Il Bacio Perugina all’inizio si chiamava Cazzotto
Il cioccolatino più romantico d’Italia nacque a Perugia con il nome di un pugno: chi lo inventò e chi ebbe il coraggio di ribattezzarlo
La curiosità è sintomo d'intelligenza
Il cioccolatino più romantico d’Italia nacque a Perugia con il nome di un pugno: chi lo inventò e chi ebbe il coraggio di ribattezzarlo
Il libro di cucina più amato d’Italia nacque da una fuga, fu rifiutato da tutti e finì in eredità a chi lo aveva cucinato.
Le fettuccine Alfredo nascono a Roma per una neomamma che non mangiava, poi due divi di Hollywood le portarono in America. E lì arrivò la panna.
A Bronte, nell’anno senza raccolto, i contadini tolgono a mano le gemme ai pistacchi: perché far riposare un albero conviene a tutti.
Noci e pistacchi li trovi col guscio, gli anacardi mai: dentro quel guscio c’è un parente dell’edera velenosa. E il frutto vero è un altro.
Senza notti fredde un’arancia rossa resta arancione: il colore lo accende un gene saltatore che si sveglia col freddo dell’Etna
Il vino sfumato nel risotto lascia quasi tutto l’alcol nel piatto e il flambé fa poco meglio: quanto bisogna cuocere davvero per farlo sparire.
Gli spinaci di Braccio di Ferro non c’entrano col ferro, e la celebre virgola sbagliata che lo spiegherebbe non è mai esistita.
Quel succo rosso nel piatto non è sangue: è acqua e una proteina del muscolo. E la stessa proteina spiega perché il petto di pollo è bianco.
In una trattoria di Bangkok il brodo di manzo non si spegne mai da mezzo secolo: come ci riescono e quanto di quello vecchio finisce nel tuo piatto
A Madrid c’è un ristorante aperto da tre secoli con un forno a legna mai spento. E si racconta che un giovane Goya ci lavasse i piatti.
In un museo tedesco c’è un vino romano chiuso da diciassette secoli, e il suo tappo è un filo d’olio d’oliva. Per questo nessuno osa aprirlo.
Prima di bollire il latte si costruisce da solo un coperchio che intrappola il vapore: come funziona, e perché il salvalatte faceva tic tic
Quel gorgoglio finale non annuncia il caffè pronto: è vapore che brucia la tazzina. E la moka l’ha inventata guardando un bucato.
Fai roteare il calice e il vino risale il vetro invece di scendere. Il motivo porta il nome di un fisico italiano, e non riguarda la qualità.
Prendi uno spaghetto e piegalo: i pezzi saranno tre o quattro, mai due. Un premio Nobel ci provò per ore in cucina e si arrese.
Bevi un bicchiere d’acqua dopo un piatto di carciofi e giureresti che è zuccherata. Non è suggestione: è una molecola che ti spegne la lingua.
Quei puntini bianchi che croccano sotto i denti non sono sale: raccontano quanti anni ha la forma, e devono il nome al formaggio stesso.
Nel 1773 un mercante di Liverpool assaggiò un vino siciliano, ci versò dentro dell’acquavite e lo spedì a casa: da lì nacque il Marsala.
Nel 1930 Marinetti apri una campagna per cancellare la pastasciutta dalle tavole italiane. Napoli insorse. Poi usci una fotografia.