul versante preferenze è stato chiesto alle donne cosa attirasse di più quando vedono in uomo, la risposta non ha messo d’accordo tutte e perciò abbiamo visto la divisione in 2 gruppi principali: ad alcune piacciono di più gli uomini che curano la propria barba (barba accorciata) mentre altre invece hanno affermato che la qualità principale che un uomo deve avere per poter essere attraente sia proprio quella di essere calvo. In ogni caso entrambi i gruppi hanno risposto in modo simile dato che entrambi i requisiti (richiesti) esprimono il fatto che l’uomo debba essere ben curato e non trasandato con la barba incurata e/o con i capelli lunghi e malmessi.

 

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Consigli di Maria Montessori per educare bambini indipendenti

Quando un bambino si sente sicuro di se stesso, smette a poco a poco di cercare l’approvazione per ogni cosa che fa. Questa idea trasmessa da Maria Montessori ci da un semplice esempio di come possiamo ottenere non solo che i nostri figli siano più indipendenti, ma anche più felici.

Oggigiorno esistono ancora molte persone che non vedono di buon occhio questa eredità pedagogica lasciata dalla celebre filosofa e docente italiana. Questi principi focalizzati per potenziare l’intelletto ed il fisico del bambino, sono ritenuti rischiosi da molti genitori. Lasciare che sia il bambino stesso a creare ed a scoprire il proprio apprendimento, per molti è qualcosa di insolito.

Tuttavia, bisogna cercare di vederlo dal punto di vista corretto. Non si tratta di “lasciare fare”, di “lasciare che i bambini siano completamente liberi”. Noi come adulti siamo le guide, coloro che sono in grado di fargli scoprire tutto ciò di cui sono capaci. Ogni bambino ha i propri tempi e le proprie necessità, si tratta di essere rispettosi ed intuitivi per far sì che lo sviluppo sia armonioso e, soprattutto, felice.

Oltre a potenziare al massimo lo sviluppo dei nostri figli, un’altra cosa che tutti noi vogliamo è che i bambini imparino ad essere responsabili e indipendenti. Non parliamo di quell’indipendenza dove un bambino di 6 anni si comporta come uno di 10. Ciò che vogliamo è che per ogni fascia d’età, ci siano l’autonomia e gli obblighi corrispondenti.

Raggiungere questi obiettivi è una sfida, ma in questo modo possiamo crescere con loro come madri e padri.

La chiave per educare dei bambini indipendenti

Iniziamo dicendo una cosa tanto semplice quanto sorprendente: se vuoi un bambino indipendente devi offrirgli autonomia. Sappiamo che dire la parola “autonomia” può essere per molte mamme e molti papà un problema.

Questo significa che devo concedergli la libertà che lui vuole? Assolutamente si. Si tratta di avere fiducia nei nostri figli e di permettergli di crescere in base alla loro età ed alle loro caratteristiche personali.

Ci sono genitori che si sforzano ogni giorno per dare il meglio ai propri figli. Si prendono cura di ogni dettaglio, gli allacciano le scarpe, gli mettono in ordine i giocattoli, gli preparano lo zaino per la scuola, li pettinano, li vestono… Tutto ha un limite, un equilibrio ed uno scopo.

Arriva il momento in cui devono fare il grande passo. Smettere di essere bebè per essere bambini. Senza dubbio, qualche cosa cominceranno a fare quando inizieranno ad avere le proprie esigenze. Per questo, non c’è niente di meglio che mettere in chiaro le cose fin dall’inizio: crescere ed essere indipendenti implica essere responsabili e per essere responsabili bisogna dimostrare ciò che si è capaci di fare.

Queste sono alcune strategie basate sulla metodo Montessori:

Bambini dai 2 ai 3 anni

Maria Montessori ha stabilito ciò che è conosciuto con il nome di periodi sensibili. Sono i momenti in cui i bambini acquisiscono il massimo potenziale di apprendimento, quando sono più recettivi e quando, come genitori, disponiamo delle migliori opportunità per orientarli.

  • I due ed i tre anni sono un momento speciale. Iniziano a comunicare, a scegliere le cose, a scoprire il loro mondo, a volerlo toccare.
  • Si tratta del periodo ideale per dagli le loro prime responsabilità. Responsabilità che, ovviamente, dovranno essere supervisionate da noi.
  • Possono iniziare a vestirsi da soli, devono imparare a riporre i propri giocattoli, ad apparecchiare la tavola, a prendersi cura delle loro cose facendo attenzione che non si rompano.
  • Dobbiamo, inoltre, renderli partecipi facendoci aiutare nelle faccende domestiche. Il bambino fa parte della famiglia e della casa e deve capire che tutti abbiamo delle responsabilità.

Bambini dai 4 ai 6 anni

Un consiglio fondamentale per quando arriva questa età è che i mobili di casa siano adatti per ospitarli. Dipendentemente dalle loro caratteristiche personali, possono e devono avere la possibilità di fare molte cose.

  • Possiamo mettere in bagno un piccolo sgabello, di modo che il bimbo possa iniziare a pettinarsi da solo, a lavarsi i denti, le mani…
  • Maria Montessori raccomanda che tutti i bambini siano in grado di far fronte a tutte queste cose che fanno parte della vita quotidiana. L’ideale è che a questa età comincino a fare delle cose in cucina (sotto la nostra supervisione), che siano capaci di portare la propria colazione in tavola, di preparare un’insalata o la propria tazza di cereali.
  • Devono sentirsi partecipi, utili e prima di tutto sicuri nel vedere che possono e sanno fare molte cose.

Perché un bambino si senta autonomo e per promuovere ulteriormente la sua indipendenza, è essenziale dargli un rinforzo positivo. La carica emotiva positiva è un alimento che lo farà crescere felice e sicuro.

Bambini dai 7 agli 8 anni

Il bambino tra i 2 e gli 8 anni sperimenta il momento evolutivo più importante della sua vita. È questo il momento in cui dobbiamo stabilire la sua autostima, le radici della sua identità e, prima di tutto, questa visione dell’autoefficacia che è tanto importante, perché con essa può continuare a crescere sentendosi capace, utile ed indipendente.

  • Tra i 7 e gli 8 anni un bambino può fare molte cose. Tuttavia, a volte crederà di poter fare di più di quanto possiamo permettergli. È necessario dargli le ali, ma anche buoni consigli.
  • A questa età deve essere pienamente responsabile delle proprie cose, anche quelle di scuola. Deve anche dimostrarci che possiamo fidarci di lui. In base a questa fiducia, il bambino guadagnerà più indipendenza.

Infine, ma non per questo meno importante, dobbiamo renderci conto che non tutti i bambini maturano allo stesso modo. Pertanto, dobbiamo prestare molta attenzione e non dare ai bambini delle responsabilità che non sono in grado di assumersi.

Non dobbiamo forzarli. Per esempio, se un bambino di 8 anni è molto distratto, inquieto e poco concentrato, non possiamo chiedergli di prepararsi ogni giorno il proprio spuntino per la scuola. La cosa più probabile è che se ne dimentichi.

Dovremmo supervisionarlo, però facendolo in modo discreto e affettuoso. A poco a poco, giorno per giorno, riuscirà a maturare ed a ottenere molte cose.

Potrebbe interessarti: Tavola delle faccende domestiche per i bambini a seconda dell’età

9 caratteristiche che rendono il Leone uno dei segni più forti dello zodiaco

Le persone che vengono al mondo tra il 23 luglio ed il 22 di agosto appartengono ad uno dei segni più fenomenali che si possono trovare nello zodiaco: il Leone. Questo elemento di fuoco che caratterizza l’estate ha dotato i suoi membri di una forza dalle proporzioni enormi. Desideri conoscere le virtù ed i difetti che rendono i nati sotto il segno del Leone degli esseri umani eccezionali? Continua a leggere…

#1 Sicuri di loro stessi

Se esiste qualcosa che caratterizza le persone nate sotto l’influenza del Leone, stiamo parlando senza dubbio dell’orgoglio. Queste persone spiccano rispetto al resto dei segni per qualcosa di specifico: pensano di essere al di sopra degli altri e così agiscono di conseguenza. Questo potrebbe portarli anche a commettere degli errori fatali, ma se dovesse accadere daranno sicuramente la colpa ad altri. Non sono individui con un brutto carattere, semplicemente si tratta di un tratto della loro personalità che non possono cambiare. Evidentemente, credono di essere capaci di fare delle cose a cui gli altri non hanno accesso…

#2 Arrabbiature frequenti

Uno dei tratti meno gradevoli dei nati sotto il segno del Leone è la facilità con cui si arrabbiano, anche se si trovano in situazioni semplici, è molto probabile che non prendano bene un commento giocoso o una battuta scherzosa. Inoltre, questi momenti poco divertenti non sono affatto brevi, anzi l’opposto, un Leone non perdona le persone che lo hanno offeso e può addirittura arrivare a pianificare terribili vendette. un consiglio per gli altri segni: non dare mai motivo ad un Leone di essere di cattivo umore.

