Perché in Italia il 17 porta sfortuna e il 13 no
Gli inglesi temono il 13, noi il 17. Colpa di un anagramma latino inciso sulle tombe e di una foresta dove Roma perse tre legioni.
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Gli inglesi temono il 13, noi il 17. Colpa di un anagramma latino inciso sulle tombe e di una foresta dove Roma perse tre legioni.
Il riccio mastica la pelle velenosa dei rospi e se la spalma sugli aculei. Perché lo fa? Gli zoologi ne discutono da quasi cinquant’anni
Nel microonde un bicchiere d’acqua bolle prima che i cubetti accanto si sciolgano: il motivo è lo stesso della lasagna gelata al centro
Apri l’acqua e la tenda ti viene incontro. Non è il vapore: dentro la doccia gira un piccolo uragano sdraiato, e c’è un modo per vederlo.
A Ivrea un ingegnere si finse un collega impossibile per non finire agli americani: così nacque la Perottina, antenata del personal computer
In una trattoria di Bangkok il brodo di manzo non si spegne mai da mezzo secolo: come ci riescono e quanto di quello vecchio finisce nel tuo piatto
A Madrid c’è un ristorante aperto da tre secoli con un forno a legna mai spento. E si racconta che un giovane Goya ci lavasse i piatti.
Le lancette copiano l’ombra delle meridiane. Ma nel Duomo di Firenze c’è un orologio di Paolo Uccello che gira al contrario.
Le falene non volano verso la lampada: le girano intorno perché tengono la schiena rivolta a quello che credono sia il cielo.
Tagliato con la vanga, il lombrico non si sdoppia: una metà muore, l’altra forse si rifà la coda. Il verme che ci riesce davvero è un altro.
Batti il cucchiaino sul fondo di una tazza appena mescolata e la nota sale da sola: la colpa è di bollicine che quasi non vedi.
Quando nessuno parla, il fruscio della telefonata non viaggia sulla linea: lo fabbrica il tuo telefono, per non farti riattaccare.
Una scorciatoia scritta in pochi minuti per pochi ingegneri è diventata il gesto più famoso della tastiera. E Bill Gates la considera un errore.
In un museo tedesco c’è un vino romano chiuso da diciassette secoli, e il suo tappo è un filo d’olio d’oliva. Per questo nessuno osa aprirlo.
Nel 1940 quattro ragazzi si calarono in una buca cercando un tesoro. Trovarono una grotta dipinta alla fine dell’era glaciale. E il cane?
Era un forzuto da circo figlio di un barbiere padovano. Finì in Egitto, aprì una piramide e ci lasciò il suo nome sulla parete.
Da Plinio ai cartoni animati, tutti giurano che l’istrice spari gli aculei. Cosa fa davvero, e perché il nostro è arrivato dall’Africa.
Il profumo del prato appena tosato è un messaggio d’allarme: l’erba chiama le vespe che mangiano i bruchi. E la stessa chimica è nell’olio nuovo.
Il tuo cervello prevede ogni tuo tocco e ne abbassa il volume: per questo le tue dita non fanno ridere. Un robot un po’ lento invece sì.
Il tasto di accensione è un uno dentro uno zero, e la versione che vedi ovunque nasceva per dire «quasi spento», non spento