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Una gatta che vive per strada si rifiuta di mangiare se il cibo non viene messo in un sacchetto. Un giorno la seguono ed il segreto è svelato

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L’amore di una madre nei confronti dei propri figli è la cosa più forte che possa esistere. Se necessario, una mamma è in grado di sacrificare la propria vita per i suoi figli.

E sembra che non importi se la madre sia umana, oppure di un’altra specie animale. L’amore è sempre lo stesso.

Per diverso tempo, una donna aveva dato da mangiare ad una gatta che viveva per la strada, il suo nome era Dongsook. Questa donna gentile dava da mangiare anche ad altri gatti ed ogni giorno era un aiuto molto importante per tutti loro.

Un giorno però, Dongsook si rifiutò di mangiare. Accettava il cibo solamente se veniva riposto in un sacchetto. Altrimenti, rimaneva immobile fissando gli altri gatti mentre mangiavano. Non importava quanta fame potesse avere.

Allora, la donna decise di preparare ogni giorno un sacchetto solamente per Dongsook.

Nel momento in cui la gatta riceveva il proprio sacchetto, con attenzione, lo afferrava tra i denti e poi se ne andava correndo.

 

Così, la donna iniziò a chiedersi cosa ne facesse del cibo ed un giorno decise di seguirla.

Fu allora che si rese conto che il cibo che ogni giorno preparava non era per la gatta, bensì per i suoi piccoli cuccioli.

Una settimana prima Dongsook aveva partorito cinque gattini, però, per qualche triste e scononosciuta ragione solo una di loro era riuscita a sopravvivere.

La piccolina era esattamente come la propria madre, aveva solamente un po’ di peli rossi in più.

Con tanto amore lasciava il sacchetto alla gattina perché potesse mangiare. Quando la piccola era sazia, era il turno della mamma che mangiava ciò che rimaneva.

La donna rimase talmente impressionata dall’istinto e dall’amore materno di Dongsook che decise di fare qualcosa per aiutarla.

Guarda il video qui sotto, non te ne pentirai.

https://youtu.be/cH8Wya0WiuE

È bellissimo che esistano delle persone che dedicano attenzioni agli animali che, purtroppo, non hanno una casa, non è vero?

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11 segnali di pericolo che manda il tuo corpo quando ha bisogno di più magnesio, immediatamente

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Jürgen Vormann, nutrizionista e presidente della Federazione tedesca per la ricerca sul magnesio, sostiene che la mancanza di magnesio è uno dei deficit nutritivi più comuni.

Oltre ai crampi notturni, esistono diversi tipi di sintomi, più o meno gravi, che possono indicarci che il nostro organismo ha bisogno di più magnesio, di seguito sono elencati gli 11 più comuni.

Cosa è il magnesio?

Il magnesio è un minerale molto importante che aiuta l’organismo a sintetizzare centinaia di enzimi, inoltre è fondamentale perché il nostro corpo possa assimilare correttamente fosforo, calcio e potassio. La quantità giornaliera consigliata è di 280 milligrammi per le donne e di 350 per gli uomini.

Segnali di mancanza di magnesio

1# Bassi livelli di energia

Ti senti debole e senza energie? Il magnesio viene generalmente raccomandato alle persone che soffrono di stanchezza cronica e che si sentono sempre stanche.

Uno studio ha dimostrato che gli integratori di magnesio aiutano ad aumentare la resistenza degli atleti ed aiutano anche le persone anziane affette da malattie croniche.

2# Crampi

Molte persone che lamentano crampi notturni hanno delle carenze di magnesio.

Spesso i crampi colpiscono i polpacci, ma possono interessare anche altri muscoli.

Poiché il magnesio svolge un ruolo molto importante nel rilassamento muscolare, un’assunzione insufficiente può portare a spasmi muscolari involontari.

Secondo l’Ancient Minerals: “Senza magnesio i nostri muscoli possono essere in costante stato di contrazione”.

Una buona soluzione è quella di prendere degli integratori di magnesio prima di andare a letto, ma chiaramente, si consiglia di sentire il parere del proprio medico prima di iniziare a farlo.

3# Mal di testa frequenti

La carenza di magnesio provoca la caduta dei livelli di serotonina che causa la costrizione dei vasi sanguigni e questo può provocare mal di testa ed emicranie. Secondo MigraineAgain, circa il 50% delle persone che soffrono di emicranie hanno una carenza di magnesio.

Come spiega questo studio: una persona con una grave carenza di magnesio può avvertire come un senso di vertigine, nausea, intolleranza alla luce ed ai rumori, proprio come accade alle persone che soffrono di emicrania.

4# Disturbi del sonno

Se riscontri difficoltà quando è il momento di dormire, la ragione potrebbe essere una carenza di magnesio, specialmente se ti trovi in un periodo nel quale sei molto stressato.

Gli ormoni dello stress incrementano la pressione sanguigna ed il ritmo cardiaco e questo può provocare un aumento di consumo di magnesio all’interno dell’organismo. Se i livelli di magnesio sono bassi, il corpo non riesce a recuperare e questo può causare disturbi del sonno.

Una ricerca americana pubblicata sul Medical Hypotheses ha dimostrato che un apporto extra di magnesio può mettere fine ai problemi del sonno.

5# Battiti del cuore irregolari

I bassi livelli di magnesio possono provocare un battito irregolare del cuore. Molti medici prescrivono integratori di magnesio a quelle persone che lamentano un ritmo cardiaco irregolare.

Questo studio britannico del 2013 mostra che i pazienti che hanno la pressione alta possono avere bisogno di un apporto extra di questo prezioso minerale.

6# Dolori alle articolazioni

In questo caso aumentare l’assunzione di magnesio può essere molto utile. Il consumo di magnesio non ha effetti collaterali, è comunque consigliato chiedere un parere medico prima di assumerlo.

7# Stitichezza

L’intestino ha bisogno del magnesio per funzionare bene. Una carenza di questo minerale può causare stitichezza. Secondo il Magkliniken.se, il nostro corpo ha bisogno di magnesio per ammorbidire le feci.

8# Aumento di sensibilità alla luce

Secondo diverse ricerche i bassi livelli di magnesio possono destabilizzare il sistema nervoso. Questo può portare ad anomalie nell’attività neuromuscolare ed a reazioni estreme ed involontarie agli stimoli del sistema nervoso.

9# Cattivo umore

Alcuni esperti affermano che una carenza di magnesio nell’alimentazione può essere causa di depressione e di disturbi psicologici.

Uno studio americano del 2015, condotto su 8800 persone, ha mostrato che i pazienti con un’età superiore ai 65 anni con carenze di magnesio hanno il 22% in più di probabilità di soffrire di depressione.

10# Osteoporosi

Il magnesio gioca un ruolo molto importante nella formazione delle ossa. “Le persone che assumono più magnesio hanno una maggiore densità minerale ossea”, scrive NIH.

11# Diabete di tipo 2

Il magnesio aiuta l’organismo a scomporre gli zuccheri e potrebbe aiutare a ridurre il rischio di insulino-resistenza, una condizione che porta al diabete.

Le persone che hanno dei buoni livelli di magnesio hanno un minore rischio di sviluppare il diabete, come sostiene NIH.

In questo momento si stanno effettuando delle ricerche per capire se il magnesio può essere utile anche nella cura del diabete.

Alimenti che contengono magnesio

Per migliorare i livelli di magnesio non è per forza necessario dover ricorrere a delle medicine o a degli integratori, in quanto esistono diversi alimenti che possono aiutarci a ricostituire le nostre riserve di magnesio:

*Cacao: il cioccolato fondente, ogni 100 grammi, contiene quasi 500 milligrammi di magnesio.