#3 Hanno sempre ragione

Discutere con una di queste persone è un compito molto difficile, perché anche nelle situazioni più bizzarre sono convinte di avere ragione. Non stiamo dicendo che non siano comprensivi, amorevoli ed attenti, però se c’è un confronto tra due pensieri molto diversi, è molto probabile che non sia il Leone a cambiare idea. Probabilmente la loro notevole intelligenza li porterà a scusarsi con l’altra persona, però solamente nei casi più estremi… Una discussione con loro non è propriamente vantaggiosa!

#4 Indipendenti…

Anche se un leone si preoccupa abbastanza delle persone a cui vuole bene e cerca di garantire la loro sicurezza ed il loro benessere, ha una reale necessità molto importante per la propria vita: possedere un proprio spazio personale al quale nessuno ha accesso. Le persone di questo segno si mettono spesso nei guai per il fatto che non seguono le regole ed agiscono a seconda di ciò che dice il loro cervello. Si tratta di un comportamento che potrebbe portarli ad essere gli idoli di altre persone, le quali li considerano come dei modelli di comportamento.

#5 Un grande senso dell’umorismo

Avere come amico una di queste persone è una cosa fenomenale, principalmente perché sai che se trascorrerai del tempo in loro compagnia sarà estremamente gradevole. Battute, scherzi, commenti divertenti… se ami le situazioni comiche non dubitare ed esci con Leone, sarà una serata indimenticabile. La positività è uno degli aspetti più importanti della loro vita: vedono sempre il lato buono delle cose, anche nei peggiori momenti, infatti li potremo vedere spesso con il sorriso impresso sul viso.

6# Protettivi come nessuno

Si tratta di una delle qualità più gradevoli di questo segno estivo: hai parenti, amici o fratelli che sono nati sotto l’influenza del Re della Jungla? Se la risposta è sì ti facciamo le nostre congratulazioni, in quanto non ti mancherà mai nulla e ti proteggeranno sempre. Il leone ti protegge e vuole che tu sia al sicuro ed anche se si troverà lontano, farà tutto il possibile per trovare qualcuno che possa aiutarti. Se uno dei suoi più cari amici è triste o ha bisogno di qualcosa, sarà il primo ad offrire aiuto ed a dare il consiglio migliore.

jozefklopacka / 123RF Archivio Fotografico

#7 Non si arrendono mai

Durante la loro vita anche i Leone si possono ritrovarsi ad affrontare delle situazioni difficili: esami falliti, perdita di persone care, rifiuti in campo amoroso… Per molte persone questi sarebbero dei colpi troppo duri da affrontare ed alcuni potrebbero anche cadere in depressione, ma un Leone sa come fare per non rimanere ferito. Uno dei sogni di queste persone è avere successo nella vita, per questo, quando hanno un obiettivo si sforzano duramente ogni giorno per riuscire a raggiungerlo. Bravi i Leone!

#8 Amanti perfetti…

Ancora non abbiamo parlato di come i Leone si destreggiano in campo amoroso. Non c’è dubbio che questi individui abbiano un’aura speciale che attrae al loro fianco chiunque gli passi vicino. Sarà per via del loro innegabile fascino, o forse perché utilizzano un tono di voce seducente quando desiderano conquistare qualcuno? Avere una relazione con queste persone sarà stupendo, in quanto si preoccupano moltissimo del proprio partner e cercano di soddisfarlo il più possibile.

#9 Forza di volontà

Ci sono dei segni che dicono che il Leone non rispetta le proprie promesse e lascia a metà tutti i lavori che inizia. Questo in alcuni casi potrebbe essere vero, di fatto però succede nelle situazioni meno importanti e che non hanno nessun valore per loro. Imparare una nuova lingua, conoscere una disciplina strana e vivere in un altro paese, sono solo alcune delle cose che attraggono i nati in luglio e agosto. Naturalmente, se l’attività che gli viene proposta merita, si sapranno impegnare molto.

Sei del segno del Leone o conosci qualcuno che lo è? Dicci cosa ne pensi e non dimenticare di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Perché a volte sparisco, cancello i piani e non rispondo a Whatsapp

Alcune volte ti sarai chiesto perché annullo un appuntamento, sparisco, non mi connetto per diverse ore a Whatsapp, o perché vado al cinema da solo senza avvisare nessuno. Può sembrare strano, perché mi hai proposto un piano molto divertente e non hai ricevuto risposta. Potresti anche pensare che mi sia successo qualcosa, in quanto si trattava solo di un invito a pranzo in famiglia, ma ho rifiutato. Ebbene, non è così, semplicemente non mi andava. Sai cosa ho fatto? Non ho fatto altro che rimanere chiuso in casa, senza sapere niente di nessuno.

Però dai, facciamo la pace. La prima cosa è chiederti scusa, non voglio che lo prendi come un qualcosa di personale. Di fatto, non ho un rapporto esclusivo con te, anche se ti voglio molto bene, però ci sono momenti in cui risulta più facile non rispondere ed evitare ore ed ore di scuse, perché realmente non ho voglia né di parlare, né di vedere nessuno.

Chissà cosa starai pensando adesso di me, ma la cosa è molto semplice, a volte non sento la necessità di fare cose… con nessuno. Il nostro rapporto è al di sopra di questo, lo sai vero? Mi piace rimanere di tanto in tanto da solo, a volte mi piace annoiarmi, non fare nulla. Rimanere in casa rannicchiato sul divano senza rispondere ai messaggi. Però senza rancore, per favore.

Davvero, mi dispiace, però capisci che non sempre ho voglia di parlare o di vederci. È un po’ come se fossi seduto sul divano a leggere una bella storia e tu iniziassi a raccontarmi le tue cose. Anche se non si tratta del miglior libro che ho letto nella mia vita, mi piace ugualmente seguire la storia. Io rispetto i tuoi spazi. In realtà, a volte, ho ceduto e siamo rimasti per ore a parlare per trovare una soluzione ai tuoi problemi. Ma oggi vorrei tanto leggere un capitolo in più del mio bel libro e mangiarmi una buona pizza. Mi perdoni?

Uscire a correre da solo. Fare un giro per ascoltare musica. Leggere nel parco. Andare a vedere un film al cinema. Sedermi sulla terrazza e guardare l’infinito. Rimanere nella mia stanza e non uscire. Preparare il pranzo solo per me. Silenzio. Pensare a questa pizza che potrei ordinare. Dormire e sognare me stesso nella mia solitudine. Cosa serve di più per essere felici in alcuni momenti?

Inoltre, conosci i miei gusti e sai che, generalmente, la domenica non mi piace fare nulla. Va bene, allora lunedì parliamo? Ma siamo pazzi? Ci rimane tutta la settimana per farlo! Bene, adesso non mi dire: “Ok, allora quando vorrai andare ad un concerto o parlare per telefono non mi chiamare!”. Non si tratta nemmeno questo, non diventiamo estremisti. Sono una persona socievole e non smetterò di uscire, però ci sono delle volte che non mi piace nulla.

Questo è il mio modo per farti capire perché ogni tanto annullo un appuntamento, non rispondo ai messaggi o sparisco per qualche giorno. È semplice, ti voglio molto bene, però in alcuni momenti ho bisogno di rimanere solo. Sai che quando avrai bisogno di me ci sarò. Però, ci sarò anche quando avrò bisogno di me stesso.

Abbandonato da piccolo e per le strade all’età di 5 anni, vende caramelle e bevande, finché un giorno decide di cantare di fronte al pubblico e lascia tutti senza parole

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Il protagonista di oggi è un ragazzo fuori dal comune. Il suo nome è Choi Sung- bong ed è un ragazzo sudcoreano di 27 anni con un passato veramente durissimo.

Choi Sung-bong: orfano da sempre

Egli venne lasciato in orfanotrofio all’età di 3 anni e cominciò a vivere da solo per le strade all’età di 5 anni. L’unico modo che aveva per procurarsi il cibo necessario per sopravvivere era quello di impegnarsi a fare il venditore ambulante vendendo caramelle e bevande energetiche. Egli viveva alla giornata non sapendo se il giorno dopo ce l’avrebbe fatta mai fatta a mettere da parte quei pochi spiccioli necessari per il sostentamento.

Non avendo mai avuto un posto sicuro dove andare a dormire era costretto (ogni giorno) a cercarsi la migliore sistemazione possibile; più e più volte è stato costretto addirittura a dormire sulle scale o addirittura all’interno dei bagni pubblici. Egli ha fatto questa vita per circa 10 anni fino a quando non ha avuto l’età (legale) per poter lavorare come operaio. Inutile dire che non ha mai potuto frequentare la scuola, ciononostante con la sua tenacia è riuscito a far combaciare il suo lavoro con lo studio riuscendo a prendere una certificazione scolastica valevole per le elementari e per le scuole medie.

