Perché il latte trabocca e l’acqua no
Prima di bollire il latte si costruisce da solo un coperchio che intrappola il vapore: come funziona, e perché il salvalatte faceva tic tic
La curiosità è sintomo d'intelligenza
Prima di bollire il latte si costruisce da solo un coperchio che intrappola il vapore: come funziona, e perché il salvalatte faceva tic tic
Quel gorgoglio finale non annuncia il caffè pronto: è vapore che brucia la tazzina. E la moka l’ha inventata guardando un bucato.
Fai roteare il calice e il vino risale il vetro invece di scendere. Il motivo porta il nome di un fisico italiano, e non riguarda la qualità.
Prendi uno spaghetto e piegalo: i pezzi saranno tre o quattro, mai due. Un premio Nobel ci provò per ore in cucina e si arrese.
Bevi un bicchiere d’acqua dopo un piatto di carciofi e giureresti che è zuccherata. Non è suggestione: è una molecola che ti spegne la lingua.
Quei puntini bianchi che croccano sotto i denti non sono sale: raccontano quanti anni ha la forma, e devono il nome al formaggio stesso.
Nel 1773 un mercante di Liverpool assaggiò un vino siciliano, ci versò dentro dell’acquavite e lo spedì a casa: da lì nacque il Marsala.
Nel 1930 Marinetti apri una campagna per cancellare la pastasciutta dalle tavole italiane. Napoli insorse. Poi usci una fotografia.
Il cibo in scatola esiste da oltre due secoli, ma per quasi cinquant’anni nessuno aveva pensato a un modo civile per aprirlo.
In cucina si crede il contrario, per colpa del punto di fumo. Ma il punto di fumo misura un’altra cosa: perché l’extravergine regge di più.
Grana, pecorino, gorgonzola: chi non digerisce il latte spesso li evita. Le analisi dicono che nella maggior parte dei formaggi italiani il lattosio è praticamente sparito.
Basta una quantità infinitesimale di una molecola per rovinare una bottiglia. E il difetto non aggiunge un odore: spegne gli altri.
Il basilico odia il freddo: sotto una certa temperatura annerisce in poche ore. Dove tenerlo davvero, e perché le foglie scure si possono ancora usare.