*Verdure con foglie verdi: come lattuga e spinaci.

*Frutta: banane, albicocche, avocado, pesche e prugne.

*Frutta secca: mandorle, anacardi e noci.

*Legumi: fagioli e lenticchie.

*Cereali: riso integrale, miglio e avena.

*Patate.

*Zucca.

Come consigliato, è sempre meglio rivolgersi ad un medico prima di iniziare ad assumere integratori di magnesio.

Hai mai avuto alcuni di questi sintomi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere queste importanti informazioni con i tuoi amici e di appoggiarci con u  Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Durante il loro primo appuntamento lei nota qualcosa di strano nelle mani di lui, dopo 4 mesi scoprono una cosa impensabile

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L’amore è un sentimento che ogni persona vive, sperimenta e definisce in maniera differente. Anche se è vero che nel mondo esistono migliaia di coppie innamorate, la storia di Steve ed Hope Dezember è unica e preziosa.

Fin dal primo appuntamento, tra loro si è sviluppata una connessione molto speciale. Era come se fossero destinati a stare insieme.

Il loro primo appuntamento fu molto romantico; Steve aveva decorato la casa con delle candele ed aveva scelto della musica romantica per accompagnare la cena. Quella stessa sera, durante l’inverno del 2011, Hope si innamorò perdutamente di Steve.

Ma non fu solo la bellissima serata e la personalità di Steve che attirarono l’attenzione di Hope, bensì la ragazza notò qualcosa di strano mentre lui stava cercando di aprire una bottiglia di vino. Le mani di Steve tremavano in un modo molto strano, al punto da fargli perdere il controllo sulla bottiglia.

Nonostante il fatto che il tremolio durò per poco tempo, Hope si preoccupò comunque per lui in quanto aprire una bottiglia non è così complicato; anche se per Steve sembrava esserlo.

Steve aveva già dovuto affrontare in passato dei momenti come questi e si fece visitare da diversi medici. Però, nessuno di loro era stato in grado di diagnosticare quale fosse la causa.

Dopo 4 mesi e dopo essersi sottoposto ad altre visite ed analisi, all’età di 28 anni, a Steve venne diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, anche conosciuta come SLA, o malattia di Lou Gehrig, una patologia per la quale non esiste cura.

Le cause di questa malattia sono sconosciute. Una persona che soffre di SLA perde piano piano il controllo sui propri muscoli, questo rende i movimenti sempre più limitati, fino a perdere la capacità di camminare per via della debolezza e della diminuzione delle dimensioni dei muscoli. Con l’avanzare del tempo la malattia può portare alla difficoltà di parola, di deglutizione e di respirazione.

Gli effetti della SLA sono molto rapidi e devastanti. Mediamente, dopo che si manifestano i primi sintomi, l’aspettativa di vita delle persone a cui viene diagnosticata questa terribile malattia si aggira tra i 3 ed i 5 anni.

Fu proprio in quel momento che la vita di Steve cambiò radicalmente. Tutto ciò che era riuscito a creare di bello sembrava a rischio; soprattutto la propria relazione con Hope.

Tuttavia, Steve non si diede per vinto e cominciò la sua personale lotta contro la SLA e contro tutto ciò che potesse offuscare la propria felicità. Steve, due giorni dopo aver scoperto di soffrire di SLA, si fece coraggio e parlò con Hope spiegandole tutti i rischi di questa terribile malattia. Inoltre, le disse che se avesse deciso di rimanere al suo fianco doveva essere solamente perché lo amava e non perché provasse pietà per lui.

Hope non dubitò nemmeno un istante e decise di combattere al fianco del suo adorato Steve. La coppia era molto innamorata e felice e dopo due mesi si sposarono e decisero di sfruttare e di godersi al massimo tutto il tempo a loro disposizione.

Purtroppo, non tutto era rose e fiori; c’erano dei giorni in cui Steve aveva molti problemi di salute e nel 2013 perse la capacità di parlare. Dopo quel momento subentrarono ancora più probemi. Perse quasi trenta chili e per questo si vide costretto a letto incapace di muoversi, mentre Hope si sentiva impotente perché non poteva fare assolutamente nulla per lui, se non rimanere al suo fianco con il cuore spezzato per vederlo in quello stato.

L’obiettivo di poter vivere ogni giorno al massimo era ormai un lontano ricordo. Hope e Steve tornarono nella propria casa in Georgia, negli Stati Uniti e, da quel momento, le cose andarono sempre peggio. Steve era troppo magro per riuscire a badare da solo a se stesso e la sua depressione colpiva ulteriormente le sue condizioni fisiche.

Eppure, anche con la barba incolta ed i capelli poco curati, Hope lo amava ancora. “Lo guardo e credo che sia più bello che mai. Steve è ancora molto bello. Anche se non è curato sono innamorata di lui”, disse Hope.

Nonostante i grandi danni che la SLA ha causato al suo corpo, Steve continua a combattere senza darsi per vinto. Utilizza una sedia a rotelle elettrica per potersi muovere su corte distanze e comunica con Hope attraverso un computer.

Lei ha dedicato tutta se stessa per riuscire a rendere felice il proprio marito, tanto da rinunciare anche al proprio lavoro di terapista per prendersi cura di lui in ogni momento.

Steve e Hope, con l’aiuto di Jeremy Brown, hanno fondato “Drive“. Si tratta di un progetto artistico che permette a Steve di esprimere liberamente la propria creatività creando pezzi unici di arte astratta, i cui proventi vengono utilizzati per la ricerca sulla SLA e per contribuire alle spese mediche che l’uomo deve continuamente affrontare.

La cosa più interessante del progetto “Drive” è il modo in cui vengono dipinti i quadri, in quanto Steve utilizza le ruote della propria sedia per creare cose incredibili. Per il giovane si tratta anche di un modo per dimostrare la propria voglia di vivere, anche quando la sua condizione non è per niente semplice.

Se vuoi conoscere un po’ di più sul loro splendido progetto puoi visitare la pagina Facebook “Hope for Steve“.

Non dimenticare di appoggiare questa bellissima iniziativa condividendo con i tuoi amici la loro bellissima storia d’amore, di modo che ogni coppia possa prenderli d’esempio per avere la forza di lottare insieme contro le avversità e senza mai arrendersi.

Un’autista molto ubriaco investe ed uccide due ragazze. Poi la madre scrive una lettera al giudice che cambia tutto

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Tutti sanno che non bisogna guidare quando si è ubriachi. Tuttavia, sono molte le persone che si mettono al volante dopo aver bevuto.

Eric Smallridge, una notte, stava per ritornare a casa dopo essere stato in un bar ed era arrabbiato perché la sua automobile non voleva partire. Mentre si trovava nel parcheggio gli si è avvicinato un amico che gli ha chiesto:

“Eric, sei sicuro di riuscire a guidare?”, scrive la CBS News.

Per questo, si ricordò di vari amici che erano stati fermati dalla polizia mentre guidavano ubriachi, però le multe non erano mai state troppo serie. Aveano ritirato loro la patente di guida per alcuni mesi, durante i quali qualche amico si era sempre offerto per portarli ovunque avessero bisogno. Perciò, non sembrava nulla di grave.

Rispose al suo amico che poteva guidare e subito dopo partì. Questo fu un gesto che ebbe delle terribili conseguenze, due giovani ragazze vennero investite.

L’11 aprile del 2002, Megan Napier e Lisa Dickson, due ragazze di 20 anni, vennero investite mentre stavano tornado a casa dopo aver fatto da babysitter a dei bambini fino alle 2,30 del mattino. Entrambe morirono quella notte!

Eric venne condannato a 22 anni di carcere, undici per Megan e 11 per Lisa.