Una vita di stenti

Choi Sung-bong ha sempre affermato di non sentirsi una persona comune: la sua vita fatta più di bassi che di alti l’ha costretto ad una vita di stenti; tutto ciò ha scatenato nella mente di Choi il costante pensiero che lui fosse “inferiore” agli altri; eppure un sogno lo coltivava anche lui, ovvero quello di cantare; in una intervista dichiarò che quando cantava lui si sentiva un’altra persona.

4 giugno 2011: il giorno del riscatto

C’era solo un modo per riscattarsi: era arrivato il momento per Choi Sung-bong di cantare davanti ad un pubblico, l’obbiettivo scelto fu il noto programma Korea’s Got Talent. Quando arrivò il suo turno il povero ragazzo fu messo alle strette dalle domande che i giudici gli facevano (domande su chi era e che cosa faceva), quest’ultimi non potevano mai sapere che dietro a quel viso si potesse nascondere così tanta malinconia; ciononostante i giudici non potevano (nemmeno) immaginarsi che Choi Sung-bong potesse avere una voce così pazzesca. Se volete ascoltare la sua performance vi consigliamo di guardare questo video

 

Cosa è successo dopo?

Questa esibizione fu valutata come ottima è Choi Sung-bong passò le fasi eliminatorie agevolmente fino ad arrivare alla finalissima dove arrivò secondo (perdendo per pochissimi punti contro il primo). Il cittadino sudcoreano riprese gli studi e si diplomò; adesso sta frequentando l’università (per la precisione il Department of Cultural Art Management at Kyung-Hee Cyber University). Riguardo al canto Choi Sung è riuscito a fare passi da gigante e successivamente firmò un contratto con la Sony Music Entertaiment.

La storia di Choi Sung Bong ha davvero dell’incredibile, la sua tenacia e il suo spirito combattivo gli hanno permesso di diventare ciò che è ora: un fenomeno.

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7 cose che solo le persone con bassa autostima vantano su Facebook

Senza ombra di dubbio Facebook è uno dei social network più utilizzati nel nostro paese, racchiude un’enorme quantità di profili dove ogni giorno le persone possono scrivere e mostrare i propri pensieri, le foto, i migliori momenti vissuti ed i propri stati d’animo.

Per molti viene considerato come una vera e propria valvola di sfogo e, come ben sappiamo, bisogna prestare molta attenzione a ciò che si posta. Non solo per non rischiare di incappare in persone che potrebbero essere malintenzionate, ma anche per il fatto che, a detta degli esperti, i post pubblicati possono determinare la tua personalità ed addirittura la tua intelligenza.

Le pubblicazioni, non sono altro che la proiezione di noi stessi e dei nostri interessi e quello che postiamo può parlare dei nostri traumi, delle nostre paranoie ed anche dei nostri complessi, fino ad arrivare a dimostrare una bassa autostima di noi stessi.

È bene quindi analizzare esattamente ciò che si desidera caricare su questo social network di modo da non esporsi troppo.

Ora potrai verificare se anche alcune delle tue pubblicazioni gridano ai quattro venti la tua vera personalità, controlla quanto segue:

#1 Condividere la tua ubicazione

C’è chi condivide in continuazione il luogo in cui si trova; far sapere agli altri con frequenza il fatto di trovarsi nel bel mezzo di un viaggio, ad un concerto o in un determinato ristorante, indica la necessità di attirare l’attenzione delle persone. Perché non godersi il meglio? Perdiamo grandi momenti mentre siamo attaccati al cellulare, inoltre, per la nostra sicurezza non è raccomandabile specificare il luogo in cui ci si trova.

#2 Quando pubblichi le foto in palestra

Chi ha l’abitudine di mostrare le proprie foto mentre si trova in palestra ad allenarsi non lo fa sicuramente per migliorare i propri risultati. Una domanda però sorge spontanea, se le foto della palestra non vengono pubblicate, significa che non ci sono andati?

#3 Condividere le foto del cibo

Se solitamente ai contatti non importa nulla del nostro stato d’animo, probabilmente non gli importerà nemmeno cosa stiamo per mangiare. Perché non godersi i piaceri della vita (tra i quali uno dei primi è sicuramente il cibo)? Secondo gli esperti chi sente il bisogno di mostrare agli altri ciò che sta per mangiare, lo fa perché ha la necessità di attirare l’attenzione.

#4 Condividere (o meglio vantarti) di qualsiasi acquisto che fai

Oramai gli acquisti si possono fare ovunque, sia nei centri commerciali che online e non per questo bisogna sempre far vedere agli altri cosa si è comprato, in quanto non esiste nessun motivo per cui ci si deve sentire speciali solo per aver fatto un po’ di shopping.

#5 Foto della tua auto o sulla tua auto che mettono in risalto il modello

#6 Aggiornare continuamente lo stato d’animo

Come per il cibo, sono poche le persone a cui importa veramente come stiamo, tra queste ci sono probabilmente i familiari e gli amici. Se siamo felici e stiamo vivendo un bel momento nella vita reale, non perdiamo del tempo prezioso per pubblicarlo su Facebook; mentre se ci sentiamo tristi o giù di morale cerchiamo di risolvere il nostro problema facendoci aiutare dagli amici più cari.

#7 Selfie multipli

L’Università dell’Arkansas ha dichiarato che le persone che pubblicano costantemente le proprie foto sono molto insicure. Per loro è necessario essere accettati dagli altri, per questo caricano costantemente selfie e sono sempre alla ricerca del loro miglior profilo, è molto probabile che cerchino apprezzamenti per il semplice fatto che non si piacciono, soprattutto chi ritocca con Photoshop.

Tu sei il padrone della tua bacheca ed hai il diritto di condividere ciò che vuoi, abbiamo solo espresso una semplice analisi.

Condividi con i tuoi amici perché analizzino meglio ciò che condividono sulla rete e non dimenticare di commentare con il tuo punto di vista.

Potrebbero interessarti 6 cose che non bisogna mai pubblicare su Facebook

Un giovane trans pubblica le sue foto prima e dopo la transizione, ciò che gli ha causato la perdita di familiari e amici

Qualsiasi ragazza, guardando i suoi bellissimi occhi azzurri, il suo corpo muscoloso ed il suo incredibile aspetto, probabilmente, finirebbe per innamorarsi di Jaimie Wilson senza nemmeno immaginare che si tratta di un transessuale, uno dei 1,4 milioni che vivono negli Stati Uniti. Riesci a crederci? 

Quando Jaimie ha deciso di intraprendere il percorso che da donna lo avrebbe fatto diventare uomo, ha perso la maggior parte delle persone a cui voleva bene; è accaduto nel 2015, quando ha annunciato alla sua famiglia la propria decisione, la maggior parte di loro lo ha lasciato da solo.

“All’inizio avevo paura di ammettere di fronte agli altri di essere un transgender, perché come dice la gente:’non mostravo segnali’, alla fine ho preso coraggio perché non volevo più apparire per ciò che non ero!” afferma Jaimie.

Il ragazzo conta più di 300.000 seguaci sulla piattaforma di Instagram, dove ogni giorno riceve molti apprezzamenti, ma anche un sacco di critiche alle quali è in grado di far fronte.

Per 2 anni ha dovuto sottoporsi a trattamenti di testosterone, oltre a ricorrere alla chirurgia ed a un costante allenamento fisico in palestra. Il ragazzo ha solamente 21 anni e confessa di sentirsi fiero e felice di essere l’uomo che ha sempre sognato.

Tutte le persone che lo circondavano quando era una donna, sono state sostituite da quelle della comunità di transgender, da coloro che lo accettano per come è e che non si permettono di giudicarlo. Le persone che frequentava prima dicevano che era troppo femminile per poter diventare un uomo ed ora che lo è, dicono che è troppo mascolino, di fatto, non è necessario piacere a tutti. Giusto?

“È, senza dubbio, molto difficile capire le persone, ora dicono che sto cercando di apparire come un uomo cisgender (qualcuno a proprio agio con il genere che gli è stato assegnato alla nascita), la lotta per essere accettati è molto stressante!” afferma Jaimie.

“Tu non sei chi la gente crede che tu sia, sei chi sai di essere!”, dice Jaimie sentendosi orgoglioso di sé stesso.

Il giovane vive in Florida ed aspira ad essere un musicista country, ha ricevuto anche invito per suonare al festival Sziget a Budapest.

Instagram è la piattaforma social che gli ha portato maggiore fama.

Jaimie ricorda ancora: “Quando ho detto ciò che ero, la gente ha rifiutato di credere che fossi un uomo, tanto ‘femminile’ per ben 18 anni”.

Prima di iniziare il trattamento con testosterone, ha deciso di tagliarsi i capelli e di indossare abiti maschili.

“Ho perso la mia famiglia e la maggior parte dei miei amici da quando ho iniziato la mia transizione, ma nel processo ho scoperto chi si preoccupa veramente per me!”, dice il giovane.

Jaimie condivide il seguente messaggio con i suoi utenti sul social network: “Non tutti devono mostrare dei ‘segnali’ per essere transgender. Non bisogna passare un esame per dimostrare di essere trans…, in definitiva non si ha bisogno dell’approvazione di nessuno tranne che della propria, la vita è fatta per trovare sé stessi e cercare di diventarlo. Nessuno attraversa lo stesso percorso nella stessa maniera”.

Cosa pensi della decisione del ragazzo di 21 anni? Appoggeresti tuo figlio se si trovasse nella stessa situazione?

Lasciaci un tuo commento e condividi l’articolo con i tuoi amici, ricorda che non esiste miglior mondo di quello in cui si accetta il prossimo per come è.

La consideravano “pazza”, poi ha fatto un disegno e quando il medico lo ha visto ha dovuto agire immediatamente

Susannah Cahalan, una ragazza di 24 anni è la protagonista di questa storia. La sua vita era perfettamente normale, lavorava come giornalista e viveva una vita felice e sana. Fino a che un giorno si è resa conto che qualcosa non andava bene.

All’inizio pensava che il suo corpo fosse pieno di piccoli insetti, però dopo varie analisi i dottori non trovarono nulla. I giorni passavano e Susannah continuava ad avere la stessa sensazione, divenne letargica e per questo decise di abbandonare il lavoro. Il tempo passava e la ragazza aveva sempre più paranoie, fino ad arrivare ad avere frequenti allucinazioni. Susannah era irriconoscibile ed alla fine, dopo aver avuto una serie di convulsioni, decisero di ricoverarla.

In ospedale la giovane donna non migliorava, anzi peggiorava sempre di più. Divenne molto aggressiva  con le infermiere e tentò di fuggire dalla clinica più volte. Per questo, i medici cominciarono a sospettare che la ragazza potesse soffrire di crisi nervose, crisi con le quali avrebbero potuto farla internare facilmente in un ospedale psichiatrico. Tuttavia e per fortuna di Susannah, il Dottor Souhel Najjar seppe riconoscere cosa le stava succedendo e decise di agire immediatamente.

Quando il Dr Najjar venne a conoscenza del suo caso, scelse di non realizzare le tipiche analisi a cui di solito vengono sottoposti i pazienti, bensì decise che con la donna era meglio provare a fare un piccolo esperimento. Le chiese di disegnare un orologio. Quando il medico vide cosa la ragazza aveva disegnato seppe con certezza che quello a cui stava pensando era corretto. La pazzia di Susannah era dovuta ad un problema fisico e non mentale.

Il disegno della giovane rappresentava un orologio con tutti i numeri posizionati sul lato destro, cosa che rifletteva un danno cerebrale. Dopo diversi esami e ricerche più dettagliate, il dottore ha potuto diagnosticare un’encefalite per anticorpi contro il recettore NMDA. Questo tipo di malattia è un disordine immunitario durante il quale il cervello viene attaccato dagli anticorpi prodotti dallo stesso sistema immunitario. Se non fosse stato per la scoperta del Dottor Najjar, Susannah sarebbe sicuramente finita in una clinica psichiatrica e, probabilmente, la malattia l’avrebbe portata al coma o addirittura alla morte. Grazie alla diagnosi ed ai farmaci, Susannah riuscì a curarsi.

Dopo un mese di ospedale venne dimessa. Quando cerca di ricordare quei giorni, tutto le sembra irreale: “Non riesco a ricordare molte cose del mese che ho trascorso in ospedale, ho dovuto farmi spiegare dai medici ciò che mi è stato fatto, non ricordo nemmeno le conversazioni con i miei familiari o con il mio fidanzato”.

Con questa storia, Susannah ha scritto un libro intitolato “Il cervello in fiamme” e presto sarà proiettato sul grande schermo.

Senza dubbio la sua storia sembra letteralmente scritta per un film horror el a donna vorrebbe che venisse condivisa il più possibile, di modo che molte più persone possano conoscere e sconfiggere questo tipo di malattia.

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10 segnali che ti faranno capire di avere accanto la donna della tua vita

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Ogni uomo ha i propri gusti ed i propri standard. Nonostante ci sia un po’ di confusione sulle qualità che una ragazza deve avere per essere considerata “quella giusta” siamo riusciti a trovare quelle che hanno messo d’accordo tutti (o quasi tutti); ora le elenchiamo:

1) Avete molti interessi in comune

Ad entrambi piace andare al cinema, magari amate molto praticare sport o forse preferite stare a casa piuttosto che uscire. Sicuramente è impossibile andare d’accordo su tutto, però più ne avete meglio è.

2) Non interferisce mai con la tua vita lavorativa

La vita lavorativa è importante ed in virtù di questa affermazione è importante che entrambe le parti godano di una relativa tranquillità (in questo ambito). Ciò non vuol dire affatto che non si possa chiedere come sia andata la giornata (anzi quello è importante), però è bene tener presente che esiste un confine oltre il quale è meglio non addentrarsi.

3) Ti dice quando non è di buon umore

Ammettiamolo: quante volte ci siamo imbattuti in donne che spesso e volentieri ci hanno tenuto il broncio? Ogni persona dovrebbe dire cosa la affligge. Solo così si possono risolvere i problemi; se volete avere una relazione stabile è bene dare la giusta importanza a questa cosa.

4) Non prova a cambiarti

Se non gli piaci per come sei è inutile stare a pensarci su; non fa per te. È molto meglio apparire bene agli occhi di colei che ti ama veramente piuttosto che essere “appetibile” quando non siamo veramente noi stessi; questo punto è imperativo.

5) Non è in fissa con il proprio corpo

Va bene essere un po’ insicure, però penso sia stancante per chiunque sentirsi chiedere svariate volte al giorno se la si trova attraente; se state (ancora) insieme un motivo ci sarà. Se la situazione persiste fino a raggiungere livelli estremi (facendosi problemi assillanti)  appare chiaro che bisogna prendere in mano la situazione. Ognuno dovrebbe essere in pace con sé stesso, è la base di ogni relazione duratura.

6) Ti lascia in pace nel tempo libero (non è appiccicosa)

Vuoi andare a vedere una partita di pallone? Vuoi uscire con i tuoi amici? È un tuo sacrosanto diritto. Se la tua ragazza non è del tuo stesso avviso forse c’è qualcosa che non va. In questo caso è necessario discutere ed affrontare la questione. Se la tua ragazza dovesse essere l’esatto opposto (quasi fantascienza) potrebbe essere un buon segnale (a patto che lei non diventi indifferente, in quel caso sono cavoli amari).

7) È molto aperta con te

Se riuscite a parlare di tutto (o quasi) è un buon segno. Un rapporto deve essere sempre sincero e coinvolgente; è bene parlare di quante più cose possibili ed inimmaginabili: dalle passate esperienze amorose fino ad arrivare ai problemi affrontati nel corso della vita. L’amore è quella cosa che ci permette di poter condividere (con le persone che amiamo) paure, speranze, sensazioni, dubbi, insomma chi più ne ha più ne metta.

8) Sa ascoltarti (bene)

Quando affrontate ogni discussione è bene che le 2 parti si ascoltino a vicenda. Ascoltare vuol dire imparare e tutto questo porta le persone ad avvicinarsi (tra di loro).

 9) Sa come sorprenderti

Se ti conosce veramente non ha problemi a capire cosa può farti felice. Che sia un regalo (magari sapendo perfettamente i tuoi gusti) o un qualcosa di altro genere, l’importante è sempre la volontà che ci si mette nel fare le cose. La noia e la malinconia sono delle “brutte bestie” che possono minare la convivenza.

10) Ti fa sentire a tuo agio

Forse è la più importante delle 10 cose appena elencate. Se non vi sentite a vostro agio è bene fare qualcosa altrimenti è tutto perduto. Essere contenti di poter essere sé stessi (in una relazione) è la qualità più importante che si possa chiedere per mandare avanti qualunque relazione stabile, il resto verrà da sé.

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Da bambina ha avuto una madre tossicodipendente ed è stata abbandonata dal padre, quando viene adottata dai suoi nonni diventa la migliore atleta del mondo

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Molti sono stati gli aggettivi utilizzati per descrivere Simone Biles: creativa, geniale, tenace, intelligente ecc. Quel che è certo però è che l’atleta statunitense (di soli 20 anni) è diventata la ginnasta più forte di tutti i tempi nella storia americana; con ben 19 medaglie vinte la Biles entra di diritto nella storia come una delle atlete più forti di sempre.