Renee Napier, madre di Megan, era distrutta per l’accaduto e non sapeva come potesse continuare a vivere dopo la tragedia. Aveva un grande vuoto dentro di sè e credeva che non avrebbe mai più potuto essere felice.

La donna era convinta che la punizione di Eric potesse ripagare tutto il dolore che le aveva provocato.

Eric, in tribunale disse piangendo: “Ho provocato molto dolore, però non c’è nulla che io possa fare per rimediare”.

Renee vedeva che Eric cercava di difendersi, però non si sentiva pronta per perdonarlo.

“Avrei potuto odiarlo per il resto della mia vita e tutti avrebbero capito il perché”, racconta Renee a CBS News.

“Però, questo non mi avrebbe fatto nessun bene e nemmeno a lui. Mi avrebbe solamente resa più amareggiata, arrabbiata e piena di odio”, continua la donna.

Dopo essere stato giudicato, Eric ha scritto una lettera alle famiglie delle ragazze chiedendo loro perdono per il poprio gesto e per tutto il dolore provocato.

Renee ha risposto al giovane dicendo di averlo perdonato. Tuttavia, per lei era molto difficile andare avanti, ma sapeva che il perdono era l’unico modo per poter proseguire.

Quando Eric ricevette la lettera sentì come se si fosse liberato da un grande peso che lo stava opprimendo. Finalmente riusciva a respirare, nonostante fosse cosciente che avrebbe dovuto sopportare per tutta la vita il peso delle conseguenze di ciò che aveva fatto.

Renee iniziò a conoscere ed a frequentare la famiglia di Eric e, con il passare del tempo, si rese conto che il giovane non era assolutamente un idiota, anzi, al contrario era un bravissimo ragazzo. Un ragazzo che aveva preso una pessima decisione. Una decisione per la quale si sarebbe pentito per tutta la vita.

Renee si rese conto che per quanto odio avesse potuto provare nei confronti di Eric, questo non le avrebbe mai restituito Megan e Lisa.

Due anni dopo il processo, Renee fece qualcosa che sorprese moltissime persone. Chiese al giudice di ridurre a metà la pena di Eric e così avvenne.

Eric chiese varie volte perdono alle famiglie e promise a Renee che si sarebbe comportato sempre bene.

Dopo la morte della filgia, Renee ha creato un’organizzazione senza scopo di lucro perché tutti si possano rendere conto delle problematiche che porta la guida in stato di ebbrezza e delle sue conseguenze.

Ora Renee tiene delle conferenze per i giovani. Spera di poter aumentare la consapevolezza tra i ragazzi, cercando di fare loro capire che condurre un’auto mentre si è ubriachi può provocare delle terribili conseguenze.

Non si deve mai guidare quando si ha bevuto, è un qualcosa che Renee sa molto bene.

Nell’anno 2015, negli Stati Uniti, sono morte più di 10 mila persone in incidenti stradali provocati per via dell’assunzione di droga ed alcol, questi sono i dati del CDC, Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Non bisogna mai guidare quando si ha bevuto. Meglio la sicurezza che l’insicurezza. Lascia la macchina e prendi un taxi.

Nessuno ha bisogno di vivere il resto della propria vita con il peso di aver ucciso qualcuno. E nessuna famiglia ha bisogno di ricevere la terribile notizia che un proprio caro non è più in vita perché qualcun altro non ha voluto prendere un autobus o un taxi al posto della propria macchina mentre era ubriaco.

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Pressione alta? Potrebbe essere un dato positivo secondo una curiosa ed inquietante ricerca

Temuta, mai attesa e ineluttabile. È la morte. Unico destino che non fa distinzioni tra gli esseri umani ed in particolare tra gli uomini, dove le differenze di vario genere si annullano di fronte ad una fine che è annunciata e conosciuta.

Ed è così che di fronte a questo mistero esistono migliaia di speculazioni, ma una sola certezza: l’immortalità è una caratteristica che non potrà mai appartenere al genere umano.

Nessuno può prevedere quando arriverà la sua fine, ma esistono delle indagini medico-scientifiche che raccolgono dati interessanti e basandosi sulla casistica possono determinare realmente quando qualcosa potrebbe accadere.

Ed è inquietante quanto emerge da uno studio effettuato su quasi cinquantamila persone britanniche, poi decedute.

Secondo quanto pubblicato sul Journal of the American Medical Association Internal Medicine, una fonte a prova di bufale, pare che il dato da monitorare nel proprio corpo sarebbe la pressione del sangue.

Attenzione, non si fa riferimento, ad esempio, ad un fattore di rischio come l’ipertensione, ma ad un altro tipo di aspetto. Le persone che sono state oggetto dell’indagine, decedute a sessant’anni o più, avrebbero fatto registrare una diminuzione della pressione sanguigna circa quattordici anni prima di veder cessare la propria esistenza.

Si tratta di un campione piuttosto attendibile, dato che non coinvolgeva alcun tipo di particolare condizione iniziale.

Al suo interno, infatti, è possibile trovare persone che fossero in una condizione di partenza ottimale, così come altre con già conclamati problemi cardiaci o altre condizioni patologiche.

I medici invitano comunque a non recepire questo studio come il veicolo di un messaggio sbagliato. Anche perché ovviamente non si invita a coloro i quali sono in cura con dei farmaci per il proprio stato ipertensivo a sospendere il trattamento.

L’indagine ha solo la funzione di ampliare la conoscenza rispetto alle dinamiche della vita. Ad esempio è stato possibile verificare come la diminuzione della pressione sanguigna fosse più rapida nel tempo nei pazienti affetti inizialmente da demenza, da coloro i quali avessero perso peso soltanto in maniera tardiva nella vita o che, in partenza, patissero già problemi di pressione alta.

Questi sono dati che, naturalmente, amplificano la necessità di sottolineare quelli che sono i veri fattori di rischio, al di là di una statistica la cui valenza dovrà essere confermata nel tempo da altri approfondimenti.

Per il momento ci si limita a prendere atto di una ricerca effettuata come un normale studio finalizzato ad ampliare la conoscenza relativa ad un argomento delicato come quello della pressione sanguigna.

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Secondo la madre la figlia è disabile. Dopo 24 anni trovano la madre morta e scoprono una brutale verità

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Nel giugno dell’anno 2015 Dee Dee Blanchard è stata trovata morta all’interno della sua casa.

La figlia della donna, Gypsy Rose Blanchard, è stata condannata a 10 anni di prigione per essere complice dell’omicidio.

Ma niente era come sembrava…

Si tratta, probabilmente, di una delle vicende più macabre e strane di tutta la storia criminale.

Fin da quando era una bambina, Gypsy ha dovuto lottare contro diverse malattie croniche.

Quando ha compiuto 7 anni, i medici le hanno diagnosticato una distrofia muscolare, una malattia che causa un’atrofia progressiva alla muscolatura scheletrica e porta anche problemi allo stomaco ed al cuore.

La madre, Dee Dee, è sempre stata al fianco della figlia ed ha lottato con tutte le sue forze affinché la piccola potesse ricevere le migliori cure possibili.

Dee Dee parlava spesso in pubblico delle complicate malattie che affliggevano la propria bimba, tanto che era riuscita a destare l’empatia di molte persone ed a ricevere diversi aiuti, sia dai propri cari che da persone estranee alla famiglia.

Madre e figlia, spesso, comparivano insieme su diverse riviste, programmi televisivi e galà di beneficenza.

Il risultato? A Gypsy ed a Dee Dee arrivavano moltissime donazioni e denaro. Molte persone, da tutto il paese, donavano loro dei soldi per poter far fronte alle costose cure che doveva affrontare la ragazza e per le spese di ogni giorno.