L’atleta è stata in grado di stupire il mondo per la sua tenacia, quella stessa tenacia che le ha permesso di poter compiere gesti incredibili (nel mondo della ginnastica); uno di questi è addirittura di sua invenzione “ The Biles” (l’esercizio che l’ha resa celebre al mondo). Quasi si stenta a credere che Simone Biles sia veramente umana.

Il nome di Simone Biles è sulla bocca di milioni di persone (appassionati di ginnastica e non); basti pensare che il Times l’ha (addirittura) inserita nella lista delle Millenials: ovvero i giovani più influenti del mondo.

Il triste passato della campionessa statunitense

Simone Biles e sua sorella (fonte immagine: YouTube/E:60 Simone Biles)

Simone Biles nasce nel Columbus (Ohio) da una famiglia con evidenti problematiche: la madre era tossicodipendente ed il padre abbandonò tutti dopo pochissimo tempo. Per via delle precarie condizioni familiari la bambina è stata spedita qua e là in diverse case-famiglia; una di queste si era addirittura comportata in un modo alquanto insolito: la Biles ha affermato che le persone in questione non le permettevano mai di usare i giochi a disposizione.

Simone Biles e sua sorella vengono date in custodia ai nonni

Dopo una lunga serie di spostamenti (tra diverse parti degli Stati Uniti) la giovanissima (e sua sorella) venne data in custodia ai nonni (nel 2001). La situazione divenne più rilassata ma la strada era ancora lunga: le 2 bambine si erano abituate a vederli semplicemente come i loro nonni adottivi; ci volle del tempo affinché i coniugi vennero visti con una luce diversa: dato che i nonni furono le uniche persone che si presero cura (veramente) di loro, Simone Biles e sua sorella cominciarono a chiamarli “mamma” e “papà“.

Fonte immagine: YouTube/E:60 Simone Biles

Furono proprio i nonni a far appassionare la giovane Biles al mondo della ginnastica; Simone iniziò all’età di 6 anni e da quel momento non smise più.

Un altro merito a favore dei nonni è stato l’avvicinamento delle 2 bambine nel mondo religioso: ogni domenica Simone Biles e sua sorella vanno a messa; la giovane campionessa ha dichiarato che gira sempre con un rosario donatogli dalla nonna in persona.

Simone Biles mentre va a messa (fonte immagine: Facebook/sbiles)

Probabilmente parte del successo di Simone Biles è attribuibile anche ai suoi amorevoli nonni: l’amore trasmesso da questi ultimi unito all’insegnamento di valori come l’impegno, la dedizione, lo spirito di sacrificio (eccetera) ha forgiato una delle campionesse più famose di tutti i tempi.

Fonte immagine: YouTube/E:60 Simone Biles

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9 abitudini che devi adottare oggi per fermare la demenza o il morbo di Alzheimer prima del loro inizio

La parola demenza è un termine generico che si riferisce alla perdita di memoria o di altre abilità mentali abbastanza gravi da interferire con la vita quotidiana di una persona. La demenza può verificarsi sotto molte forme, tra cui il morbo di Parkinson, la malattia di Huntington e la demenza vascolare. Ma di fatto, il tipo più comune è il morbo di Alzheimer, che rappresenta circa il 60-80% dei casi.

Se la causa non è curabile, la demenza può essere progressiva. I sintomi possono peggiorare con il passare del tempo e includere la depressione, l’apatia e difficoltà a ricordare conversazioni recenti, nomi ed eventi. Alcuni fattori di rischio per la demenza possono essere evitati, mentre altri no.

I fattori di rischio che possono essere controllati includono:

  • cattiva alimentazione e mancanza di vitamine;
  • uso di medicine che contribuiscono alla demenza;
  • alterazioni delle funzioni tiroidee;
  • rischi cardiovascolari come colesterolo alto, pressione arteriosa alta e diabete;
  • fumare;
  • poca attività fisica;
  • consumo di alcol;
  • lesioni alla testa.

9 modi che contribuiscono a ridurre il rischio di demenza:

#1 Assumere vitamina D

Gli studi hanno dimostrato una correlazione tra i bassi livelli di vitamina D ed il deterioramento cognitivo, ciò che porta ai sintomi della demenza. L’integrazione di vitamina D può aiutare a proteggere il corpo contro i processi che portano alla demenza ed al morbo di Alzheimer. Il miglior modo per ricevere vitamina D è attraverso il sole, però assumere degli integratori potrebbe aiutare se non riusciamo ad uscire quanto desideriamo, inoltre potrebbe essere utile durante i mesi invernali.

#2 Sfidare il proprio cervello

Sfidare il proprio cervello regolarmente può avere dei sorprendenti benefici. Gli studi hanno dimostrato che le persone bilingue ritardano l’inizio dei sintomi di demenza di quasi 5 anni, rispetto ad adulti in età avanzata che parlano una sola lingua. Un altro studio ha dimostrato che fare cruciverba regolarmente può ritardare la comparsa della perdita di memoria tra i 2 ed i 5 anni.

#3 Mantenersi attivi fisicamente

Per far sì che il tuo sangue sia in movimento ed il cuore pompi il sangue in maniera regolare, uno dei modi più efficaci è quello di rafforzare il sistema vascolare. L’esercizio è la migliore medicina preventiva per molti problemi di salute cronici. Circa 30 minuti al giorno di attività fisica moderata sono sufficienti per vedere benefici sulla salute.

#4 Controllare l’assunzione di alcol

Gli studi hanno dimostrato che le persone che bevono alcol in eccesso hanno maggiori rischi di sviluppare la demenza, rispetto a coloro che non bevono alcol o ne assumono quantità moderate. Il controllo dell’assunzione di alcol può aiutare a prevenire numerosi problemi di salute, inclusa la demenza.

#5 Proteggere la testa da lesioni

Usare il casco in bicicletta è un modo semplice ma molto importante che si può adottare per proteggere il cervello da possibili danni. Se stai facendo una cosa che può essere pericolosa, come per esempio pattinare, o andare con gli sci, considera l’opzione di indossare un casco.

#6 Essere socievoli

Interagire regolarmente con altre persone può aiutare a proteggere contro gli effetti negativi dell’isolamento. Anche se è solo con un amico, o con pochi membri della famiglia, parlare con gli altri in maniera regolare può proteggere contro differenti condizioni di salute. La cosa migliore sarebbe quella di fare delle passeggiate nella natura con i nostri amici.

#7 Assumere vitamina B

Le vitamine del gruppo B possono essere utili nella riduzione dei livelli di una molecola chiamata Omocisteina. Questa molecola è conosciuta per danneggiare il sistema vascolare. Avere dei livelli alti di Omocisteina può contribuire al rischio di contrarre malattie cardiache, cerebrovascolari e ad altri problemi vascolari. Assumere il complesso di vitamina B può aiutare a proteggere il tuo corpo dal deterioramento cognitivo relazionato con l’età.

#8 Smettere di fumare

Fumare può danneggiare molte parti del corpo, incluso il cervello. Gli studi hanno dimostrato che i fumatori abitudinari attuali hanno un rischio maggiore del 45% di sviluppare il morbo di Alzheimer, in confronto ai non fumatori ed agli ex fumatori. Anche se sei stato un fumatore durante tutta la vita, smettere di esserlo può fare la differenza.

#9 Tenere sotto controllo i propri numeri

Tenere traccia della pressione arteriosa, del colesterolo e del peso. Conoscere i propri numeri può aiutare a trovare un problema fin dall’inizio. La salute cardiovascolare e metabolica sono alcuni dei più importanti indicatori di demenza.

Un ultimo consiglio: alcuni medici ritengono che imparare cose nuove aiuta a mantenere il cervello in salute.

Consulta il tuo medico prima di assumere integratori o vitamine.

Il primo parco acquatico al mondo dedicato alle persone con disabilità ha appena aperto. È meraviglioso

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Parliamoci chiaro, siamo in piena estate e fa un caldo bestiale. Non ci potrebbe essere momento migliore per andare a divertirsi in un parco acquatico; ciononostante questo diritto è stato sempre negato alle persone diversamente abili.

Morgan’s Inspiration Island: l’oasi per chi non ha mai potuto divertirsi in un comune parco acquatico

Poco tempo fa a Sant’Antonio (Texas) è stata aperta una struttura acquatica per disabili, il Morgan’s Inspiration Island si pone come faro di speranza per tutte quelle persone che non hanno mai potuto accedere ai comunissimi parchi acquatici. Il fondatore (Gordon Hartman) ha spiegato ai microfoni dei vari tg locali l’intento della sua creazione:

Gordon Hartman (fonte immagine: 4paws for ability)

Il nostro obbiettivo è quello di dare una grande esperienza ai nostri ospiti in un ambiente sicuro, comodo e non troppo affollato. Il Morgan’s Inspiration Island si impegna a dare agli individui con disabilità fisiche o cognitive un posto dove possono schizzare e giocare senza barriere.