Per più di 10 anni Gypsy è rimasta seduta su una sedia a rotelle ed ha affrontato diverse terapie mediche con il sostegno di sua madre. Dee Dee era molto ammirata e veniva considerata una madre esemplare sia dai medici che da tutta la propria famiglia.

Però, molto presto, le autorità ed il resto del mondo avrebbero scoperto la cruda verità. Tutti i dettagli vennero alla luce in seguito all’omicidio di Dee Dee, il 14 giugno del 2015.

Anche se la madre aveva dichiarato che Gypsy era un’adolescente che soffriva di una malattia incurabile e che, inoltre, aveva le capacità mentali di un bambino, in relatà Gypsy aveva 24 anni e poteva camminare. Alla ragazza, per questi motivi, venne negata un’educazione scolastica e la stessa madre le fece credere di avere molti anni in meno di quelli che in realtà aveva.

L’assassinio mise in evidenza la grande menzogna che avvolgeva tutta la sua vita, in quanto Gypsy era una persona senza alcun problema, né fisico né mentale.

Gypsy ha affermato che la madre l’aveva obbligata a vivere come se fosse malata e come se avesse dei problemi mentali per la maggior parte della sua vita.

Per molto tempo la donna era riuscita a convincere i medici sulle condizioni di Gypsy. Le prescrissero migliaia di farmaci inutili e realizzarono sulla giovane complicati ed invasivi controlli, dei quali non ha mai avuto bisogno. A causa degli innumerevoli cocktail di farmaci che la madre la obbligava a prendere perse diversi denti; una volta tentò di fuggire, ma ben presto venne ritrovata dalla madre che la minacciò di spezzarle tutte le dita delle mani se avesse riprovato a farlo.

La figlia era il pezzo più importante per una terribile e malata bugia. Alla fine era Dee Dee che raccoglieva i frutti e con queste menzogne divenne ricca sulle spalle degli altri.

Nel 2013, Gypsy conobbe sul web un ragazzo di nome Nicholas Paul Godejohn, il giovane soffre di una leggera forma di autismo e ben presto i due, ingenuamente, iniziano una relazione che portò la ragazza a fidarsi di lui, al punto da confessargli la terribile verità sulla propria esistenza ed a pianificare il delitto della madre.

Durante le indagini per l’omicidio di Dee Dee vennero interrogate tutte le persone più vicine alla coppia ed alla fine la polizia scoprì tutta la verità. Gypsy confessò che non poteva più sopportare gli abusi della propria madre e, per questo, decise di ucciderla.

Attualmente Gypsy Rose Blanchard e Nicholas Paul Godejohn si trovano in carcere.

Sembra orribile che una figlia abbia potuto assassinare la propria madre ma, di fatto, non è meno crudele tutto quello che ha fatto passare una madre alla propria figlia. Cosa ne pensi?

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Tuo figlio è dipendente dalla tecnologia? Ecco come scoprirlo

Quella avvenuta negli ultimi quindici anni è comunemente definita “rivoluzione digitale”. Si è trattata di un’epoca in cui la tecnologia è diventata parte integrante della vita quotidiana di milioni di persone.

Il 2017, tra le altre cose, segna il decimo anniversario da quando Steve Jobs presentò al mondo il dispositivo che avrebbe realmente rivoluzionato la vita di molti: l’iPhone. Il primo smartphone che non fosse destinato a professionisti o a una nicchia, ma un telefono che per la prima volta era in grado di raccogliere molto di più che non fossero solo telefonate ed sms. Da allora in avanti sono diventate centinaia gli smartphone prodotti da tanti colossi e che oggi, in alcuni casi, rappresentano quasi un “prolungamento” del braccio e della mano di molti utenti.

C’è chi il cambiamento l’ha vissuto sulla propria pelle ed ha visto realmente quanto e come siano variate le cose.  C’è chi, invece, non ha idea di come fosse prima la vita senza telefoni o tablet, veri e propri raccoglitori di app e programmi destinati all’informazione, all’intrattenimento ed al gioco.

Il riferimento va naturalmente agli adolescenti e soprattutto ai bambini.  Loro non sanno cosa sia un mondo senza smartphone o tablet e pertanto corrono il rischio di incappare in quella che può essere considerata una vera e propria dipendenza.

I ricercatori dell’Università del Michigan hanno voluto effettuare uno studio riguardante giovani tra i 4 e gli 11 anni per capire le loro attitudini nei confronti degli “schermi digitali”.

A quanto pare a preoccupare non dovrebbe essere il numero di ore che i bambini trascorrono davanti ai loro dispositivi, ma come e con che modalità si fanno intrattenere dal loro “schermo”.

In particolare ci sarebbero dei segnali che dovrebbero destare maggiore preoccupazione di altri. Primo fra tutti sarebbe la resistenza a lasciare il dispositivo quando richiesto, l’incapacità ad avere interesse per avere altro che non sia quanto viene riprodotto attraverso lo strumento e a pensare ad altro che non sia l’oggetto.

Parametri che diventano allarmi esponenziali nel momento in cui non si riesce più ad avere interazione col bambino.

Il consiglio per evitare che si arrivi ad una vera e propria dipendenza è riservato ai genitori che avrebbero il compito di ritagliarsi del tempo da passare con i più piccoli, in modo tale da aprirli ad un momento che non sia contenuto nel proprio tablet.

Andare a fare una corsa, a nuotare, allo stadio o al cinema rappresenterebbero diversivi sufficienti ad evitare problemi psicologici nell’interazione con il resto del mondo.

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Il bacio che ha messo fine alla vita di Mariana, aveva solamente 18 giorni

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Questa piccola è stata infettata da un virus mortale durante il matrimonio dei propri genitori, i suoi fragili e delicati organi non hanno potuto resistere. I suoi genitori, Nicole e Shane Sifrit, hanno deciso di condividere questa triste storia di modo da allertare tutti i genitori. La loro figlia è morta a soli 18 giorni di vita.

Facebook / Nicole Sifrit

Dopo 6 giorni dalla propria nascita, la piccola ha contratto l’herpes virus attraverso un bacio; i suoi genitori non avrebbero mai potuto immaginare una cosa simile.

Facebook / Nicole Sifrit

Il fatto è accaduto durante la celebrazione del matrimonio tra Nicole e Shane. Durante la festa, la piccola Mariana è passata tra le braccia di tutti gli invitati, familiari ed amici non vedevano l’ora di conoscere la nuova arrivata e per questo è stata abbracciata e baciata amorevolmente da molte persone.

Dopo un paio d’ore di festeggiamenti, tra balli e risate, la festa si è trasformata in una tragedia quando la coppia si è resa conto che la figlia faticava a respirare, inoltre non aveva voluto mangiare e non riusciva a stare sveglia e per questo la portarono immediatamente all’ospedale più vicino.

Facebook / Nicole Sifrit

Dopo l’ingresso in ospedale, gli organi di Mariana hanno cominciato a cedere e, purtroppo, la piccola è venuta a mancare tra le braccia dei suoi genitori 18 giorni dopo la propria nascita.

Queste sono le parole della sua mamma:

La nostra principessa Mariana Reese Sifrit ha indossato le ali di un angelo alle 8:41 di questa mattina tra le braccia del suo papà e della sua mamma che erano accanto a lei. Ora non soffre più ed è con il Signore. Grazie a tutti coloro che hanno seguito il suo viaggio e ci hanno sostenuto. Nei suoi 18 giorni di vita ha avuto un forte impatto sul mondo e speriamo che la storia di Mariana possa salvare numerosi neonati. R.I.P. Dolce Angelo ♡

Secondo i medici, la piccola Mariana ha sviluppato una meningite virale contratta dall’ herpes simplex virus di tipo 1.