La struttura può contare su un personale molto eterogeneo: Gordon Hartman ha assunto medici, insegnanti, terapeuti e diversi operatori sanitari (al fine di poter risolvere ogni tipo di bisogno proveniente dalle persone con handicap fisici).

I punti di forza del Morgan’s Inspiration Island

Ai visitatori (al momento dell’ingresso) vengono applicati dei braccialetti tracciabili in modo tale da poter essere seguiti ogni istante dai propri genitori.

Un altro punto di forza del Morgan’s Inspiration  Island è il fatto che si possono noleggiare gratuitamente delle speciali sedie a rotelle rivestite di pneumatici (per essere impermeabili all’acqua).

Ogni parte del parco è abilitata per poter accogliere persone con qualunque handicap; i bambini più penalizzati (con una disabilità più accentuata) possono entrare gratis.

Per poter scongiurare un eventuale pericolo per le persone che hanno un’altissima sensibilità al freddo è stata adottata un’ulteriore misura di sicurezza: l’acqua del parco cambia colore in base alle fluttuazioni della temperatura.

La vicenda del Morgan Island è davvero unica; speriamo che qualcuno possa prenderne l’esempio (in modo tale da poter garantire a molti più bambini di potersi divertire).

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L’amore non muore mai dalla sera alla mattina

L’amore non muore mai… affermano alcuni, ma di fatto ho assistito fino alla sepoltura delle relazioni di molti di questi. Chiaramente, esiste l’amore incondizionato, si può provare per i figli, alcune volte per i genitori e si tratta di un amore che non dipende dal ricevere, che si alimenta con il solo fatto di dare. Però, la maggior parte delle relazioni di coppia richiede questo punto di equilibrio per rimanere stabile, per costruire questo amore, per coltivarlo.

Non si tratta di fare per ricevere qualcosa in cambio, è come quando si perde l’equilibrio, come quando la costruzione viene realizzata da un solo lato e tende a cadere. Per formare una relazione sono necessarie due persone, ma per terminarla ne basta una. Se uno dei due decide di lasciare, molte volte è sufficiente perché tutto possa finire.

Per questo è molto importante remare nella stessa direzione, fino al momento in cui uno dei due inizia a remare più forte, o a prendersi delle pause. Questo non deve mai durare per troppo tempo, bisogna prendersi cura dei dettagli e non dimenticare mai che si sta cercando di creare qualcosa insieme.

Quando affrontiamo una rottura, o quando vediamo delle coppie che, apparentemente, si separano tutto ad un tratto, è necessario capire che l’amore non è morto di un improvviso attacco di cuore, bensì di una malattia che lentamente lo ha consumato. Quando si rivelano i primi sintomi, è necessario aumentare le dosi di energia, attenzione, distrazioni e amore, è necessario proporzionare un adeguato trattamento, altrimenti lo possiamo lasciare morire per omissione di cure.

Le disillusioni, le delusioni, il disinteresse, l’egoismo, i tradimenti, la mancanza di considerazione, la mancanza di empatia, le gelosie e l’autoritarismo, sono i migliori acceleratori della morte dell’amore. Inoltre, queste caratteristiche contribuiscono al desiderio della sua morte ed alla sostituzione in fase terminale, dove il lutto è già presente, ma ancora nella sua fase inerte.

L’amore non deve essere per sempre ed i finali non devono essere per forza deprimenti. Si può mettere fine ad una relazione prima che tutto il bello svanisca, cercando di cambiare il tipo di amore con uno che possiamo vivere in una maniera più indipendente, con uno che possiamo definire come una buona esperienza di vita.

Se ci interessa l’amore dobbiamo prendercene cura in ogni momento, se notiamo delle mancanze interveniamo in tempo e se pensiamo che non ci sia più nulla che possiamo fare per recuperare, lasciamolo andare con tutta la bontà che abbiamo nel nostro cuore, senza rancori ne risentimenti. L’amore può farci solo cresce e per questo dovremmo essere grati.

81 anni di matrimonio, 110 bisnipoti e si amano ancora come fossero due adolescenti innamorati

Faustino Jacinto e Estefanía Gómez sono una coppia abbastanza atipica per la nostra epoca. Il loro amore è iniziato negli anni ’30 e tutt’oggi sono molto felici.

Dopo 81 anni di matrimonio si sono ritrovati con una famiglia molto numerosa, la coppia ha avuto ben 11 figli, i quali gli hanno regalato 65 nipoti, 110 bisnipoti e 18 pronipoti.

Durante la giovinezza, era lui che voleva sposarsi, lei non lo conosceva bene e non era troppo sicura di voler passare tutta la vita accanto a quell’uomo.

Tuttavia, riuscì a convincerla e scapparono dalla casa dei genitori di Estefanía. Dopodiché, si sono sposati civilmente, in quanto non avevano abbastanza soldi per organizzare un matrimonio.

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Dal giorno in cui si sono promessi il loro amore, non hanno mai dormito separati, nemmeno per una notte. Sono rimasti insieme ed uniti nella salute e nella malattia e non hanno nulla da rimproverarsi.

Trascorrono le loro giornate godendo della propria compagnia e della casa ed approfittano del tempo che gli rimane. Sanno che l’ora di partire non è molto lontana.

I figli, i nipoti ed i pronipoti si prendono cura di loro, della loro salute e della loro casa. Nel frattempo, questa bellissima coppia continua a godere del proprio amore e del proprio legame che, anno dopo anno, è diventato sempre più forte.

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7 motivi che spingono i migliori dipendenti a lasciare il proprio lavoro anche quando gli piace

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Sia ben chiaro, perdere il posto di lavoro è sempre una brutta cosa. Non si sa mai cosa potremmo trovare in futuro, in alcuni casi è anche possibile rimanere senza impiego per molto tempo. Ciononostante ci sono persone che scelgono unilateralmente di lasciare il proprio posto di lavoro. Possiamo trovare un’infinita di cause che possono scatenare il desiderio di farla finita e chiudere definitivamente un determinato capitolo della propria vita lavorativa: dal mancato adattamento con i propri colleghi alla possibilità di trovare un posto più appetibile. Ciononostante in questo articolo parleremo (più che altro) di alcuni motivi che spingono i dipendenti più promettenti a lasciare il proprio lavoro, quelli più noti sono 7 ed ora ve li mostriamo

1) Stagnazione

É davvero snervante per una persona andare a lavorare sapendo di non poter fare dei passi avanti nella sua carriera: molte volte le persone sono costrette a fare più o meno le stesse mansioni per un periodo lunghissimo (20 o 30 anni); tutto questo può comportare delle ricadute psicologiche sulla persona che si trova in questa circostanza. Se poi aggiungiamo il fatto che il lavoratore sarà costretto a sedersi sulla stessa sedia dello stesso ufficio per i prossimi 30 anni, non possiamo che constatare che il soggetto si troverà in una situazione molto dura, forse anche insopportabile.

2) Troppo lavoro

Che sia troppo lavoro in base al compenso percepito o semplicemente perché la quantità di lavoro di richiesto è quasi destabilizzante a livello psicofisico, appare lampante che c’è qualcosa che non va. Purtroppo con il passare del tempo molte ditte si rifanno al concetto dell’efficienza, quella stessa efficienza che spinge (in realtà) i superiori a sfruttare ed a destabilizzare il povero dipendente.

3) Vaghe visioni

Ultimamente stiamo vedendo la proliferazione di ditte che si appellano a fantomatici ideali, il loro intento è quello di cercare manodopera giovane (dato che i giovani hanno aspirazioni) da usare; inutile dire che queste persone vengono (in buona parte) manipolate: convinti di stare lavorando per un progetto molto ambizioso (o per qualcosa di grande) questi giovani sono convinti di essere pagati (anche) con la moneta della soddisfazione. Accettando questo lavoro essi sono disposti a farsi assumere anche con retribuzioni (economiche) decisamente più basse della norma.

4) Lavorare per un’azienda che ha più a cuore i profitti che le persone

Ebbene si, ci sono aziende che si preoccupano davvero troppo dei profitti, addirittura più dei dipendenti stessi. Quando questo succede possiamo assistere ad una fuoriuscita dei lavoratori più capaci (che sanno che troveranno lavoro altrove) mentre rimarranno quelli più apatici; tutto questo potrebbe portare ad una cultura lavorativa dove la moneta è l’unica cosa che conta.

5) Mancanza di riconoscimento

Ovviamente non ci aspettiamo che i dipendenti vengano coccolati od osannati; però a volte qualche bonus che possa premiare il lavoratore diligente non guasta mai. Anche un grazie (o qualche altro riconoscimento morale) può fare la differenza. I dipendenti che lavorano bene sono un grande tesoro per la ditta stessa, essi rappresentano parte della ricchezza aziendale; seguire questo piccolo codice etico può rivelarsi fondamentale (sia per i lavoratori e sia per l’azienda stessa).