La bimba ha ricevuto delle terapie molto forti e anche diverse trasfusioni di sangue, ma non sono state sufficienti per salvarle la vita, il suo piccolo fegato non ha resistito ed è collassato provocando un’emorragia interna. I genitori di Mariana hanno fatto le analisi per verificare se fossero stati loro a contagiare la piccola, però i risultati sono stati negativi e, chiaramente, la cosa più probabile è che il responsabile fosse un invitato al matrimonio.

Dopo questa tremenda disgrazia, la famiglia Sifrit vuole sensibilizzare tutti i genitori sul pericolo che può rappresentare il semplice gesto di baciare un neonato.

La coppia ha voluto dare un consiglio a tutti i genitori: “Anche se potrebbe sembrare esagerato, se tuo figlio è nato solo da pochi giorni, non permettere a nessuno di toccarlo o di baciarlo. Anche i genitori dovrebbero costantemente lavarsi le mani”

Facebook / Nicole Sifrit

Non permettere mai a nessuno di baciare il tuo bambino.

I neonati sono degli esseri molto fragili con i quali bisogna prestare moltissima attenzione. A volte, tante precauzioni possono sembrare esagerate o assurde, ma sono essenziali per la salute del nostro piccolo; è mille volte preferibile un atteggiamento come questo, piuttosto che dover sopportare quello che stanno vivendo questi genitori.

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In Alaska quest’uomo sta dando da mangiare ad un grosso stormo di aquile calve, il video racconta un evento più unico che raro

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Forse per qualcuno questa notizia potrebbe sembrare nulla di che; ciononostante, dovete sapere che vedere in natura una sola aquila calva è di per sé un evento molto raro e, a meno che non siano in uno zoo, interagire con loro è praticamente impossibile.

Di natura, l’Aquila di Mare Testabianca (Haliaeetus leucocephalus) o aquila calva, evita le aree dove sono presenti gli umani ed è in grado di rinunciare al cibo se nell’area di caccia ne avverte la presenza. Se quando si trovano all’interno del loro habitat vengono disturbate dall’uomo, tendono a mangiare molto meno e riescono a nutrirsi fino al 35% in meno rispetto al solito.

Nel filmato che seguirà si potrà vedere l’assoluta rarità del fenomeno, dove almeno 2-3 dozzine di aquile calve si avvicinano ai piedi del fortunato uomo che si appresta a dar loro da mangiare.

L’uomo inquadrato, Jessie Peek, ha la straordinaria fortuna di ricevere spesso e volentieri le visite dello stormo; inoltre sembrerebbe che i volatili abbiano stabilito una sorta di legame con il loro benefattore, tanto è vero che nel video si vedono le maestosissime aquile avvicinarsi con nonchalance al protagonista di questa vicenda, come se si fidassero ciecamente dell’uomo, tanto da nominare questo fenomeno “Solo un altro giorno in Alaska“.

Se non credi a ciò che dico prova a guardare il filmato qui sotto, non te ne pentirai affatto.

La natura è davvero affascinante e quest’uomo è assolutamente fortunato nel poter vedere cose che ad un qualsiasi essere umano risulta praticamente impossibile. L’incredibile stormo sembrerebbe fargli visita praticamente tutti i giorni, come se l’uomo fosse una sorta di prescelto dalle aquile stesse.

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15+ foto dei fiori più strani creati dalla natura. La sua immaginazione non ha limiti!

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Nel mondo esistono migliaia di esseri viventi oltre a noi umani e, probabilemente, ci sono delle specie che non sono ancora conosciute o studiate. Tuttavia, sappiamo bene che madre natura ci riserva un’infinità di regali e sorprese che sembrano provenire da un altro pianeta.

Proprio come le foto dei seguenti fiori che faranno volare la tua immaginazione!

 

1# Orchidea ballerina

2# Rose nere

Le rose nere esistono realmente in natura, si tratta di fiori molto rari che crescono solamente ad Halfeti, nel sud della Turchia. Il particolrae colore è dato dal Ph delle acque sotterranee, inoltre sono ricche di molecole idrosolubili chiamate antocianine, questi pigmenti sono presenti anche nei frutti rossi come lamponi ecc. Quando sbocciano il loro colore è rosso vivo, dopodiché durante i mesi estivi diventano nere.

3# Un particolare fiore a forma di teschio

4# Pecteilis radiata, questo fiore sembra una colomba con le ali aperte

5# Impatiens psittacina o due piccoli pappagalli

6# Rosa verde, preziosa e unica

7# Orchis italica, un’orchidea dalle sembianze umane

8# Falenopsis, questa orchidea invece sembra un bellissimo uccellino

9# Ophrys bombyliflora, delle apine sorridenti

10# Sembrerebbe un piccolo marziano

11# Dracula simia, l’orchidea con il musino da scimmietta

12# Campanella turchina

13# Anguloa uniflora, un dolce bebé

14# Psychotria elata, a forma di labbra

15# Un’altra orchidea dalle forme meravigliose

16# Impatiens bequaertii, bellissime ballerine

17# Uno stupendo tappeto di fiori di glicine in Giappone

Questi fiori sono veramente meravigliosi e le loro particolari forme fanno volare la fantasia, non credi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere con i tuoi amici queste bellissime immagini e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Questo lupo è stato investito da una macchina per poi essere abbandonato al suo triste destino. Ciò che accade dopo è assolutamente toccante

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I  lupi sono spesso visti come dei predatori feroci, famelici e sanguinari. Ciononostante la vicenda che racconteremo oggi smentirà la nostra visione delle cose.

Diversi mesi fa, nelle campagne israeliane, un giovane lupo venne investito da una macchina e lasciato agonizzante sul ciglio della strada. Diversi minuti dopo i primi passanti hanno deciso di non girare lo sguardo altrove ed hanno deciso di rimanere sul posto per verificare cosa fosse realmente successo al malcapitato. Poiché il lupo era stato travolto era apparso chiaro fin da subito che era necessario un tempestivo aiuto concreto. Fortunatamente uno di loro ha deciso di darsi da fare ed ha adagiato delicatamente il lupo nella sua macchina per poi portarlo al più vicino ambulatorio per animali.

Le condizioni del povero lupo

La situazione era problematica: il lupo aveva le zampe rotte e perciò era necessario operarlo all’istante.

I medici hanno anestetizzato il paziente per poi procedere al delicato intervento.

 

Cosa è successo dopo?

Sorprendentemente, il nostro protagonista sopravvisse al delicato intervento e perciò era finalmente fuori pericolo. Ciononostante il tempo di recupero e guarigione era molto lungo e perciò era necessario tenerlo in cattività, ovvero in una condizione che non andava a genio al giovane lupo poiché ha sempre vissuto fuori, tra le campagne israeliane. I medici decisero di dargli un nome e dopo varie consultazioni decisero di chiamarlo Oliel.

Diversi mesi dopo arrivò, finalmente, il momento di liberarlo e perciò i vari volontari dei centri per animali si “strinsero” ad Oliel per un’ultima volta, per poi caricarlo in un piccolo box dove poi sarebbe stato liberato.

Oliel non sapeva cosa stava per succedere, non poteva sapere che la sua routine, fatta di analisi e riabilitazione, stava per finire.

Quando si aprì lo sportello del box, Oliel era scosso ed impaurito, non sapeva dove andare e cosa fare. Dopo un po’ di tempo finalmente il suo animo selvaggio prese il sopravvento ed iniziò a correre.

Finalmente Oliel è libero

La vicenda di oggi ci ha dimostrato che chiunque può fare la differenza tra la vita e la morte: in primis la persona che ha deciso di portare Oliel all’ambulatorio, e per secondi i veterinari che hanno svolto brillantemente il loro lavoro salvando la vita di un essere vivente. Tutti noi possiamo essere persone meravigliose e fantastiche, fin tanto che continueremo a comportarci da tali.

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Uno studio rivela che più tempo si passa con la propria madre, più a lungo lei vivrà

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Quanto tempo è passato da quando hai visto per l’ultima volta tua madre? Se la risposta è “non di recente” allora è arrivato il caso di riavvicinarci di più a lei. Uno studio ha dimostrato che più tempo passiamo con le nostre madri più a lungo vivranno.

Lo studio dai risultati sorprendenti

In uno studio dove sono state prese  in esame 1600 persone dai 70 anni in su, si è arrivati alla conclusione che la solitudine dei nostri genitori può portare a essi determinati problemi di salute: in primis la depressione, però si potrebbero manifestare anche diverse malattie cardiovascolari e addirittura la morte prematura.

Un fattore che ha preoccupato molto gli scienziati è proprio la correlazione tra il tempo passato in solitudine e l’insorgere di queste patologie; una percentuale molto contingente di persone che non vedevano i loro figli da almeno 6 anni sono morte pochissimo tempo dopo. Tutto questo potrebbe sembrare quasi assurdo ma alla fin fine se proviamo ad immedesimarci nei panni delle nostre madri non possiamo che realizzare che quanto detto non è affatto esagerazione ed allarmismo, ma pura verità. La solitudine aumenta il rischio dell’insorgenza di deficit cognitivi come la demenza.

L’importanza della socializzazione

In un’altra ricerca pubblicata da un rinomato professore di sociologia si è arrivati a comprendere la fondamentale importanza che hanno le interazioni sociali per la nostra salute psicofisica. Prima di tutto basti pensare che l’umanità si è evoluta grazie al progresso scaturito dalla cooperazione tra più persone; in altre parole l’essere umano non può vivere da solo poiché non troverebbe il senso della sua esistenza; esso acquista importanza solamente in relazione alle altre persone (come una grande famiglia dove tutti si aiutano tra di loro).

Cosa stiamo aspettando? Dobbiamo Agire subito

È bene prendere la cornetta del telefono e dire subito ai nostri genitori che gli faremo visita molto presto. Dobbiamo tenere a mente che i pranzi della domenica in famiglia sono fondamentali: tra una portata e l’altra e una risata qua e là (mentre si raccontano delle storie divertenti) non si può che comprendere l’importanza dei bei momenti passati in compagnia della nostra stessa famiglia. Inoltre passare del tempo con i nostri genitori ci avvantaggia tantissimo poiché la loro saggezza potrebbe esserci utile nel fare le giuste scelte nella vita di tutti i giorni.

É bene sapere che i nonni sono degli ottimi babysitter per i nostri bambini ed inoltre tutto questo riduce moltissimo la probabilità che i nostri genitori abbiano a che fare con problematiche come l’Alzheimer o la demenza.

Non facciamo l’errore di rimandare tutto questo in un secondo momento

Insomma, l’importante di tutta questa faccenda è che tutti noi dobbiamo stare insieme alle persone care; come abbiamo appena dimostrato stare in famiglia fa bene a tutti e su tutti i fronti. I bei momenti passati insieme sono unici ed irripetibili; l’importante è non accorgersi di tutto questo quando ormai è troppo tardi.

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Piccolo eroe nasce senza metà cuore, una sola soluzione: trapianto a otto settimane

Essere al mondo da otto settimane, lottare una battaglia per la vita e vincerla. È già un piccolo eroe Charlie Douthwaite.

E “piccolo eroe” è proprio il termine con cui ha voluto definirlo la madre.

Nelle scorse settimane era salito alle prime pagine delle cronache per via della sua commovente storia che lo aveva visto nascere con una rara malattia congenita.

Secondo quanto riporta la Bbc l’anomalia cardiaca che lo affligeva si chiama “Sindrome del cuore sinistro ipoplasico”, ma come lo stesso sito dell’emittente britannica riporta è semplicemente (si fa per dire) nato senza metà cuore.

Un destino che sembrava segnato e che già dopo neanche due mesi di vita lo ha visto diventare il più giovane cittadino britannico nelle liste trapianti del Regno Unito.

Sono servite nove ore di intervento chirurgico all’ospedale Freeman di Newcastle, in Inghilterra, per salvargli la vita.

La più commossa pare sia stata la madre Tracie Wright che ha voluto ringraziare soprattutto la famiglia dei donatori per aver voluto regalare al proprio figlio una nuova chances di vita.

Un regalo che la genitrice di Charlie ha definito impagabile, per essere stato fatto nell’attimo in cui c’era un momento buio da vivere come un lutto e sarebbe stato difficile per chiunque pensare ad altri.

Sono persone speciali” ha detto Tracie, aggiungendo che nessuna parola potrà essere sufficiente per riassumere la gratitudine nei confronti della grandezza del gesto.

Quando il nuovo cuore del piccolo ha iniziato a battere, in molti hanno gridato al miracolo ed appare difficile chiamarlo diversamente, sebbene alla base della buona riuscita ci sia l’abilità dell’equipe chirurgica.

A prendere parte all’intervento c’era la cardiologa Zdenka Reinhardt che non ha nascosto la soddisfazione per la grande pagina di medicina scritta e per aver salvato la vita ad un bimbo che sembrava avere il destino segnato.

Al di là delle abilità la professionista ha, però. ammesso: “c’è stata anche fortuna, perché le condizioni non erano ottimali ed era davvero molto piccolo”.

Il paradosso è che non si è trattato della prima operazione a cuore aperto per Charlie che era nato con un peso di poco più di 2,5 kg.

Adesso il piccolo sarà assistito passo passo fino al completo ristabilimento.

Il momento in cui dovrebbe lasciare l’ospedale dovrebbe essere fissato per l’inizio del 2018.

Un dato che potrebbe essere ben augurante per l’inizio di una vita che, ad un certo punto, risultava essere tutt’altro che scontata.

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C’è un segreto per invecchiare bene e mantenere attivo il cervello secondo le ultime ricerche

Che si tratti di riviste scientifiche o di programmi televisivi destinati ad una platea variegata cambia poco.

Essere obesi o comunque in sovrappeso rappresenta un aspetto deleterio per l’organismo umano e pertanto si tende a sensibilizzare l’opinione pubblica a mangiare bene e a scongiurare l’eccesso di adipe sul proprio corpo.

È abbastanza comune rintracciare articoli di giornale che ricordino ai più quanto strettamente correlata possa essere la relazione tra un “giro vita” più ampio della media e la predisposizione a patologie a carico del cuore.

La ricerca tuttavia sta portando alla luce altre possibili complicazioni legate al sovrappeso e all’obesità, con particolare riferimento alle persone che abbiano raggiunto e superato i cinquant’anni.

Risulta quasi superfluo sottolineare quanto deleterio possa essere un peso eccessivo per ossa e articolazioni. Sarebbe, per dare l’idea, come se a un camion si decidesse di installare il motore di uno scooter, con tutte le complicazioni che ne deriverebbero.

Le ultime ricerche, secondo quanto riporta il magazine Indipendent, delineano un quadro ancor più inquietante per chi, non più giovanissimo, non riesce o non intende scendere di peso.

Viene infatti riportato lo stadio effettuato su oltre un milione di persone, almeno cinquantenni, e pubblicato sul giornale specializzato “Alzheimer’s and Dementia”.