6) Mancanza di fiducia

Siamo sempre in linea con quanto abbiamo affermato in precedenza. I comportamenti scorretti degli imprenditori possono costare più di quanto si possa pensare: se uno o più lavoratori assistono ad avvenimenti abbastanza disturbanti come il fatto che il loro capo non paga i fornitori o magari si mette a barare con i propri clienti (facendo pagare di più), sicuramente la reputazione dell’azienda ne risentirà e i lavoratori migliori non si faranno pregare 2 volte per uscire.

7) Un sistema gerarchico troppo sofisticato

Sia ben chiaro, ogni impresa commerciale ha bisogno di una propria organizzazione gerarchica interna; ciononostante quando si esagera, spesso è possibile vedere una sorta di paralisi istituzionale all’interno di essa: il dipendente avrà sempre meno autonomia in ciò che farà (non mi meraviglio se un giorno si dovrà chiedere il permesso anche per andare in bagno) e tutto questo non gioverà a nessuno, anzi… C’è bisogno di un approccio più “umano” per evitare l’accumularsi di stress e tensioni all’interno della ditta stessa.

 

Non sempre la “modernità” giova. Forse c’è bisogno di una piccola rispolveratina del buon codice etico-morale che è in noi.

 

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Il Karma e le sue 12 Leggi

Si potrebbe dire che il karma è il riflesso di ciò che pensiamo, facciamo e sentiamo durante tutta la nostra esistenza, il quale ha un effetto diretto sulla nostra realtà e, di fatto, tutto questo non lascia molto spazio al caso. In pratica, tutto ciò che facciamo, sia che ci piaccia oppure no, corrisponde ad una conseguenza e ad un’esperienza di vita.

È possibile spiegare il karma attraverso le sue 12 leggi, queste sono molto importanti e dovremmo tenerle a mente per cercare di capire alcune cose che, spesso, non riusciamo a spiegare e ad applicare nella nostra vita durante il cammino verso la nostra evoluzione:

#1 La Grande Legge o Legge di Causa ed Effetto: ciò che si semina, si raccoglie. Ciò che diamo, ritorna indietro, spesso, moltiplicato. Anche i nostri pensieri sono soggetti a questa legge.

#2 Legge della Creazione: siamo i creatori della nostra stessa vita; il nostro mondo esterno non è altro che il riflesso del nostro mondo interiore.

#3 Legge di Umiltà: quello a cui resistiamo, persiste. Quello che non accettiamo, si manifesterà nella nostra vita. Se ci sentiamo superiori agli altri, se non capiamo che l’origine di tutto siamo noi stessi, abbiamo bisogno di essere più umili.

#4 Legge di Crescita: dobbiamo prenderci le responsabilità della nostra vita ed essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Solo quando ci guarderemo dentro potremo crescere.

#5 Legge di Responsabilità: dobbiamo essere coscienti che tutto ciò che accade nella nostra vita è nostra responsabilità, può essere difficile da accettare, però questo ci darà la possibilità di prendere in mano il controllo, per non lasciare che siano fattori esterni a gestirlo.

#6 Legge di messa a fuoco: non possiamo pensare a due cose contemporaneamente, dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su una sola cosa, di modo da raggiungere passo dopo passo l’obiettivo che ci siamo prefissati.

#7 Legge di ospitalità: dobbiamo dare anche se pensiamo di avere poco, pensare negli altri per generare il loro benessere apre il nostro cuore a cose meravigliose.

#8 Legge di connessione: tutto è connesso, ognuna delle nostre esperienze con tutti i suoi dettagli, tutto è integrato in un universo unico. Non dobbiamo pensare ad eventi isolati, tutto ha una relazione.

#9 Legge del qui ed ora: il presente è l’unica cosa che abbiamo, l’unica cosa su cui possiamo agire, il passato ed il futuro sono inaccessibili. Esiste solamente il presente, viaggi mentali per ricordare il passato o per immaginare il futuro rubano solamente tempo prezioso alla vita che stiamo vivendo nel presente.

#10 Legge del cambiamento: il cambiamento è l’unica cosa costante, tutto cambia, qualsiasi situazione, qualsiasi stato d’animo, qualsiasi condizione. Tenere ben presente questo fattore può aiutarci ad affrontare meglio le avversità, senza aggrapparci a nulla e ad accettare ognuna delle cose della nostra vita.

#11 Legge della pazienza e della ricompensa: quando sappiamo aspettare senza perdere la calma, senza perdere l’equilibrio, avremo reso la nostra attesa meno traumatica e sicuramente potremo godere delle ricompense.

#12 Legge dell’importanza e dell’ispirazione: dobbiamo mettere il cuore in qualsiasi cosa facciamo, dare ad ogni cosa l’importanza che merita, anche per il solo fatto di investire il nostro tempo in essa.

Applicando e tenendo presenti queste 12 leggi potremo avere molti benefici, tutto in teoria ha un senso, ma quando lo mettiamo in pratica acquista un valore speciale per la nostra esistenza che, ogni volta, ci avvicina sempre di più alla tranquillità, caratteristica di chi ha capito il proprio scopo.
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15 curiosità su Johnny Depp che probabilmente non sapevi

Johnny Depp è uno dei più conosciuti e famosi attori di Hollywood, questo è probabilmente dovuto ai particolari e stravaganti ruoli che solitamente interpreta nei film.

La sua vita privata è stata spesso criticata per via di alcuni “scandali”, ma di fatto, per quanto riguarda la sua professione di attore nessuno ha mai avuto da ridire. In molti lo giudicano per essere troppo egocentrico, la cosa certa è che questo attore nasconde molto più di ciò che si può vedere a prima vista e, forse, proprio per questo è diventato una delle stelle del cinema più amate in tutto il mondo.

Scopri le curiosità più sorprendenti su Johnny Depp:

1# Ha lasciato la scuola per diventare una stella del rock

Quando ha compiuto 12 anni gli hanno regalato la sua prima chitarra, da lì si è innamorato completamente della musica.

2# Il direttore della scuola lo ha incitato a lasciare gli studi

Dopo aver abbandonato la scuola per la prima volta, i genitori lo hanno obbligato a frequentarla di nuovo, ma il direttore gli ha consigliato di inseguire i propri sogni e di provare a diventare una stella del rock. Dopo poco ha lasciato tutto per andare a Los Angeles.

3# Non ha mai vinto un Oscar, nonostante sia uno degli attori più pagati

In numerose occasioni ha ottenuto la nomination, ma non ha mai vinto la prestigiosa statuetta.

#4 Dei bambini gli hanno chiesto aiuto per organizzare un ammutinamento

Mentre si trovava a Londra durante le riprese di uno dei suoi film, gli si è avvicinata una bambina che gli ha lasciato una lettera nella quale veniva richiesto il suo aiuto per organizzare una rivolta contro la maestra della scuola. Lui si è presentato nell’istituto travestito da pirata ed ha convinto i bambini a riconsiderare le loro richieste.

#5 Ha adottato il cavallo del film Sleepy Hollow

Quando ha saputo che il cavallo, vista la sua età, sarebbe stato sacrificato subito dopo le riprese del film ha deciso di adottarlo.

#6 Da bambino ha vissuto in 20 case diverse

La sua famiglia ha dovuto traslocare moltissime volte per motivi di lavoro, fino a quando non si è stabilita in Florida dove ha deciso di rimanere.

#7 Ha distrutto un cartellone pubblicitario su cui c’era la sua faccia

Non gli piaceva come era venuto nella fotografia del film 21 Jump Street, così, come ha visto il cartellone pubblicitario ha deciso di distruggerlo. È stato colto in flagrante dalle guardie di sicurezza, ma nel vedere che stava rompendo la sua stessa foto lo hanno lasciato terminare.

8# Ha molti tatuaggi, alcuni dei quali sono stati modificati

Nel corso degli anni si è fatto tatuare il corpo diverse volte. Uno di questi era il nome della sua ex moglie, Winona Rider, dopo che si sono lasciati ha trasformato il tatuaggio in “Wino Forever”.

9# È stato nominato per ben due volte “uomo più sexy del mondo”

Non è male, vero?

10# È stato fidanzato più volte, ma sposato solo una

Si è fidanzato con Amber Heard e con Lori Anne Wilson, ma in nessuna delle due occasioni è arrivato al matrimonio.

11# Uno dei suoi migliori amici è Nicolas Cage

Nicolas Cage è stato colui che ha convinto Johnny Depp a buttarsi nel mondo del cinema. Da lì sono diventati grandi amici e Johnny non ha mai avuto dubbi quando si è trattato di aiutarlo, anche quando nel 2007, Cage, ha avuto problemi di soldi.