L’eccessiva percentuale di massa grassa nel corpo umano risulterebbe sensibilmente dannosa per il sistema cerebro-vascolare, con riferimento ai vasi deputati al trasporto del sangue “da” e “per “ il cervello.

Ed è noto come l’ossigenazione del cervello, fondamentale per le funzioni mentali, avvenga ad opera delle arterie.

Secondo, però, quanto rivela l’University College London non si tratterebbe dell’unico meccanismo che favorirebbe lo sviluppo della demenza in soggetti.

L’alta presenza di grasso comprometterebbe inoltre la normale regolazione dell’insulina e questo comporterebbe una probabile alterazione delle funzioni principali del sistema nervoso centrale.

Un anno fa, invece, l’Università di Cambridge ha rivelato che il cervello di una persona di mezza età che sia in sovrappeso risulta mediamente più “invecchiato” di dieci anni rispetto alla normalità.

Pare infatti che la materia grigia delle persone con BMI superiore a 25 risultasse ristretta rispetto a quella di soggetti senza gli stessi problemi di linea.

Ed è noto come il cervello umano possa restringersi a causa di diversi fattori: l’avanzare dell’età, ad esempio, ma anche patologie croniche come il diabete, il cancro e problemi cardiaci.

Per invecchiare bene e mantenere il più possibile attive le proprie funzioni vitali non resta che mettersi in linea. A beneficiarne non sarà solo il cervello.

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L’Ikea ha appena lanciato una collezione di mobili per gli animali domestici e gli amanti degli animali li vogliono già tutti

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La famosissima impresa svedese è nota a tutti come uno dei posti migliori quando si tratta di arredare la casa; i loro prezzi imbattibili e la enorme quantità di tipologie di mobili hanno fatto dell’Ikea una delle ditte più famose al mondo.

Quello che però è sempre mancato alla famosa ditta svedese è il fatto di non aver mai prodotto e commercializzato dei prodotti per gli animali domestici. Ciononostante l’impresa ha voluto colmare tutto con il lancio di una nuova collezione di mobili chiamata: “Lurving”, una parola che in svedese significa peloso.

Nel catalogo della Lurving è possibile reperire di tutto: dai semplici letti per animali ai mobili dove i gatti possono farsi le unghie (grattando sulla superficie del mobile). Insomma la nuova collezione che farà il suo esordio a partire dall’anno prossimo si è proprio data da fare per gli amanti degli animali. Di seguito le foto di una parte della nuova collezione, buona visione.

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Ridurre il rischio di ictus e problemi al cuore? A tavola c’è un alleato insospettabile

La dieta, soprattutto negli ultimi anni, è diventata un argomento molto dibattuto. Ognuno prova a seguire un regime alimentare che risulti compatibile con le proprie esigenze.

C’è chi si impegna a mantenere la linea, chi si affida a esperti per perdere peso e chi, invece, pratica il fai da te.

Ipocalorica, mediterranea, vegana e tante altre. Tante correnti di pensiero, tante filosofie che, però, molte volte tendono a demonizzare alimenti che, invece, risultano molto ricchi di gusto: i latticini.

E il discorso diventa ancor più teso a dissuadere dal consumo quando si parla di “formaggi”. Sono state tantissime le pubblicità che, nel tempo, hanno propinato quelli (rari) a basso livello di colesterolo, nemico giurato del cuore.

Adesso, però, ci sono nuovi studi che portano a conclusioni apparentemente in antitesi con le tante idee che esistevano fino a poco tempo fa.

Adesso i grandi estimatori del formaggio potrebbero esultare. Pare, infatti, che il consumo quotidiano faccia decrescere in maniera sensibile il rischio di fatali attacchi cardiaci e ictus.

Sono quindici gli studi effettuati in Cina che avrebbero rivelato che consumare 40 grammi di formaggio al giorno ridurrebbe i rischi del 40%.

Si tratterebbe non solo di un mero dato statistico, ma risulterebbe anche la prova di quello che si può sostenere partendo da basi scientifiche abbastanza attendibili. Il formaggio contiene alti livelli di calcio ed allo stesso tempo permette l’assunzione di quello che, in maniera comune, viene definito “colesterolo buono” che avrebbe il ruolo di far calare il “colesterolo cattivo”.

Ed, inoltre, rappresenterebbe una fonte importante per un acido che eviterebbe l’intasamento delle arterie.

La notizia è stata ripresa dal portale britannico netdoctor.co.uk che ha riportato le parole del professor Ian Givens, docente e specialista in nutrizione del’università di Reading che ha confermato la tesi proveniente della Cina rivelando che ci sarebbe anche una riduzione del rischio di diffusione del diabete di tipo 2.

In particolare il latticino più apprezzato sotto il profilo medico scientifico sarebbe lo yogurt magro che assicurerebbe una buona percentuale del fabbisogno proteico e di calcio quotidiano, senza la necessità di ingerire i grassi saturi che alcuni formaggi contengono.

E a proposito di quest’ultimo aspetto va sottolineato quanto sia fondamentale non esagerare con le quantità, affinché da effetto benefico quello del formaggio diventi un ruolo deleterio per la salute del consumatore.

Ogni alimento andrebbe inserito all’interno di una dieta equilibrata con le giuste proporzioni in relazioni alle necessità nutritive di ognuno.

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Extraterrestri e Ufo in Italia: 8 avvistamenti recenti, ecco dove e come segnalarne altri

C’è vita oltre la Terra? E’ la domanda che da tanti secoli l’uomo si pone, senza mai trovare una risposta che possa essere considerata oggettivamente attendibile.

Nel corso della storia umana non sono mancati gli avvistamenti di qualcosa che potesse sfuggire alla conoscenza ed essere considerato sovrannaturale.

Convenzionalmente si è scelto il termine ufo (acronimo dell’espressione inglese Unidentified Flying Object) per identificare degli oggetti volanti non identificati che siano stati avvistati nei nostri cieli.

E non è mai stato possibile determinare se si sia trattato di dicerie tramandate o di qualcosa reale e tangibile.

Nel frattempo, però, c’è chi ha scelto di attivarsi per raccogliere quante più informazioni possibili in merito. Che si tratti di una luce sovrannaturale o appunto di un disco volante non fa differenza. Oggi sul web è possibile rintracciare una raccolta analitica di tutto ciò che l’uomo ha potuto vedere con i suoi occhi.

Dove? Attraverso un sito che si chiama Ufo Stalker è possibile, infatti, avere contezza di dove avvengono le visioni di fenomeni che, in un certo senso, possono essere definiti paranormali.

E i numeri appaiono davvero spaventosi, dato che sarebbero stati segnalati quasi ottacinquemila casi sospetti con una crescita che continua a rivelarsi esponenziale.

Il dato, infatti, ha fatto segnare un +12% nel solo 2016.

E in Italia sono otto i casi di Ufo che sarebbero stati avvistati nel solo 2017. Fa particolarmente effetto vedere lo stivale italiano con i segnaposto che segnano in maniera dettagliata la posizione di dove il fenomeno si sarebbe verificato.

Nell’anno che sta per concludersi gli avvistamenti sarebbero avvenuti in varie zone del Bel Paese: a Roma e a Milano, passando per Trepuzzi in Puglia, Arona in Piemonte, Albano Laziale, Sesto Fiorentino, Mareno di Piave in Veneto.

La descrizione in molti casi risulta minuziosa. I riscontri sono determinati da testimonianze che raccontano di Ufo rotanti attorno al proprio asse o addirittura da fotografie che segnalano la presenza di oggetti misteriosi all’interno di scatti che, almeno in teoria, non avrebbero dovuto contemplarli.