#12 Ha un rapporto speciale con Jimmy Kimmel

Il presentatore e l’attore, ogni volta che si vedono di fronte ad una telecamera scherzano molto per far divertire il pubblico e, solitamente, si danno un bacio sulle labbra.

#13 Ha lavorato con Tim Burton in otto film

Senza alcun dubbio, formano una delle migliori coppie di Hollywood.

#14 Porta sempre con sé il costume del Capitan Jack Sparrow

Ha raccontato in diverse interviste che è sua abitudine portare il costume del Capitano in ogni viaggio. Il motivo? Gli piace fare visita ai bambini che sono ricoverati negli ospedali e sa che con il costume di Jack Sparrow riesce a renderli felici.

#15 Ha aiutato la figlia di Heath Ledger

Durante le riprese del film “Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo”, ha chiesto ai suoi colleghi, Jude Law y Colin Farrell, di mettere da parte i soldi guadagnati per donarli alla figlia di Heath Ledger, il collega che da poco tempo era venuto a mancare, questo per poter assicurare un futuro alla piccola.

Io non aiuto mia moglie

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Era un giorno come tutti gli altri; un mio amico venne a casa a trovarmi; finito di cenare ci mettemmo a discutere dei piccoli problemi della vita quotidiana: bollette, affitto, cose da comprare per arredare la casa e forse scappò anche qualcosa sulla possibilità di acquistare un’auto nuova; insomma la serata che stavo passando era come tutte le altre, tranquilla.

Ciò che a me appare normale per gli altri non lo è

Ad un certo punto (erano le 10 di sera all’incirca) fermai per un istante la chiacchierata per andare a lavare le poche stoviglie che avevamo usato (tanto ci avrei messo 5 minuti si e no); mentre presi la spugnetta ed il sapone non feci a meno di constatare che l’espressione del mio ospite trasudava un qualcosa di strano; ovviamente chiesi cosa stesse succedendo ma lui mi rispose che me lo avrebbe detto appena avrei finito di pulire.

Quando finii e mi misi a sedere mi confidò che era un po’ sorpreso dal mio atteggiamento: a detta sua sono stato molto altruista nei confronti di mia moglie per il semplice fatto di aver lavato al posto suo, le sue parole esatte furono “ma aiuti sempre tua moglie?” Mai domanda più semplice poteva farmi, ovviamente risposi di no.

E allora quello che hai fatto cos’era?”  Quando mi fece questa domanda venni preso d’assalto da un fiume in piena, la rabbia e l’incredulità scorreva forte in me, era arrivato il momento di fare un bel discorso.

 

Quello che ho fatto oggi non è nient’altro che una semplice faccenda di casa ed il fatto che mi occupi giornalmente di queste cose non vuol dire affatto che io stia aiutando mia moglie:

Quando io pulisco la casa non sto aiutando mia moglie dato che ci abito anche io.

Se cucino non sto aiutando mia moglie perché mangiamo entrambi.

Quando mi occupo dei bambini non sto aiutando mia moglie perché quei bambini li abbiamo fatti insieme, sono nostri.

Quando mi occupo della casa non posso dire che in quel momento stia aiutando qualcuno, il Motivo? Semplice: anche io faccio parte della casa.

C’è qualcosa che non va

Quello che non capisco sono quei mariti che si aspettano una sorta di ringraziamento al minimo gesto che fanno; ho visto mogli e compagne ringraziare i loro partner quando fanno la spesa, lavano i panni, portano a spasso il cane, addirittura ho visto mogli che hanno lodato (o quasi) il proprio uomo quando (quest’ultimo) è andato a prendere i loro bambini a scuola.

Tutto questo è assurdo; ma quei mariti che al minimo sforzo esigono una sorta di ringraziamento che problemi hanno? Ti senti figo se pensi di aver fatto risparmiare 10 minuti della giornata a tua moglie?

Rimango sempre stupefatto quando penso che nel 2017 ci sono ancora tantissime persone convinte che la donna si deve occupare (esclusivamente) della casa; il maschilismo è ancora forte in questo mondo e fino a quando sarà così, molte donne dovranno subire questa condizione di subordinazione (nei confronti del marito). Io però sono speranzoso: un giorno il mondo cambierà e anche noi con esso.

 

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La vita non deve essere solo lavoro, pagare bollette e morire!

Siamo sempre oberati tutto il tempo. TUTTO IL TEMPO.

Devono andare bene i test scolastici, bisogna superare l’anno, si deve frequentare una buona scuola, si devono seguire dei corsi prestigiosi, bisogna ottenere un buon lavoro, avere un buon curriculum e bisogna guadagnare più rispetto tra le proprie conoscenze.

Personalmente non ho mai capito tutta questa pressione per ottenere un buon lavoro a soli 20 anni. Ci viene insegnato che il successo nella vita è avere una posizione ai vertici di una società molto conosciuta ed avere diversi dipendenti sotto il proprio comando.

Cresciamo credendo fedelmente in questo.

Quindi, perché anche chi raggiunge questi obiettivi diventa una persona depressa, materialista e competitiva? Quello che conta è fare molti soldi, giusto?

No!

La vita non dovrebbe essere solo studiare, lavorare, fare soldi e morire.

Non siamo nati in questo mondo meraviglioso, pieno di luoghi fantastici, persone singolari e di cibi gustosi, per vivere in un ufficio tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Io, per esempio, mi considero una persona molto fortunata. Non ho mai lavorato per multinazionali e non ho mai avuto uno stipendio che potesse fare invidia a qualcuno. Ritengo di essere una persona con maggior successo rispetto ad amici in giacca e cravatta che guadagnano cinque volte il mio stipendio.

Ho saltato con il paracadute, ho insegnato la lingua inglese ai monaci delle zone rurali dell’India, ho visitato paesi di cui la maggior parte delle persone non conosce l’esistenza, ho fatto volontariato, ho viaggiato zaino in spalla senza alcuna direzione, ho vissuto in tanti posti, sono stato derubato e sono rimasto senza soldi in un altro continente senza nessun aiuto. Queste cose non contano come esperienza? Questo non dovrebbe essere chiesto durante un colloquio di lavoro?

Noi stessi siamo il nostro curriculum. Non siamo la multinazionale in cui lavoriamo. Non siamo lo stipendio che guadagniamo. Noi siamo ciò che viviamo. Siamo le persone che conosciamo, i libri che leggiamo, i luoghi che visitiamo. Noi siamo le esperienze che facciamo.

Gente, andiamo a lavorare per accumulare soldi che ci permettano di viaggiare. Facciamo volontariato. Scriviamo un libro anche se non verrà mai pubblicato, combattiamo per le cause in cui crediamo anche se il mondo intero penserà che siamo pazzi (nonostante siamo dei professionisti). Piantiamo un albero, facciamo qualsiasi cosa…

Pazzi sono coloro che dai 20 anni e poco più rimangono bloccati nel traffico per andare a lavorare, coloro che vedono sempre le stesse persone di fronte allo stesso computer.

Tutta questa ricerca del successo professionale a cosa serve? Abbiamo davvero bisogno di tutti i soldi che guadagniamo?

Cosa aggiungono alla nostra vita alcuni zeri in più nel conto in banca?

Crediamo di essere delle grandi persone per aver studiato in questa o in quella università e per lavorare nell’azienda più rinomata?

A meno che non si debba aiutare finanziariamente in casa, non possiamo dire che il problema sia il denaro.

Come ho già accennato, ho vissuto per un intero anno con lo zaino in spalla con i soldi messi da parte durante 13 mesi di tirocinio. Eppure, me ne sono avanzati. Non abbiamo bisogno di tutte le cose in eccesso.

Quando arriveremo a 60 anni, ricchi, nella nostra casa di 300 mq, potremo prendere il sole nel nostro giardino ed avremo la più bella automobile in circolazione, penseremo che siamo riusciti a raggiungere il nostro scopo nella vita.

Ma nonostante questo saremo infelici, depressi.

Essere realizzati per me non significa avere tanto denaro. Essere realizzati significa avere delle storie da raccontare. Essere realizzati significa sedersi in un bar con quattro amici e bere una buona birra ghiacciata, senza preoccuparsi del lavoro che rimane da fare ancora per oggi perché era troppo e non ho avuto abbastanza tempo.

Seguiamo ciò che ci fa battere forte il cuore. Siamo troppo giovani per preoccuparci di pensione e mutui. Le bare non hanno cassetti e ciò che guadagneremo in vita non potremo portarlo con noi dopo la morte. Ciò che si può portare da questa vita è la stessa vita che abbiamo vissuto.

Dobbiamo riuscire a trovare il giusto equilibrio tra necessità e libertà. 

Credit: Amanda Areias, il suo blog all’indirizzo https://www.facebook.com/livreblog

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