Come spesso accade in questi casi la strategia giusta è lasciare alla sensibilità di ognuno la libertà di credere o meno ad un qualcosa che non può essere dimostrata in maniera oggettiva.

Risulta, comunque, suggestivo pensare che oggi esista una mappa del pianeta Terra attraverso cui poter ricavare tutti i punti dove potenzialmente potrebbe essere stato avvistato un Ufo. I più temerari potrebbero cimentarsi in una ricostruzione fantascientifica dei movimenti e persino in una strategia da parte di chi vive in una dimensione che non ci appartiene e risulta sconosciuta persino alla scienza.

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Una donna viene portata all’ospedale per morire. Ma poi dice qualcosa e l’ambulanza cambia strada all’istante

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Una donna molto malata si trovava in ambulanza per essere trasportata in una clinica dove avrebbe ricevuto delle cure paliative fino all’arrivo la propria morte.

Tuttavia, la donna ha pronunciato sei parole, le quali hanno fatto si che il conducente dell’ambulanza cambiasse strada immediatamente…

La commovente foto sta facendo il giro del mondo. Il servizio di ambulanze di Queensland stava trasportando la donna malata in un ospedale vicino, di modo che potesse ricevere le cure paliative e che potesse trascorrerre all’interno della struttura i suoi ultimi giorni di vita.

Ma durante il perscorso lei ha detto qualcosa al conducente dell’ambulanza che gli ha fatto cambiare direzione.

Vedere il mare per l’ultima volta

La donna ha detto che il suo ultimo desiderio era quello di poter vedere il mare per un’ultima volta. Così, il conducente ha preso una scorciatoia per raggiungere Hervey Bay, una località che si trova sulla costa ovest dell’Australia.

Lacrime ed emozione

Una volta raggiunto il posto, il personale presente sull’ambulanza ha portato la donna in spiaggia, di modo che potesse vedere il mare da vicino.

Facebook / Queensland Ambulance Service

“È scoppiata in lacrime e si vedeva che era molto felice”, ha scritto il personale dell’ambulanza in un post su Facebook.

“Alcune volte non sono i farmaci, la formazione o l’abilità, alcune volte tutto ciò di cui si ha bisogno è l’empatia per renedere il mondo un luogo migliore dove vivere”.

Ora, i conducenti di questa ambulanza vengono applauditi da tutto il mondo per questa comovente immagine e per aver esaudito il sogno di una donna durante i suoi ultimi giorni di vita.

Il nostro cuore si è riempito di gioia nel vedere questa foto. Vogliamo fare i nostri complimenti al personale di quest’ambulanza per il bellissimo gesto.

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Sente delle grida provenire dalla casa abbandonata e sfonda la porta. Ma ritrova la figlia scomparsa piena di sangue

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Farsi giustizia da soli non è mai consigliato, ma se qualcuno che amiamo si trova in pericolo può essere impossibile non farlo.

Bethany Arceneaux, una mamma single di 29 anni, era scomparsa da tre giorni quando la propria famiglia si stancò del fatto che la polizia non stava facendo nulla per ritrovarla. Grazie ad un testimone, la famiglia venne a sapere che Bethany era stata sequestrata dal suo ex fidanzato. Però non avevano la minima idea di dove potessero trovarsi. Quello che sapevano per certo era che stavano lottando contro il tempo, perché l’ex fidanzato, in passato, era stato più volte violento nei confronti della ragazza.

Il testimone, un amico di famiglia, vide Bethany ed il figlio di due anni in un parcheggio insieme all’ex fidanzato, nonché padre del piccolo, e cominciò a suonare il clacson. Mentre l’amico si avvicinava alla macchina, Bethany gli urlava di prendere il bambino e, per fortuna, ci riuscì, ma la donna venne trascinata sull’auto dal proprio rapitore ed in pochi istanti li perse di vista.

I fatti vennero denunciati, ma secondo la famiglia la polizia stava agendo troppo lentamente e, per questo, decisero di fare qualcosa per proprio conto.

Stavano valutando varie ipotesi, ma alla fine una delle piste li portò in una casa abbandonata non troppo lontano da dove avevano visto l’ultima volta l’auto del rapitore. Sei membri della famiglia, insieme ad alcuni vicini di casa ed amici, si sono diretti verso la casa e quando si sono avvicinati hanno subito sentito le grida della giovane.

I fratelli di Bethany sfondarono la porta a calci, ma quello che videro dentro la casa era molto peggio di quello che avrebbero potuto immaginare.

CNN

Di fronte ai fratelli, l’ex fidanzato stava accoltellando la ragazza con tutta la forza che aveva in corpo. Bethany era ricoperta di sangue e gridava terrorizzata, era sul punto di morire. Senza pensarci due volte, uno dei membri della famiglia ha estratto una pistola che aveva portato per difendersi ed ha sparato all’uomo.

CNN

Bethany era gravemente ferita però è riuscita a sopravvivere. Secondo quanto riportato dalla CNN nessuno dei membri della famiglia è stato accusato, in quanto hanno agito per legittima difesa.

Si tratta di una storia molto, molto triste. Ma la cosa più importante è che Bethany sia sopravvissuta e che possa continuare a stare vicino al proprio piccolo.

L’amore di una famiglia non ha limiti. Cosa ne pensi? Lasciaci un commento e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici e di appoggiarci con un Like sulla pagina Facebook Curiosando si impara.

Una mamma brucia ed uccide il violentatore della figlia di 13 anni. Ora la giustizia annuncia che verrà scarcerata prima di Natale

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Quasi 20 anni fa, per la precisione il 17 ottobre del 1998, Veronica era solamente una bambina di appena 13 anni che stava andando a comprare il pane nel suo quartiere di Alicante, in Spagna. Però, quella non fu una mattina qualsiasi, bensì è stata quella che ha cambiato la sua vita e quella della propria madre per sempre.

Quel giorno, un uomo di nome Antonio Cosme l’ha violentata. L’uomo è stato giudicato dalla legge e condannato a 9 anni di carcere. Tuttavia, sette anni dopo è uscito dal carcere per un permesso speciale e si è recato nel quartiere per intimidirle.

Youtube

Maria del Carmen, la mamma di Veronica, racconta che Cosme aveva già fatto minacce indirette attraverso la propria famiglia, le quali dicevano che quando sarebbe uscito di prigione avrebbe ucciso entrambe. Poi, il 13 giugno del 2005, l’uomo si è avvicinato alla donna e le ha chiesto come stavano le sue figlie. La donna, spaventata, ha percepito queste parole come una minaccia di morte nei confronti della figlia.

A quel punto Maria del Carmen si è diretta verso un distributore di benzina, ha comprato una bottiglia di combustibile ed è andata nel bar dove in quel momento si trovava l’uomo, gli ha versato la benzina in volto ed ha acceso un fiammifero. Cosbe è deceduto 8 giorni dopo in ospedale.

La donna dice di non ricordare nulla di quegli attimi, ricorda solo che l’uomo aveva minacciato di nuovo la propria figlia.

Sono trascorsi 12 anni dal quel giorno e Maria del Carmen ha scontato fino ad ora 3 anni e mezzo della sua condanna, ma proprio in questi giorni la giustizia ha annunciato che le concederanno l’indulto e che fino ad agosto del 2018 dovrà ritornare in carcere solamente per dormire.

La famiglia di Antonio Cosbe non è d’accordo con questa sentenza e chiede che venga fatta giustizia, in un’intervista hanno dichiarato che nessuno ha il diritto di mettere fine alla vita di un’altra persona.

Tu cosa ne pensi? Credi che sia giusto che Maria del Carmen esca di prigione dopo aver ucciso il violentatore della propria figlia? Lasciaci la tua opinione e condividi questa storia con i tuoi amici.

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